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Il gioco dei bussolotti ...

 
Forse nelle vecchie fiere qualche zingaro dalla mano veloce c'avrà provato a far fessi i gagé gonzi con il gioco delle tre carte, con le tre tavolette o con i bussolotti. Un peccato veniale.

Questa volta a Roma il banco del gioco dei bussolotti lo tengono il Sindaco Alemanno ed il prefetto Pecoraro che gestisce la perpetua emergenza nomadi.

Con il valido aiuto della Croce Rossa, tra una baracca, un container ed una camerata in un CARA cercano di far sparire lo "Zingaro" sotto gli occhi di tutti.

Dopo mesi di promesse e di assicurazioni, di fasulli riconoscimenti delle rappresentanze dei campi, comincia il vorticoso giro di spostamenti tra i campi.

Questa mattina si è cominciato al Campo di Salone, che sta poco oltre il raccordo zona La Rustica. 

130 persone che senza nessuna logica vengono inviate a Castelnuovo di Porto in una struttura classificata come CARA ed a cui viene appiccicata l'incongrua definizione di "richiedenti asilo".

La logica dello spostamento al CARA non è chiara.

Perché mai mandare interi nuclei familiari, sloggiandoli dal container che occupano da anni, in una camerata lurida di un CARA per sbrigare una situazione anagrafica ormai pluri decennale?

Il racconto della mattinata lo fa molto bene Enza Forceri. - "Via di Salone, dai nomadi no al trasferimento: “Via da qui solo morti”.

Le dichiarazioni di Marco Squicciarini della Croce Rossa lasciano più che perplessi, cito dall'articolo di E. Forceri:
“La decisione è stata presa da Comune e Prefettura e ha riguardato le persone che non avevano documenti in regola e avevano fatto richiesta d'asilo - ha spiegato Marco Squicciarini, coordinatore per l'emergenza rom della Croce rossa Italiana - Il prefetto si è anche impegnato a chiudere l'istruttoria per le loro richieste in 15 giorni invece dei due mesi necessari. Questo per tranquillizzare i rom che stamani non volevano partire”.
....
“Qualcuno ha deciso di andarsene - ha continuato Squicciarini - comunque alla fine dell'esame delle richieste, chi ha diritto tornerà nella sua casetta di Salone. Proprio per fugare i loro dubbi, abbiamo lasciato loro le chiavi e dal Cara potranno venire ogni giorno a controllare che tutto sia a posto. È prevista soltanto una disinfestazione interna alle casette”.
La gente di via di Salone ha paura che questa operazione si risolva in una ingiusta espulsione verso paesi, che neanche più conoscono. Speriamo che non sia vero e questa storia della "richiesta d'asilo" si risolva finalmente nei documenti di soggiorno di cui hanno bisogno.

La testimonianza di questa paura la trovate già nelle parole del rappresentante del campo alla conferenza della Federazione Romanì che si è tenuta Roma il 30 ottobre scorso.


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E dal racconto di Enza Forceri, e da voci raccolte da amici al Casilino 900, è chiaro che il gioco dei bussolotti rischia anche di diventare una lotta al massacro tra disperati.

La gente di Via Salone va via dal container senza un motivo credibile e con la pura di vedersi scalzata dalle persone del Casilino 900.

Quelli del Casilino 900, che domani cominceranno a muoversi per via Salone, hanno il fondato timore di trovarsi nella situazione di dover affrontare l'ostilità da parte dei vecchi residenti.

Al Casilino la comunità ha indetto un assemblea per giovedì.
Riporto dal gruppo del Casilino 900 questo appello del portavoce del campo: 
... oggi siamo nella emergenza di un trasferimento del campo del Casilino 900
chiedo una assemblea generale delle associazioni , cittadini, comitati di quartieri, professori universitari, giornalisti e di  tutti coloro che ci conoscono o abbiano la voglia di conoscerci
che si terrà giovedì ore 15 nel piazzale FIGLI DI UN STESSO PADRE
siete tutti invitati
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