HiddenSide (noblogo) wrote,
HiddenSide
noblogo

«E allora ci penserà il prossimo sindaco fascista, che così vi prenderà più sul serio»

Il giovedì scorso (25/6) a Napoli si è svolta la manifestazione / fiaccolata di protesta contro le ripetute violenze omofobe che continuano a ripetersi nella zona di Port'Alba, piazza Bellini, a due passi da Santa Chiara per intenderci. (vai alla cronaca)

Da napoletano non ho mai creduto alla storia di Napoli città tollerante ed accogliente.

Mi ricordo i foschi ultimi anni 70,  seguiti alla stagione di ripresa del periodo Valenzi, con le ripetute violenze fasciste, e ricordo gli angosciosi anni di fuoco della violenza camorristica,  un crescendo durato per tutti gli anni 80.

L'illusione di una Napoli piccolo borghese, falsamente bonaria e "filosofa", di saper galleggiare su un'altra Napoli viscerale, violenta, camorrista, sottoproletaria, ...  "senza bagnarsi" ... è un mito antico, falso, coltivato nell'ipocrisia dei salotti.

Un'illusione pericolosa perché ha generato ed alimentato una "partecipe e calorosa indifferenza" tutta napoletana.

Napoli non è una città omertosa, è una città "ferita a morte" dall'indifferenza, soprattutto nella sua borghesia e nella classe dirigente.

«La vita è ciò che ci accade mentre ci occupiamo d’altro» e a Napoli in questi anni ci si è occupati d''altro mentre la vita era dominata dalla violenza della camorra, dalla violenza della disoccupazione e dell'assenza di prospettive, dall'annichilimento dell'economia industriale, turistica ed artigiana.

La parabola politica bassoliniana è figlia di questa indifferenza; indifferenza ben più antica di questo quindicennio ... 

Napoli è vittima di quel  "silenzio della ragione" che la Ortese già negli anni 50 raccontava facendo indignare gli intellettuali napoletani del dopo guerra ... quella classe dirigente che così presto ha abdicato ad un ruolo di guida,  dimenticando l'iniziale tensione morale dell'antifascismo.

La povera Rosa Russo Jervolino, che con la malaugurata frase: «E allora ci penserà il prossimo sindaco fascista, che così vi prenderà più sul serio», pronunciata alla manifestazione di piazza Bellini, si è beccata una sostanziosa valanga di fischi, mi sembra  la campionessa dell'attenzione postuma ... che è poi l'altra faccia dell'indifferenza di questa classe dirigente che ha scelto il potere per il potere quando avrebbe dovuto esercitare la guida morale della rinascita.

Gli effetti si vedono poi nel disastro sociale e morale ... a Ponticelli, Torregaveta, Pianura, Castel Volturno, il Duomo, Montesanto, a piazza Bellini... e cito solo a memoria senza neanche sfiorare le voragini della situazione del degrado politico e del potere della criminalità organizzata  ...
in poco più di un anno un rosario di episodi in cui la violenza dell'indifferenza e l'indifferenza per la violenza hanno mostrato la faccia di un popolo campano tutt'altro che solidale e l'incapacità di una classe dirigente non dico ad amministrare ... ma a dare un indirizzo ...

Piazza Bellini non è un luogo qualsiasi,  è circondato dai luoghi della cultura, musei, conservatorio, accademia di belle arti, università, è uno dei pochi luoghi d'incontro rimasti a Napoli.     Il fatto che sia zona franca per quella violenza fascista, che si è impossessata della tifoseria, che è massa di manovra per disordini preordinati, che è contigua alla camorra è un fatto non nuovo e sempre più preoccupante.

Non è un fatto di ordine pubblico e ci vuole ben altro che un paio di telecamere e di una pizza da Bellini o all'antica pizzeria Port'Alba o da Lombardi (delle pizze elencate ammetto di avere una bruciante nostalgia) per cambiare il territorio e  la rotta di una città che sta affondando nell'indifferenza.

La Napoli di Maurizio Valenzi fu la dimostrazione che qualcosa di diverso potrebbe essere.  Lavorando sul tessuto sociale, sulla crescita e sullo sviluppo.  Cercando strade nuove per lo sviluppo proprio nella cultura, nel terziario nel turismo.

In quei fischi, negli slogan dei collettivi femministi, nell'opposizione politica al fascismo, al sessismo, al razzismo alla omofobia ... nella centralità del rispetto della persona e dei diritti può esserci la rinascita di Napoli ... la sinistra Campana dovrebbe capirlo ...

Il racconto della manifestazione lo lascio a Giulio, che è un ragazzo in gamba e viene qui nominato sul campo corrispondente da Napoli di No(b)logo.







 


x
  

A PIAZZA BELLINI CONTRO LA VIOLENZA OMOFOBA E SESSISTA


di Giulio V. da Napoli

Appuntamento con la non violenza giovedì 25 giugno scorso alle 19 in piazza Bellini, Napoli. Le associazioni Arcigay, Arcilesbica, I-Ken e Udi hanno organizzato una fiaccolata di solidarietà e di protesta a seguito del pestaggio di Maria Luisa, una ragazza di 26 anni massacrata per aver difeso l’amico omosessuale da un tentativo di aggressione la notte tra domenica e lunedì.

    È una giornata nuvolosa quella di giovedì, che non promette niente di buono se non una grande dose di pioggia. Alle 19 la piazza è già gremita di persone: collettivi femministi, associazioni omosessuali e comuni cittadini, tutti accomunati da sdegno e sgomento per l’avvenimento che li ha portati in piazza sotto le loro bandiere o i loro striscioni. “La violenza non ci spaventa…”, “contro l’omofobia e la violenza sulle donne”, “giù le mani dai nostri corpi”. L’intento di queste persone è chiaro: porre un freno alla violenza omofoba e sessista che sta dilagando a Napoli e in tutt’Italia, che vuole privare la comunità LGBTIQ degli spazi di aggregazione e della libertà di espressione.

    “Non è la prima volta che succede, che veniamo minacciati da questa gentaglia – ci dice un ragazzo intervistato – siamo stanchi di questa violenza fascista e omofoba, vogliamo più sicurezza, vogliamo la libertà di poterci riunire in piazza Bellini senza essere pestati da tamarri e ultras!”  

    Dopo poco già tutte le candele sono accese e il pensiero di tutti è rivolto a Maria Luisa, bloccata all’ospedale con il rischio di perdere un occhio a causa delle fratture all’orbita. Arriva la Jervolino, la folla si raduna attorno alla statua di Bellini e viene letta la lettera scritta da Maria Luisa, traboccante di ringraziamenti per le persone che le sono state vicine, di scuse per non essere potuta venire in piazza, ma soprattutto di accuse nei confronti di quelle persone che quella notte erano lì e non sono intervenute, come i gestori dei bar della piazza, che Maria Luisa nomina quasi uno ad uno, con una punta di sarcasmo e tanto sdegno. E poi c’è la richiesta, portata avanti con fermezza, di installare un sistema di videosorveglianza per garantire più sicurezza, punto sul quale, però, le femministe dissentono.

    La piazza si commuove alle parole dure e schiette di Maria Luisa, il ragazzo che leggeva la lettera non riesce a continuare, al suo posto lo fa un’altra ragazza.

    La Jervolino dopo la lettura lascia piazza Bellini accompagnata dai fischi, rilasciando qualche dichiarazione ai giornalisti: “le contestazioni sono inopportune ma umanamente comprensibili e prevedibili”, mentre Salvatore Simioli, presidente dell’Arcigay di Napoli afferma:  “Quando verrà garantita la incolumità fisica alle persone omosessuali sono certo che Piazza Bellini riserverà alla Jervolino applausi.”

le foto di questo post sono di Giulio V.
Subscribe

  • Zingari ed elezioni

    Non so perché ... ma appena si avvicinano le elezioni gli zingari riprendono a rapire i bambini.…

  • Cacciatori di Rom ... e pure recidivi

    Se c'è una cosa che chi ha un minimo di ruolo pubblico non dovrebbe mai fare è quello di associarsi o pubblicizzare campagne…

  • Fare sentire la propria voce

    Qui è possibile rispondere al Sindaco ed alla Vicesindaco di Roma. Qui è possibile firmare l' Appello: Stop…

  • Post a new comment

    Error

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your reply will be screened

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments