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ancora fiamme

  • Dec. 26th, 2008 at 11:58 AM
odio perifierico - sowing hatredForse erano rom, forse no, comunque morti di povertà e di freddo per scaldarsi con un fuoco.
Morti come Geylo, bruciato nel rogo che ha distrutto le baracche del Campo Nomadi di Arpinova a  San Marco in Lamis di Foggia.
L'Arcivescovo  lo ha ricordato nella messa di Natale:  "è come se fosse stato ucciso Gesù dal monossido di carbonio e dalla povertà che lo costringeva a vivere in una baracca" FOGGIA Tamburrino su morte piccolo rom: "E' come se fosse stato ucciso Gesù" - teleradioerre.it > news.
Certo è che la comunità di San Marco in Lamis era li precariamente dopo essere scampata ad un altro incendio tre anni fa.il nemico di chi?

Il Sindaco di Reggio Emilia sta provando a fare qualcosa per togliere dalla precarietà la comunità Sinti di via Gramsci.
La buona volontà è premiata con l'auto sfregiata con una svastica, che è una minaccia ed un avvertimento.
Certo è poca cosa uno sfregio ad un auto ma è la stessa firma di chi nella notte dell'antivigilia di natale ha lanciato una bottiglia incendiaria contro i servizi igienici dell'area che il Comune sta allestendo per ospitare una famiglia.
Dice il sindaco: "mi dispiace perché questa era la casa per una famiglia.
Una famiglia di gente perbene, che ha fatto un patto con il Comune. Una famiglia con dei problemi e figli handicappati
". Telereggio news

Ogni volta che le fiamme uccidono ho il timore che dietro ci sia l'odio di  una mano potenzialmente omicida. Vedi
Una mano omicida che ha scelto e bracca un nemico etnico.

Trovi in giro articoli e prese di posizione sui bambini Rom, di falsi umanitari che ignorano quello che scrive chi lavora veramente per per cercare di fare qualcosa. L'UNICEF , Save the Children, la Comunità Europea richiedono che gli interventi vengano dati a favore dei nuclei familiari, favorendo la soluzione del problema abitativo e l'inserimento nel mondo del lavoro.

Invece una mentalità intrinsecamente razzista nella società italiana continua a criminalizzare la povertà e l'emarginazione ponendo ostacoli insormontabili ad ogni percorso di sostegno e recupero.
In più la ferocia mediatica ed un pensiero egemone portano a considerare il minore Rom come qualcosa da estirpare da un nucleo familiare che per definizione non deve avere sostegno alcuno.
Ed i  giornali raccontano storie con crudele indifferenza, tanto più feroce quanto ammantata di finta umanità.
Leggendo con occhio attento si possono capire  altre storie che gli articoli non raccontano, nascoste nelle pieghe dei luoghi comuni, oscurate dall'ipocrisia imperante.
Come la storia di  M.A. che non ha ancora 20 anni e già ha alle spalle una vita dura.
M.A. ha avuto un bambino quando non aveva ancora 17 anni, una madre bambina a cui è negata la maternità.
M.A. è una ragazza siciliana, rom, che ha già provato tutto sulla sua pelle, denunce, arresti.
Per il tribunale minorile di Ancona quel bambino che ha avuto "stava crescendo in un ambiente totalmente inadeguato".   La cronaca indifferente non ci dice se il giudice si sia chiesto se quell'ambiente era giusto per quella madre bambina. Sappiamo solo che le è stato tolto il bambino. Non racconto la storia, che abbiamo letto tutti sui giornali,  ricordo solo l'epilogo  il ritrovamento di madre e bambino,  nascosti ed abbracciati nel box della doccia, di un appartamento ad Ancona.
 
Ho la certezza che quella madre e quel bambino siano prigionieri del pregiudizio e dell'indifferenza.
Pregiudizio che ha denunciato lo studio della fondazione Migrantes di cui abbiamo già parlato qui.  
Nello studio ADOZIONI DI MINORI ROM/SINTI si segnalava infatti che si sta sviluppando, nelle stesse istituzioni che gestiscono l’adottabilità dei minori, Tribunali ed assistenti sociali,  una mentalità egemone che porta all'equazione  senza appello o analisi: genitori rom=cattivi genitori.
Di M.A. la stampa ha parlato molto poco, sappiamo solo che il suo desiderio di maternità l'ha portata a fare un gesto sconsiderato che la marchierà ancora di più di quanto l'abbiano marchiata i suoi giovani 19 anni.

Per conto mio metto in fila questi episodi, ne faccio un personale caso di coscienza, la traccia per le cose di cui voglio occuparmi.



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Nazzareno Guarnieri, originally uploaded by hidden side.



Nazzareno Guarnieri è il presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme ed è una delle voci più autorevoli del movimento per la partecipazione attiva e la rappresentanza di Rom e Sinti.

E' l'anima di RomSinti@Politica il vivace e combattivo blog che da voce al direttivo della Federazione Rom e Sinti Insieme.

Oggi pubblica un articolato e profondo ragionamento su: I "nodi" della partecipazione attiva di Rom e Sinti.

Analizzando le motivazioni del ritardo che c'è in Italia sulla rappresentanza politica e sociale dei Rom e dei Sinti. In particolare punta il dito sul:

  • ruolo frenante delle associazioni storiche a favore dei Rom e dei Sinti; ruolo che conosce dal di dentro avendo operato e ricoperto cariche nell'Opera Nomadi e per essersi battuto per ri-orientare l'organizzazione all'effettiva spinta per una partecipazione attiva dei Rom nella società e scontrandosi anche molto duramente con la storica dirigenza nazionale ferma su vecchi modelli autoreferenziali che condannano il nomade all'assistenza perpetua
  • sulla strumentalizzazione politica che c'è stata in questi anni, sia a destra che a sinistra, con "lo zingaro" agitato di volta in volta come spauracchio di ataviche ed irrazionali paure, come capro espiatorio, o come emergenza umanitaria perpetua
  • alla difficoltà di creare tra i rom ed i sinti una omogeneità di fine superando i personalismi, ed aggiungo io la polverizzazione di un piccolo popolo disperso in decine di naziolalità, decine di ceppi, quattro o cinque religioni o confessioni religiose
Vi invito a leggere con attenzione il discorso di Guarnieri che parla con la saggezza e la lungimiranza di un leader: I "nodi" della partecipazione attiva di Rom e Sinti direttamente su RomSinti@Politica, non lo riporto qui.

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Da osservatore esterno non posso che ribadire che l'Italia sul tema della rappresentanza politica della minoranza Rom e Sinti è nettamente in ritardo rispetto alle raccomandazioni della Comunità Europea(*) che incoraggiano la presenza della minoranza nei processi decisionali e politici.

In questi anni vari esponenti della cultura Rom e Sinti hanno provato a dare il loro contributo alla politica, lo stesso Nazzareno Guarnieri con l'UDC alle amministrative a Pescara, la simpatica e brava Dijana Pavlovic, candidata alle comunali a Milano con la lista Fo e poi alle politiche con la sinistra arcobaleno, Radames Gabrielli alle provinciali a Bolzano e Yuri Del Bar, è il primo cittadino sinto ad essere eletto, indipendente nella lista di rifondazione, in un consiglio comunale italiano, a Mantova. 
Questi "politici" si riconoscono nella Federazione Rom e Sinti Insieme con altre personalità della cultura come la dott.ssa Eva Rizzin, ricerca in geopolitica e geostrategiao come l'artista (e filosofo)  Bruno Morelli, o Carlo Berini esperto delle questioni socio abitative, o il poeta Demir Mustafa.

La compattezza di questo gruppo ha fatto si che Federazione, in questi mesi così travagliati, sia riuscita a conquistarsi di forza il diritto di rappresentare il mondo Rom e Sinti sia nel contesto europeo  sia in incontri difficili e sollecitati con forza con il ministero degli interni, i prefetti, i sindaci, oltre alla continua testimonianza in convegni antirazzisti, manifestazioni e via dicendo.

Va aggiunto che lala Federazione Rom e Sinti Insieme non esaurisce la capacitò di espressione politica dell'universo Rom in italia, ma certamente ne rappresenta la componente più avanzata.


Dal sito di Donna TV vi raccomando un interessante serviziosulla assemblea nazionale dei Rom e Sinti di luglio a Campo Boario a Roma organizzata dalla Federazione Rom e Sinti Insieme. La foto di Nazzareno Guarnieri è sta scattata da me proprio durante la realizzazione di questo servizio. hidden side - View my 'Assemblea nazionale Rom e Sinti' set on Flickriver
(*)La Raccomandazione N.R. 1557 (2002) adottata da l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, del 25 Aprile 2002 alla SECONDA CONDIZIONE recita:

ELABORARE ED ATTUARE PROGRAMMI SPECIFICI ATTI A MIGLIORARE L'INTEGRAZIONE DEI ROM E DEI SINTI NELLA SOCIETÀ COME INDIVIDUI, COMUNITÀ, GRUPPI MINORITARI, ASSICURARE INOLTRE LA LORO PARTECIPAZIONE AI PROCESSI DECISIONALI A LIVELLO LOCALE, REGIONALE, NAZIONALE ED EUROPEO
Punto 1
Elaborare e mettere in atto politiche che trattino le problematiche rom e sinte globali e legate a fattori economici, sociali e culturali.
 
Punto 2
Rinforzare il dialogo tra i Rom e i Sinti, le comunità sinte e rom ed altri gruppi della società.
Punto 3
Fare in modo che i rappresentanti rom e sinti facciano parte a tutti i livelli nei processi decisionali, nella elaborazione e mettere in opera dei programmi che migliorino la situazione di individui dei Rom e dei Sinti e delle loro comunità. Questo coinvolgimento non deve essere una semplice consultazione, ma deve essere fatta sotto forma di una vera collaborazione concreta.
Punto 4
Incoraggiare la presenza dei membri delle comunità sinte e rom nei parlamenti nonché la partecipazione degli eletti Rom e Sinti ai processi legislativi regionali, locali e negli organi esecutivi
Punto 5
Favorire la collaborazione tra varie regioni con lo scopo di trattare i problemi con cui i Sinti e i Rom si confrontano soprattutto con una loro partecipazione attiva.
Punto 6
Rinforzare le procedure di controllo sistematico e regolare l'applicazione delle raccomandazioni e dei programmi specifici che mirano a migliorare la posizione giuridica e le condizioni di vita personali e collettive dei Sinti e dei Rom.
 
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bambiniQuesta foto è stata scattata nella veranda della Savorengo Ker, la casa di tutti, domenica  23 novembre, in occasione dell'iniziativa  "Quando cadono i muri".


La casa per tutti, non era una vera casa abitata, anche se era orgoglio per il campo del Casilino 900 e qualcosa da mostrare ai visitatori ed i due ragazzini rom sorridenti della foto, insieme ad uno sciame di altri ragazzini sorridenti ed alle donne del campo la mostravano orgogliosi alla gente che veniva a rendersi conto ed a dimostrare che un ghetto è tale fino a che la gente che lo abita viene ghettizzata.

Un esperimento politico/sociale e di architettura
auto gestito dalla comunità rom del Casilino 900, insieme a  Stalker / Osservatorio Nomade ed a
DIPSU / Dipartimento di Studi Urbani - Università di Roma TRE / Ricerca Nomadismo e Città.

Un Esperimento di collaborazione interculturale, di auto organizzazione in cui i quattro gruppi rom del Casilino 900, bosniaci, montenegrini, kosovari e macedoni hanno messo insieme le esperienze per dimostrare all'amministrazione e ai cittadini che è possibile proporre risposte concrete e praticabili all'emergenza abitativa.

Una casetta in legno povero, rispettosa delle tradizioni, 70 metri quadrati su due piani, con soggiorno, cucina, servizi, tre camere e veranda, ma che costa come un container di 32 metri quadrati.

Un modo per costruire con le proprie mani un pezzo di dignità e di solidarietà, di consolidare i legami familiari e di vicinato con l'atto del costruire insieme e di consolidare delle tradizioni antiche.

La mattina di domenica 23 novembre, proprio per  "Quando cadono i muri" promossa in primo luogo dagli architetti di Stalker, era arrivato pure il sindaco Alemanno e la gente del campo lo aveva accolto con molta speranza ed eccitazione.
La promessa della luce elettrica e dell'acqua, tolte al campo da molti mesi, bastava a dare speranze, anche se la promessa aveva l'ambigua clausola - vi daremo la luce elettrica al Casilino 900 appena avremo deciso dove spostarvi -
[Sono passate tre settimane, la decisione non è stata comunicata, l'inverno peggiora, e mentre il casilino 900 sprofonda nel fango della luce e dell'acqua non se ne parla]

Intanto Provincia, Comune, Municipi e comuni limitrofi si palleggiano la destinazione della gente del Casilino in un crescendo di ostilità xenofoba. (Dei giorni scorsi la voce di uno spostamento nell'ultimo lembo del comune ai confini di Guidonia).
Tutti concertano salvo ascoltare la voce delle 650 persone, che nel quartiere erano bene o male integrate, con i bambini inseriti nella scuola, con un rapporto con il territorio tutto sommato non cattivo (*).

La voce delle comunità del Casilino 900 la sintetizza oggi Marco Brazzoduro sul prezioso Mahalla sotto forma di lettera al sindaco Alemanno:Casilino 900, sul 60°anniversario della carta dei diritti dell’Uomo

Nella lettera, che si richiama alla dichiarazione dei diritti dell'uomo ed alle raccomandazioni della comunità europea ed alle stesse dichiarazioni di Alemanno.
Si sottolinea come il coinvolgimento della popolazione del campo sia non solo da intendere come un fattore economico e di giustizia, ma come un passo per il recupero della dignità sociale.
Si fanno proposte concrete, che vi invito a leggere nell'articolo (*) che:
attraverso la pratica dell’autorecupero e dell’autocostruzione assistita, potrebbero essere estese anche a cittadini non rom in condizioni di disagio abitativo: il fatto di partecipare insieme alla costruzione di un insediamento misto sarebbe infatti un primo passo importante verso la reciproca conoscenza e l’integrazione. Tutte le ipotesi si basano sul rispetto delle normative europee e quindi degli standard abitativi che, come lei sa, nei campi di container non vengono rispettati. Pertanto le proposte sono concepite prive di tutte quelle forme evidenti di discriminazione e ghettizzazione che caratterizzano gli attuali "campi nomadi", caratteristiche incompatibili con i dettami costituzionali ed europei e con il rispetto dei diritti dell’uomo.
 

Questa la proposta della comunità dei Rom in occasione della dichiarazione dell'uomo.
Nel frattempo proprio nella notte del sessantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo, quella costruzione è andata a fuoco.
Sotto il diluvio va in cenere la casa dei rom di Casilino 900  L'incendio è divampato alle 2,00 dell'11 dicembre
La notizia mi è arrivata questa mattina ascoltando Radio Popolare Roma, bloccato sul raccordo in una Roma impazzita nel diluvio.
Con molto garbo e dignità uno dei portavoce del campo spiegava che non si sapeva ancora come fosse accaduto, e prima di dare la colpa ad esterni gli anziani si sarebbero riuniti per capire se non ci fossero responsabilità nella stessa comunità, anche se sospetti di azioni provocatorie c'erano.



Francamente, leggendo in giro quello che scrive l'estrema destra romana, critica per ogni soluzione che dia un po' di dignità alla gente rom qualche cattivo pensiero l'ho fatto.
 

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Sul Casilino 900
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ladri di bambini

  • Nov. 11th, 2008 at 1:32 PM
Ieri a Roma la Fondazione Migrantes, organismo della CEI, ha presentato due studi encomiabili ed estremamente importanti che guardano i rapporti tra Società Italiana e Cultura Rom per quanto riguarda i minori alla luce pregiudizi imperanti nei confronti del mondo Rom.

Del primo studio, che analizza e smentisce la "legenda nera" degli "zingari ladri bambini" tutta la stampa nazionale ha parlato dando risalto alla scontata conclusione: non è vero.
E' triste che ci sia bisogno dell'ennesima analisi per ribadire un dato di fatto che risulta scolpito nei rapporti del ministero degli interni, in tutta la casistica della magistratura.
E' triste ma è necessario perché questo pregiudizio è scolpito nell'immaginario collettivo e la stessa stampa che oggi pubblica il resoconto di smentita alla prossima occasione di suggestione collettiva non si tirerà indietro per gettare altra benzina sui pregiudizi.

Quasi nessuno ha invece parlato del secondo studio, molto meno scontato molto più preoccupante, che analizza una tendenza culturale e politica che tende a far percepire all'opinione pubblica il mondo rom come ostile nei confronti dei minori e quindi come "terra di nessuno" da cui portar via indiscriminatamente i bambini.

Lo studio ADOZIONI DI MINORI ROM/SINTI mette in luce come si stia sviluppando un pregiudizio strisciante nelle stesse istituzioni che gestiscono l’adottabilità dei minori, Tribunali ed assistenti sociali, che porta alla equazione “a prescindere”: genitori rom=cattivi genitori.

Questi modelli ideologici hanno dato frutti avvelenati, proprio contro i rom a partire dall’800 a finire alla tragedia dell’olocausto.

Ma in maniera più soft sono gli stessi meccanismi che hanno portato in australia alla tragedia della generazione perduta (i bambini sottratti agli aborigeni) e nella civile e vicina Svizzera al genocidio bianco nato dal progetto “Bambini della Strada” ai danni della cultura Jenish. (vedi anche)

Australia e Svizzera hanno chiesto scusa ed ammesso la tragedia di questa falsa attenzione nei confronti dei minori.
Noi ci avviamo per la stessa strada. Personalmente avevo scritto le mie preoccupazioni, molto vicine a quelle espresse nello studio, in questo post, e prima indirettamente qui, qui

Lo studio individua ben 200 casi di minori Rom dichiarati adottabili nell'arco di 20 anni in appena 8 (su 28) del Tribunale dei minori.
Dalla sintesi dello studio evidenzio alcuni passaggi:

.... la facilità con la quale, nelle diverse realtà analizzate, la tutela sociale (dei servizi di territorio) e civile (dell’Autorità Giudiziaria) scivolano nell’indifferenziare l’identità di un minore rom con quella di un minore maltrattato. Come se la cultura “altra” potesse fare del male al bambino. Questo è ciò che pensano molti degli operatori incontrati. Tutti i minori rom, in quest’ottica diventerebbero dei bambini maltrattati.
......
Gli avvocati che seguono questi casi affermano che, probabilmente, in questi casi, il reale interesse dei vari operatori coinvolti è di trovare il maggior numero possibile di minori per le famiglie non rom che fanno domanda di adozione.
.......
molte volte ci troviamo di fronte a casi di allontanamento che avvengono con molta violenza, sulla base del mero pregiudizio personale di un operatore qualunque che scrive che quel minore non è tutelato perché “mangia con le mani” o “non indossa il pigiama per andare a dormire”

Attenzione che questi atteggiamenti mentali, documentati dallo studio, vanno anche in contrasto, col la lettera e lo spirito della legge che "disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori" che ad esempio dice:

art 2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto.
art 5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i princìpi fondamentali dell’ordinamento».

Faccio mia la conclusione dello studio della Fondazione Migrantes, sperando che questo genocidio silenzioso si fermi:
Dovremo infine smettere di pensare alle cultura rom come una cultura statica e immutabile, come se i minori fossero destinati alla povertà materiale e culturale dei loro genitori.
Se molti romá oggi vivono nei “campi nomadi” è perché si tratta di una chiara scelta delle amministrazioni comunali di mantenere queste comunità in una condizione di grave precarietà sociale e civile
.
Se i minori rom oggi non sono tutelati e c’è un sistema giudiziario minorile che non li tutela la responsabilità è solo nostra.
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Modelli d'integrazione.

  • Oct. 22nd, 2008 at 4:47 PM
Da mesi ci stanno raccontando che la comunità Europea sbaglia, che l'Italia si sta muovendo sui rom solo al fine di facilitare i processi di integrazione e per favorire i bambini.

A Roma, dopo i censimenti inutili, dopo le piccole e grandi persecuzioni, visto che la "moral suasion" non funziona con questi cocciutissimi zingari che non si decidono a sparire ... si è arrivati al punto.



Il super sceriffo romano generale Mario Mori (resp. ufficio Sicurezza) è finalmente in grado di spiegare al sindaco Alemanno, ed al bel viso umano delle politiche sociali, che:
non ci si può limitare ad interventi spot, con i nomadi allontanati dalle baracche improvvisate sugli argini del Tevere o negli anfratti più nascosti a suon di cariche dei vigili urbani: inevitabilmente, non sapendo dove andare, i senza fissa dimora si spostano di qualche metro ricreando la stessa situazione di prima.

Allora via con il piano di "sicurezza e accoglienza, repressione e politiche sociali" (cioè anche anche ai bambini, alle donne incinta, si assicura per bel cocktail di accoglienza e repressione): "Individuando, appunto, un´area fuori dal Raccordo, il più distante possibile dai centri abitati".

Che nel numero dei deportati ci siano anche cittadini Italiani, cittadini europei, e bambini a tutti gli effetti apolidi nati in Italia, di seconda e di TERZA generazione, non importa di certo ... c'è in ballo la sicurezza e l'integrazione.
Che i bambini fossero stati faticosamente inseriti nei percorsi scolastici ad opera del volontariato laico e cattolico in classi in cui il contatto con altri bambini è fattore di integrazione è un dettaglio .. lo insegna Bruno Vespa come si possa risparmiare soldi ed essere efficaci con delle classi  solo di rom in una baracca, magari il filo spinato può anche aiutare a contenere l'evasione scolastica.
Che l'assistenza medica passi dai medici di famiglia invece che dai medici militari è una mollezza decadente.

Aggiungere la difficoltà della distanza da qualsiasi posto di lavoro a chi già non ha prospettive di trovarne credo che sia un sottile incoraggiamento a trovare in autonomia soluzioni di integrazione.

Voi mettere come sia più facile per un capitano medico della croce rossa spiegare la contraccezione ad una ragazzina 14enne  di cultura patriarcale invece che lasciarlo fare ad una dottoressa medico di famiglia che ha da anni in cura tutta la famiglia e conosce le situazioni?

Riunire in mega campi situazioni familiari diverse, provenienze geografiche e linguistiche disparate, conflitti tra famiglie allargate è sicuramente, per i geni della nazional-sociologia, una brillante soluzione.

E' utile ed economico far convivere dentro un recinto chi cerca lavoro disperatamente con chi ha intravisto la possibilità di uscire dalla miseria accettando di essere manovalanza per la criminalità organizzata tutta nostrana;  vuoi mettere come diventa più economico reprimere indiscriminatamente?

Che questo approccio sia dannoso sia a detta delle associazioni rom che degli operatori del volontariato; sia dalle organizzazioni non governative sia dalle commissioni europee è un buonismo ed un sociologismo inutile e malevolo.

Il modello di quanto vagheggiato da Mori poi a Roma, c'è già .. già sperimentato ...
i due mega campi gemelli di Castel Romano.

Se ne faccia un altro così gli zingaracci  possono integrarsi.

Magari se gli si ricorda pure che il "lavoro rende liberi" facciamo un altro passo avanti.


 
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Leggo su una testata on-line di Brescia, l'intervista di Elisabetta Reguitti al sindaco leghista di Chiari, tal Sandro Mazzatorta.
E' una fotografia dal vero di come possa essere insensato ed odioso il modo di gestire la cosa pubblica facendo sfoggio di razzismo e di gratuita crudeltà.

Credo che l'articolo sia tutto da leggere, come sono da leggere i precedenti articoli pubblicati dalla stessa testata ... uno spaccato della peggiore Italia.

Ma leggere una frase detta dal sindaco edi Chiari mi hanno fatto fare un salto sulla sedia e ricordare un episodio di cui avevo parlato in questo Blog a Maggio riprendendo una notizia data su Sucar Drom.

Il sindaco che ha cacciato con le  ruspe le famiglie Sinti che abitavano in prefabbricati del comune su un suolo concesso dalla precedente giunta comunale, quel sindaco che non permette a cinque bambini la frequenza scolastica, si vanta dicendo:
Noi per esempio, ci siamo occupati di affidare l'ultimo bambino nato in quella famiglia a un nucleo che gli garantisse una vita più normale.

In pratica si vanta di aver portato via un bambino ad una madre perché la famiglia non ha una casa ...  dopo aver buttato la madre e gli altri fratelli in mezzo ad una strada.


Il punto di vista di una madre, uguale a quello di qualsiasi altra madre,
lo potete leggere in questo articolo di Sucar Drom
.

Io, fuori dai denti, dico che sono stufo di questa ipocrisia razzista, ho sempre più forte il sospetto che, oltre all'ignoranza, la stupidità, al razzismo, oltre alla convenienza politica, ci siano degli interessi predatori.

Una pelosa lobby "dell'adozione" che preme per depredare le famiglie rom e sinti  dei bambini.

Si sta addensando un vero e proprio genocidio,
che avrà gli stessi metodi usati in Australia per i bambini aborigeni
ed i Svizzera per quelli Jenisch.



 
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Dal blog di Sergio Bontempelli

  • Sep. 23rd, 2008 at 3:33 PM

Immigrazione e sicurezza, il paradosso della legalità

«Legalità», d’altra parte, significa tutela dei diritti fondamentali dei cittadini: in questo caso, dei cittadini stranieri e Rom.
Ma la lista dei diritti violati, in Italia, è assai lunga.
Secondo l’INAIL, nel 2007 gli infortuni sul lavoro per i migranti sono aumentati dell’8,7%, a fronte di un calo complessivo (-1,7%) degli infortuni.
Come dire che i lavoratori stranieri sono assai meno tutelati dal punto di vista della sicurezza sul lavoro.

......
L’appello alla legalità e al rispetto delle regole, in Italia, serve per violare le leggi e per non rispettare le regole. Le norme – soprattutto quelle rivolte ai Rom o ai migranti – non sono concepite per governare i fenomeni cui si applicano, ma hanno una funzione simbolica: intimorire e assoggettare le minoranze, legittimare un clima di emergenza, e in questo modo garantire piena discrezionalità all’operato delle forze dell’ordine e delle amministrazioni di polizia, anche in violazione delle leggi vigenti.

Post tutto da leggere.
(Ho aggiunto Sergio Bontempelli nell'elenco dei Link)

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Il mistero degli zingari scomparsi ...

  • Sep. 19th, 2008 at 3:07 PM
Fatto il censimento, con tutto il can can Mediatico e lo sputtanamento a livello internazionale del nostro ormai brutto paese, i cacciatori si stracciano le vesti ... la marea di zingari che da Grillo alla lega indicavano come avesse travolto l'Italia come uno tsunami ...
.... non c'è più.

Serpeggia da una parte lo sconcerto (i leghisti sembrano come cacciatori accaniti disperati perché vedono penuria di selvaggina, temo che comincino ad invocare il ripopolamento con esemplari dall'est) dall'altro si gongola per aver messo in fuga le orde di invasione.

TGCOM, come al solito fa il suo lavoro puntuale di disinformazione e titola:
Sicurezza, 10mila rom via da città Dopo il decreto Maroni fuga in massa
Un bel vantarsi ... una vittoria da maramaldi ..

Per Roma dice ...:
Situazione analoga a Roma, dove avevano fatto discutere alcuni fatti di cronaca legati ai nomadi. Anche nella capitale si parla di 5 mila rom in meno a fronte di una popolazione stimata attorno alle 12mila unità.

Quindi oggi ... dopo lo spiegamento di forze messo in campo ... la vessazione di donne, bambini, i trasferimenti forzosi da baracche a baracche peggiori ... i Rom a Roma sono 7000.

Grande risultato di efficienza legalitaria ... la stampa questo sta raccontando.
Bene sappiate che la fotografia della situazione delle genti gitane a Roma
all'inizio di questo anno orribile
era esattamente questa.

La "notizia" data in pasto alle agenzie non fa altro che ri-intortare una situazione fotografata dall'Opera Nomadi con l'aggiornamento dei dati fine 2007, inizio 2008.

Ad inizio anno la situazione era di:
  • 6513 unità. Censite con grande precisione dall'Opera Nomadi romana, nei campi ufficiali e spontanei.
  • Sommata a questi c'era la valutazione molto approssimativa di 5000 rom romeni "sbandati" che sono quelli che il ministero degli interni ha deciso che sono spariti (sono ancora tutti li ancora più spinti nella marginalità);
  • 2000 rom italiani ed i 1500 stranieri che sono riusciti ad integrarsi pagando un affitto.
Nella tabella qui indicata che in questi mesi è SEMPRE STATA ONLINE, sono elencati tutti i 6513, campo per campo, etnia per etnia, nazione per nazione ... sono indicate anche i servizi che la nostra "accogliente città" mette loro a disposizione (quando va bene un cesso).

I dati sono li da ben prima che partisse il progrom mediatico. Utilizzati, prima della bufera, per fare lavoro di risanamento sociale ed integrazione.

Interessante la fonte ( la fonte mediata è Rom Lavoro):
l'Opera Nomadi Roma, presidente Converso che è anche presidente dell'Opera Nazionale anche se non riconosciuto da parte dell'organizzazione territoriale.
Proprio Converso, ha molto collaborato con il governo e con la giunta Alemanno.

Tiriamo due somme, un gran can can mediatico per lasciare le cose come prima, anzi peggio.

Il censimento?
Mica serviva a contare gli zingari
... i numeri erano pubblici
mica serviva ad aiutare i bambini ... i bambini sono stati buttati fuori dalle scuole, come quelli di campo Boario, ed allontanati dai programmi di inserimento
non serviva per integrare .... si è generato odio tra la gente e paura tra i gitani<

Il censimento serviva a mettere in scena uno spettacolo gladiatorio per la plebe romana ... contenti?
panem et circense
Beh magari il pane no che è troppo lusso ...
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Sep. 17th, 2008

  • 12:56 AM
Mia madre, sul finire della guerra, era una giovanissima impiegata delle Ferrovie dello Stato, aveva, credo, 18 anni e l'entusiasmo e la voglia di vivere di quella generazione che stava affrontando una guerra sempre più crudele.

Napoli massacrata dai bombardamenti degli alleati prima si apprestava a soffrire le angherie dei tedeschi in fuga.

Condivideva con lei quella gioia di vivere "nonostante tutto" con una ragazza sua coetanea anche lei impiegata alla stazione Termini bombardata.
Ragazze fresche di liceo chiamate a supplire la mancanza degli uomini nei servizi essenziali.

Non credo che mia madre abbia conosciuto in vita Salvo, il fratello carabiniere della sua amica, appena più grande d'età e già provato dalla guerra.    Certo è che nella mia infanzia è tornato più volte il racconto del sacrificio di quel giovane carabiniere che associo all'allegria della sorella e di mia madre fatta di lunghi discorsi nei ricoveri sotto le bombe dei B52 americani e di fughe precipitose sotto la mitraglia degli stukas tedeschi.

Una immagine familiare quella di Salvo, un ragazzo che vuole vivere ed invece sceglie la difesa del debole e della giustizia contro l'arroganza e la violenza nazista.
Il racconto si innesta sui rastrellamenti dei ragazzi da parte dei tedeschi ... e poi la storia delle 4 giornate viste nella coralità di un popolo alla fame ma che non perde la voglia di vivere, emozionante e senza l'epica delle celebrazioni nel racconto di chi ha visto e vissuto  ... magari si collega con il racconto del maldestro assalto di mio zio in calzoni corti alle caserme abbandonate al Garittone in cerca di un sacchetto di farina ...  assalto sfortunato:  solo un po' di polvere di piselli e qualche sigaretta bagnata  per una famiglia in cui nessuno fuma.

Parlo del carabiniere Salvo D'Acquisto, perché mi ci ha fatto pensare Carlo Berini parlando di Bussolengo ... e nel ricordo sono anche commosso [vi rimando a SucarDrom  per il suo articolo che chiede giustizia. Ed in generale vi lascio a SucarDrom per la cronaca di quello che sta accadendo  a Verona].

Io resto con il ricordo dei racconti di mia madre, così vitali ... ricordi in cui è protagonista la gente stracciona, disperata ma anche allegra di quella Napoli .... quella gente sul finire della guerra così caparbiamente attaccata alla voglia di sopravvivere e di superare bombe, fame, ingiustizia ..... gente così simile ai rom ed ai sinti in questi giorni(*), la Napoli della Pelle di Malaparte ...

Quella gente stracciona, ignorante, impaurita, che Salvo, il fratello della amica di mamma ha lasciato scappare e vivere quando le armi dei tedeschi erano già spianate .... un gesto di naturale generosità e di avversione alla barbarie.



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Leggo un articolo strappa lacrime sul messaggero di una certa Marida Lombardo Pijola.
In particolare
una frase, attribuita alla madre di Denise ... riportata in maniera sconsiderata:


Non è vero!
E' una menzogna colossale che una testata come il Messaggero non può e non deve pubblicare.


Dalla relazione del commissario straordinari del governo per le persone scomparse al parlamento del marzo 2008, pagina 7, relativamente ai minori:
Ad ogni modo, la disamina globale del fenomeno evidenzia che i minori italiani scomparsi a causa di vere e proprie azioni delittuose e ancora da ricercare, a partire dall’anno 1983, sono 13.
Reputo doveroso ricordarli tutti: Mirella Gregori, di anni 15, scomparsa a Roma il 7.5.1983; Emanuela Orlandi, di anni 15, scomparsa a Roma il 22.6.1983; Santina Renda, di anni 6, scomparsa a Palermo il 23.3.1990; Pasqualino Porfidia di anni 8, scomparso a Marcianise (CE) il 7.5.1990; Adriana Benedetta Roccia, di anni 2 e mezzo, scomparsa da Cetraro (CS) il 10.6.1990; Farina Mariano, di anni 12 e Colletta Salvatore di anni 15, scomparsi a Casteldaccia (PA) il 31.3.1992; Simona Floridia, di anni 17, scomparsa da Caltagirone (CT) il
16.9.1992; Angela Ponte, di anni 14, scomparsa da Francoforte (SR) il 2.1.1993; Domenico Nicitra, di anni 10, scomparso a Roma il 21.6.1993; Elisa Claps, di anni 16, scomparsa da Potenza il 12.9.1993; Angela Celentano di anni 3, scomparsa a Monte Faito (NA) il 10.8.1996; Denise Pipitone di anni 4, scomparsa a Mazara del Vallo (TP) il 1°.9.2004.

Sono, invece, 8 quelli scomparsi e ritrovati cadavere:
Cristian Lorandi di anni 10, scomparso a Brescia il 30.4.1986; Luciana, Laura e Armandino Brigida, scomparsi il 4.1.1994, uccisi da padre, ritrovati il 20.4.1995 a Civitavecchia; Silvestro Delle Cave di anni 9, scomparso a Cicciano (NA) l’8.11.1997; Tommaso Onofri, scomparso a Parma il 2.3.2006; Ciccio e Tore Pappalardi di anni 14 e 12 scomparsi a Gravina (BA) il 5.6.2006.

Ciascun episodio è in se una tragedia immane, vuoti incolmabili. Ciascun episodio avrebbe richiesto cura degli investigatori, forse si poteva fare di più.
Su molti, forse su tutti si è fatta una speculazione infame da parte dei media e della morbosa curiosità della "gente", gli orrendi divoratori di tragedie altrui che siedono davanti al video.

Ma l'immane tragedia di ciascuna di queste storie non autorizza nessuno a creare un allarme sociale che fomenti l'odio.
Campagna mediatica su cui già volano come avvoltoi gli Alfano e le Garfagne di turno.

Vittime di questo modo di operare cannibale dei media sono le famiglie di questi minori scomparsi già colpite e quotidianamente pigiate nel tritacarne mediatico.

Vittime sono la madre di Kos e la bambina che non hanno diritto neanche ad un nome ... tutte le decine di donne e bambine rom violentate nella loro dignità in ciascuna di queste agnizioni mediatiche. Vittime
la zingara do Kos che, "purtroppo, non siamo riusciti ad incastrare come  ladra di bambini" ... 
la bambina "che, purtroppo, non è Denise "...
fuori dalla cella e dalle scatole ... che tornino a mendicare un poco di solidarietà dai turisti.

 
Invece ha un nome quella bambina, si chiama Valentina, e credo che non sia granché felice in quel di Kos con la sua mamma ancora in cella (stanno accertando la regolarità della sua immigrazione, qualche cosa devono pur trovare contro di lei .. no?)
 

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Partita chiusa ... non è Denise

  • Sep. 12th, 2008 at 7:08 PM
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=16623&cat=cronaca

Chi chiede scusa ad una madre imprigionata ed umiliata per essere Rom?
Chi le chiede scusa per non averle creduto che è sua la bambina che sa 4 parole d'Italiano usate per campare alla giornata vendendo due sciocchezze a turisti grassi che si divertono in vacanza?
Chi chiede scusa a quella bambina di 8 anni che ha visto sua madre messa in prigione perché Rom?
Chi spiega a quella bambina che crescendo non avrà nessun diritto e sarà alla mercé della prima stronza di turista di Viterbo che vuole fare la sceriffo di "chi l'ha visto" e farsi un poco di pubblicità in TV?

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a goccia a goccia la verità ....

  • Sep. 12th, 2008 at 1:58 PM
Aggiornamento
La polizia greca nega che la piccola trovata sull'isola conosca bene la nostra lingua
Restano una macchiolina sotto l'occhio e l'esame genetico
'La bimba di Kos non parla italiano' Per Denise speranze solo dal Dna
spiega l'avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia Pipitone - da fonti giudiziarie abbiamo appreso che la minore conosce solo poche parole della nostra lingua, legate soprattutto alla vendita della merce

Io qualcosa della solerte turista poliziotta vorrei saperlo, me la immagino tutta tronfia del suo presunto dovere civico, e mi continuo a chiedere chi chiederà scusa a questa madre ed a questa bambina? Se per Denise c'è speranza solo nel DNA, che speranza c'è per questa bambina rom albanese?

PS: ho parlato con bambini birmani, malesi, egiziani, malgasci, guatemaltechi, ecc.ecc. che per sbarcare il lunario vendendo cianfrusaglie ai turisti qualche parola di italiano la sapevano ... tutti rapiti?
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La fabrica degli incubi

  • Sep. 12th, 2008 at 12:34 PM
Ieri le agenzie hanno dato risalto ad un presunto rapimento di un bimbo dalle parti di Orta d'Atella(CE).
Non c'era il rapimento, non c'erano neanche gli "zingari" sul posto.
La smentita di oggi non la vedrà nessuno, gli strilli di ieri invece andranno a fomentare ulteriormente l'immaginario collettivo.
Quindi più mamme ansiose e distratte quando si perdono il ragazzino al mercato grideranno alla ZINGARA ...
E' una reazione a catena ... come era?
Il sonno della ragione genera mostri?
Qui c'è tutta una stampa sciagurata che è impegnatissima a fomentare il più tristo immaginario collettivo di una società irragionevole.
Qui ci sono mostri, che lavorano nei media, impegnati e solerti ad addormentare la ragione della gente.

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Su Sucar Drom  c'è la versione integrale delle dichiarazioni dei cittadini italiani che affermano di essere stati aggrediti a Bussolengo in piazza Vittorio Veneto  e poi all’interno della Caserma dei carabinieri in via Carlo Alberto Dalla Chiesa.

I fatti, se avvenuti così come sono raccontati, sono di una gravità enorme.
Le dichiarazioni sono circostanziate, anche se ovviamente, di parte e divergenti dal rapporto dei Carabinieri.

Non sta certo a questo blog stabilire quale è la verità dell'accaduto, ma poiché credo e spero che il nostro si ancora un paese civile mi associo all'esposto fatto da Sucar Drom al comandante provinciale dei Carabinieri ed al Prefetto che chiede:
"un immediato intervento per verificare, con tutti i mezzi disponibili, ciò che è successo, evitando che possano essere inquinate le eventuali prove di quanto accaduto"

Personalmente credo che sarà fatta piena luce sull'episodio, perché nonostante tutto siamo ancora in paese civile.
Solo la scrupolosa verifica delle circostanze nell'attenzione della pubblica opinione può essere una risposta credibile.
Chiedo ai miei pochi lettori di collaborare nel portare all'attenzione dei media questo episodio.
Per ora mi sembra che della stampa, oltre Carta e Liberazione, ne abbia parlato solo l'Espresso.
Non basta...



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Di episodi orrendi di vessazioni nei confronti della gente Rom e Sinti ormai sono piene le cronache, basta seguire le cronache per averne un quadro.
Anche quando le cronache sono estremamente di parte e tendono a dimostrare l'efficienza dell'apparato repressivo messo in piedi da questo governo un occhio critico facilmente vede come si scivoli spesso nell'arbitrio e nel ridicolo.


Ma oggi SUCAR DROM pubblica un episodio di una gravità assoluta.
Se è vero solo un decimo di quanto riportato c'è da scendere in piazza.

Riporto tutto il post anche se vi invito a passare da Sucar Drom e lasciare una testimonianza.

Bussolengo (VR), picchiati e umiliati dai Carabinieri

Venerdì 6 settembre 2008, verso a mezzogiorno, tre famiglie Rom italiane hanno parcheggiato le proprie auto con le roulotte in un parcheggio comunale di Bussolengo (VR). Le famiglie sono formate da Angelo e Sonia Campos con i cinque figli minori, il figlio maggiorenne della coppia con la moglie e due minori e il cognato con moglie e tre minori.
Mentre stavano preparando il pranzo una pattuglia di Vigili urbani è arrivata e ha intimato alle tre famiglie di sgomberare. Le famiglie hanno spiegato che avrebbero mangiato e sarebbero subito ripartite.
Dopo alcuni minuti, intorno alle ore 13.00, è giunta nel parcheggio una pattuglia dei Carabinieri ed è successo il finimondo. Hanno intimato immediatamente lo sgombero e hanno subito iniziato a picchiare le persone, minorenni compresi. In quel momento entrava nel parcheggio Denis Rossetto con moglie e figlio e anche lui è stato immediatamente coinvolto.
Tutti sono stati portati in caserma e per sei ore e mezza sono rimasti in balia di una violenza inaudita. In particolare un figlio di Angelo e Sonia Campos è stato picchiato selvaggiamente, tanto da fargli perdere tre denti.

Ma non è tutto perché qui avviene l’inimmaginabile: un carabiniere immobilizza il bambino di undici anni e gli immerge ripetutamente e completamente la testa in un secchio pieno di acqua, mentre un altro carabiniere divertito filma la scena con il telefonino. Poi un carabiniere si è denudato e ha invitato sempre il bambino di undici anni ad avere un rapporto orale.

Alle 19.30 finisce l’incubo e sono rilasciati tutti, all’infuori di Angelo e Sonia Campos e Denis Rossetto che vengono accusati di resistenza a pubblico ufficiale. Sabato mattina c’è stata la prima udienza e i tre “accusati” avevano difficoltà a camminare per le violenze ricevute. In queste ore l’associazione Nevo Gipen (Brescia) sta supportando le famiglie nella presentazione della denuncia.
Noi di sucardrom non abbiamo parole per commentare quanto raccontato dagli attivisti di Nevo Gipen, speriamo che la magistratura faccia piena luce su questo episodio gravissimo di chiara matrice razzista. Invitiamo tutti i lettori a rilanciare la notizia per evitare insabbiamenti.

AGGIORNAMENTO ore 19.00  - Riporto in evidenza il commento di Carlo Berini di SUCAR DROM.

Precisazioni
Il fatto è avvenuto venerdì "5" settembre e non il "6" che era sabato.
Nella seguente pagina si può leggere la versione dei Carabinieri:

http://sucardrom.blogspot.com/2008/09/bussolengo-vr-la-versione-dei.html
ciao, Carlo Berini

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quando le impronte non bastano ...

  • Sep. 4th, 2008 at 3:40 PM
Immaginiamo la scena ... vi ferma per strada la polizia, voi ed i vostri figli ... una telefonata anonima ha segnalato che la vostra bambina assomiglia ad una bambina di cui la TV da anni continua a parlare perché sparita.
Vostra figlia assomiglia alla foto della bimba sparita e voi inequivocabilmente avete la fisiognomica, il marchio antropologico del ladro di bambini.
Basta questo e finite voi ed i vostri bambini in questura, voi senza diritto di parola, la vostra bambina sottoposta a rilievi antropometrici ... foto ... impronte ... fino ad arrivare all'esame del DNA.

Sembra un film di fantascienza catastrofica ... invece accade in continuazione:
- Correte, in centro a Foggia c'è la piccola Denise con due zingari 4 settembre 2008
- Denise; Questura Pordenone: con 2 nomadi bimba che le assomiglia 2 settembre 2008
- Denise, blitz di 300 carabinieri campi rom Molfetta novembre 2007
- Nuove indagini su di una recente segnalazioneAnzio, Febbraio 2007
- Denise: rispunta la pista dei Rom ottobre 2006
mi fermo nella ricerca a ritroso ... il primo caso segnalato da occhiuti vigilanti cacciatori di zingari parte dall'ottobre del 2004 ...
- Assomiglia ad Angela Celentano esame del DNA per una bimba rom Battipaglia 2001
- Angela Celentano: Trovata ragazza speranze dall'esame del DNA Torre Annunziata Febbraio 2008
Mi fermo anche qui ...
Ovviamente nessuna delle decine di bambine sottoposte a questo tormento era una delle rapite. Come non c'era nessuna pista rom o romena per i ragazzini di  gravina di Puglia.

Perché i rom ed i sinti,  gli "zingari" insomma, non hanno mai rapito bambini, non è nella loro cultura, l'unica cosa al mondo, oltre la pazienza ed il pacifismo, che fa ricchi gli "zingari" sono i bambini, che sono tanti e molto amati, e che è difficile sfamare in una società che non da nessuno sbocco per una reale integrazione.

Le commesse sceriffo di Pordenone si sono mai chieste perché mai si dovrebbero accollare le donne rom altri bambini oltre i già tanti che hanno?

Chi chiederà mai scusa a le decine di bambini e madri coinvolte in questa perpetua caccia alle streghe?

Alle due commesse di Pordenone resterà lo stupido orgoglio di aver adempiuto ad un dovere civico.
Troppo spesso la pietà (tele guidata dai media)  per un dramma umano immenso (quello delle famiglie dei bambini scomparsi) si tinge nella crudeltà verso il diverso.
 


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L'ipocrisia di regime ha usato molto il messaggio: < le impronte ai bambini per farli andare a scuola >.

Si parte per un nuovo anno scolastico e le associazioni laiche e cattoliche, che da anni lavorano per la scolarizzazione, tirano le somme:
persi alla scolarizzazione gran parte dei bambini appartenenti ai gruppi soggetti a sgomberi dai campi non autorizzati.
"Pressoche' nulla la presenza di alunni rom [nella provicia di Bergamo: ''I bambini rom a scuola sono pochissimi perche' nella nostra provincia non sono presenti campi nomadi stabili''..

A Roma ricordo solo la situazione dei bambini della scuola "regina Margherita" di Testaccio, che solo grazie all'intervento del presidente Zingaretti potranno avere diritto alla continuità didattica con un pulmino che li porterà a Testaccio da Tor Vergata dove sono stati deportati.
Vedi il vecchio post. A scuola si ma comunque tenuti lontani dal quartiere ... chiamiamola integrazione.

Quelli dei "campi autorizzati", il Casilino 900, dei campi della pontina, di tutti i lager in cui vivono (la CRI, dopo il parlamento europeo, ha ammesso la situazione da Uganda, di questa regolarità) a scuola continueranno ad andare, ma certo non per merito di questo governo.
Il trend di scolarizzazione era in crescita (+4%) nel 2007 e su questo trend si erano spese le associazioni non governative, l'ARCI, la Caritas.

Ma basterà il grembiulino della Gelmini a far sentire uguali agli altri bambini quelli che invece riusciranno a ritornare a scuola dopo questi mesi di impronte, umiliazioni etniche, roghi, odio razziale sgomberi?

Le vittime di questa situazione sono anche i figli di noi gagé perché la capacità di includere la diversità culturale è una ricchezza anche e soprattutto per loro.
Torneranno nei banchi i  nostri figli in una scuola più povera più cattiva, più diseducativa.

E' estremamente diseducativo un messaggio che presenta l' "integrazione " come obligo dell'altro minoritario e "diverso" ad omologarsi ed ad annichilendo la propria specificità culturale.

Nei casi in cui, come in abruzzo dove la continuità storica della presenza rom lo ha permesso e grazie all'azione di mediazione culturale di altissimo profilo svolta da operatori Rom come Nazzareno Guarnieri l'inclusione della cultura rom nell'ambito della scuola è diventata un valore ed una richezza per bambini rom e gagé. (vedi)

Invece si presenta ai nostri figli un modello culturale di prevaricazione verso le minoranze (vedi ad esempio la volontà di eliminare i menù etnici e infiniti piccoli episodi), si dice di voler combattere il bullismo e si mette in atto un bullismo di stato.


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Prevedo che la stampa, la tv, il buzz della blogosfera (che in gran maggioranza è un eco acritico delle campagne di disinformazione dei media main stream) farà gran clamore intorno al dossier dell'organizzazione "Save the Children" ''Piccoli schiavi''.

Save the Children è una organizzazione seria ed il rapporto, anche se dice cose conosciute da tempo, è importante ed individua una serie di temi gravi su cui l'attenzione pubblica dovrebbe fermarsi.

Viene individuata prostituzione minorile che coinvolge sopratutto ragazze provenienti dall'Africa e dall'est europeo come fenomeno principale e più preoccupante. Il documento parla anche di aspetti relativi all'immigrazione della gente rom dall'est, citando oltre allo sfruttamento dell'accattonaggio qualche caso estremamente odioso di minori ceduti a pedofili italiani.

Lo studio, secondo il mio modesto parere va letto con estrema attenzione ed è una fonte valida.

Quello che invece vedo con preoccupazione è l'uso strumentale del dossier da parte della politica e della stampa.
Si vedono le avvisaglie dei meccanismi di disinformazione per usare il dossier come alibi per perseverare nella insensata campagna anti Rom. Si vedono già avvisaglie nel modo in cui le agenzie di stampa ( vedi l'ANSA ) danno notizia del dossier.
Meccanismi che fruttano ogni pretesto per gettare benzina sul fuoco dei pregiudizi, della xenofobia, dell'odio razziale.
Lo scenario fosco è quello di un tentativo di annientamento etnico basate sulla sottrazione dei minori alle famiglie.


Quello che dice "Save the Children" è ben diverso, è stato scritto chiaramente e lo riporto qui:

“Save the Children ha di recente condotto una ricerca qualitativa sulla condizione delle donne e dei bambini Rom e da anni lavora, anche in collaborazione con le istituzioni della Giustizia Minorile, con molti minori stranieri o neocomunitari, anche di etnia Rom, in condizioni di particolare vulnerabilità e marginalità”, ricorda Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia.

“Alla luce di questa esperienza sul campo, chiediamo e raccomandiamo al Ministro Maroni, come già fatto con i suoi predecessori, di mettere subito in atto alcune misure che possono realmente offrire protezione e opportunità a molti minori Rom, contribuendo a farli uscire da quelle condizioni di povertà e marginalità alla base di fenomeni di sfruttamento e illegalità. Nello specifico”, prosegue Valerio Neri, “Save the Children chiede al Governo investimenti e politiche per promuovere
l’inserimento lavorativo e abitativo dei Rom e
il superamento dei campi Rom e della segregazione abitativa,

affinché le famiglie non siano indotte dall’estrema indigenza o dalla mancanza di strutture idonee a mandare i minori a svolgere attività su strada.
Inoltre chiediamo che sia data la possibilità ai minori Rom di essere inseriti in percorsi di istruzione e inserimento lavorativo e che, nel rispetto dell’obbligo formativo, possano iniziare a lavorare e guadagnare in tempi rapidi anche attraverso borse lavoro.
Infine chiediamo che sia incrementato l’impiego di educatori “alla pari”, cioè di operatori che per esperienze vissute, età, nazionalità sono vicini ai minori Rom e possono quindi supportali con più facilità e contattarli e agganciarli sia all’interno dei campi che su strada”.

“Queste misure, se adottate su ampia scala e sul lungo periodo, possono veramente contribuire a migliorare le condizioni di molti minori Rom, mettendoli al riparo da fenomeni di sfruttamento e dalla caduta in attività illegali”, prosegue il Direttore Generale di Save the Children Italia.

“Al contrario, il ricorso alle impronte digitali ci sembra una misura inutile e non necessaria non solo perché non ci sembra contribuisca in modo significativo alla protezione e sicurezza dei minori ma soprattutto perché li discrimina rispetto a tutti gli altri bambini ai quali tale misura non viene applicata. Inoltre temiamo che il rilevamento delle impronte digitali potrebbe spingere eventuali sfruttatori a tenere nascosti e ancora più segregati quei minori Rom vittime di sfruttamento, rendendoli invisibili e inaccessibili a coloro – forze dell’ordine, servizi sociali, istituzioni della giustizia minorile - chiamati a proteggerli. Come Save the Children”, conclude Valerio Neri, “siamo disponibili a mettere a disposizione del Ministro Maroni le nostre competenze ed esperienze e a dare il nostro contributo in favore e a supporto dei minori Rom e di tutti quei bambini in condizioni di particolare vulnerabilità e difficoltà”.

E' un modello diametralmente opposto a quello promosso dai vari De Corato a Milano o dalla Belviso a Roma.

In questo blog mi sto concentrando sul tema Rom ... ma anche il resto del dossier di Save the Children è importante, il tema numericamente e umanamente più drammatico della prostituzione minorile (estremamente marginale per la comunità rom) certamente non trova soluzione con il decreto sicurezza.
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Comma 22 al Triboniano

  • Aug. 21st, 2008 at 11:39 AM
Il comma 22 recita:
Articolo 12, Comma 1
«L'unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia
Articolo 12, Comma 22
«Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo

Il geniale vicesindaco fascista De Corato, insieme al commissario straordinario per l'emergenza rom, prefetto Lombardi, stanno creativamente applicando il paradigma del comma 22 all'"emergenza Rom", cominciando dal Triboniano (vedi).
Articolo 12, Comma 1
«nei campi è ammessa la sola sosta a tempo con rotazione di pochi mesi
Articolo 12, Comma 22
«Alla sosta è ammesso solo chi manda i figli a scuola e trova un lavoro stabile

Una ottima idea, i rom che così sono invogliati, dalla sosta a tempo, a fare i nomadi a vita e, girando come trottole, non avranno modo ne di trovare lavoro ne di inserire i figli in una struttura scolastica che già oggi non li include.
Il comma 22 di Heller per tenere i soldati al fronte, quello di De Corato per tenere i Rom fuori dai marroni in perpetuo nomadismo.
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  • Si è parlato del pogrom di Ponticelli, anche se non c'è più stata eco sulla stampa relativamente alla ricerca dei responsabili.
  • Il rogo di Livorno, è dimenticato, un anno, un'eternità, a chi può mai importare di più sapere se ci fu un atto di razzismo dietro la morte di quattro bambini?
  • Nessuno ricorda più le molotov di Aprilia o l'ex Mirlanza di Roma in fiamme.
Saranno stati i bengala a far pensare che allegri bontemponi volessero "far la festa ai ROM"
  • Nessuno parla di Cerreto Guidi dove, a fine Luglio, due baldi giovani a viso coperto hanno tirato una molotov da un quad contro un camper di sinti Italiani in sosta autorizzata.
    Nel camper, per pura fortuna solo ammaccato, dormivano dei bambini.
    Nessuno si scandalizza se La Nazione di Firenze definisce l'episodio una "bravata".


La rete dovrebbe fare controinformazione, ma tolti i pochi siti di sostegno al popolo Rom e Sinti, sul Blog tutto tace.

E' educativo vedere come si formino su FaceBook simpatiche comunità di giovani, in genere laureati meglio se in una università privata di prestigio, cialtroni e xenofobi.
Da quelli soft e "goliardici" come + RUM E - ROM!, che riunisce 6100 giovani virgulti
a quello ben più truculento che, definendosi "Organizzazione filantropica", con 41 iscritti, sceglie il titolo:
Diamo fuoco ai ROM

precisando pure nel sottotitolo: diamo fuoco ovviamente in senso letterale.

Mi chiedo se il lancio di un ordigno incendiario è stato derubricato come reato dal codice penale.
La sentenza di Verona che, per vizio di forma, ha rimandato davanti al magistrato lo sciagurato sindaco di Verona Tosi ha cancellato dal codice i reati di istigazione all'odio razziale e di istigazione a delinquere?

Si deve attendere il morto (avendo dimenticato Livorno) per fermare tutto questo?

 

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