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Dunque, l'8 Marzo

  • Mar. 5th, 2009 at 4:27 PM
Seguendo con attenzione quello che sta succedendo a Roma dopo il triste ed odioso episodio della Caffarella, devo esprime tutta la mia simpatia, apprezzamento, stima ed ammirazione a Susanna Fantino – Presidente del Municipio Roma IX.

Ci vuole coraggio e determinazione politica,  con il peso del dolore per le vittime e il clima di strumentalizzazione delle vittime seguito ai fatti, per organizzare da mini-sindaco della Caffarella, una manifestazione
dal titolo:

 LE DONNE DEL MUNICIPIO NON HANNO PAURA. Solidarietà a tutte le donne vittime di violenza, nessuna strumentalizzazione razzista sulla pelle delle donne.

Questo il 19 FEBBRAIO 2009, in pieno delirio, con le manifestazioni forcaiole di Forza Nuova e di Teodoro Bontempo.
Difficile con la tempesta mediatica e con le Ronde Rosa/Nere per strada pronte a fare distinguo  tra stupri buoni e stupri etnici.

Ricordo gli attacchi  fatti all'iniziativa dell'IX municipio da parte delle esagitate che erano in piazza il 18 con Buontempo.

Fortunatamente ci sono politici coerenti lucidi fermi e coraggiosi, e guarda caso sono donne.

Questa è la politica e la sinistra che ci piace.

Una politica basata sulla razionalità ed il cuore.

Ora con l'8 marzo la presidente Fantino (eletta nel PRC) con Alessandra Sacchi e Stefania Stabile (tutte e due PD)  insieme con le donne dell'IX municipio organizzano una manifestazione in continuità con quella del 19  e con il ben più lungo percorso del movimento delle donne.

Con loro spero che le donne si riapproprino delle lotte contro la violenza mettendo fine a questo clima di strumentalizzazioni e discriminazioni.

Ringrazio
Flora per la segnalazione.


   
 

Carissime,

dando seguito al percorso avviato insieme a tutte le donne del territorio e della città con l’incontro del 19 febbraio, il Municipio Roma IX aderisce alla manifestazione pubblica promossa dall’ assemblea cittadina delle donne organizzata per  sabato 7 marzo a Roma , con appuntamento alle 15.00 a piazza del Colosseo, e vi invita a partecipare numerose alla giornata programmata per domenica 8 marzo presso il parco della Caffarella.

Per affermare ancora una volta , con forza , la  necessità di riappropriarci delle nostre lotte contro la violenza , le strumentalizzazioni e le discriminazioni.

  

Vi a spettiamo

Susana Fantino – Presidente del Municipio Roma IX

Alessandra Sacchi – Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma IX

Stefania Stabile – Presidente della Commissione delle Elette del Municipio Roma IX

 
   





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Dunque, l'otto marzo

  • Mar. 4th, 2009 at 2:29 PM
Torno all'8 Marzo citando un bellissima foto e l'annuncio di una mostra di Tano D'Amico a Milano.
Roma, 1977, "Siamo tutte a piede libero" Tano D'AMICO.

La fonte è arte e salute di blogosfere che utilizza il bellissimo titolo:

Le donne che resistono, con gli occhi e col cuore di Tano D’amico

La mostra è certamente da vedere e godere.

Tornando all'8 marzo ... mi vien da pensare che, di questi tempi, oltre gli occhi ed il cuore, ugualmente belli e combattivi nelle ragazze di oggi come nelle compagne degli anni 70, anche i solidi zoccoli olandesi dei vecchi tempi sarebbe un arma di resistenza più che giustificata ed appropriata.


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Dunque, l'otto marzo

  • Mar. 2nd, 2009 at 11:48 AM
Ho idea che questo 8 marzo sarà diverso ... forse è solo un impressione dovuta al fatto che occupandomi di più di politica e di diritti mi capita più spesso di leggere ed ascoltare compagne femministe ... ma la mia speranza ed impressione è che stia prendendo vigore una nuova stagione di femminismo che, oltre ai classici temi, ha la forza di dare risposte esemplari su tutta l'analisi politica e, se la politica lo permettesse, potrebbe essere fondante per la nuova sinistra.

Questo femminismo politico, antifascista, solidale, è in grado di partire dal corpo per analizzare la situazione socio economica oggi e capace  di formulare risposte che la sinistra tradizionale non riesce più a dare.

Solo le donne hanno saputo reagire politicamente  ed ideologicamente alla trappola mediatica/politica che ha fatto della "sicurezza" il TEMA dei temi dell'agenda politica. 
Il movimento delle donne ce lo ripete almeno dal novembre del 2007, anche con il tema della sicurezza si stanno creando il presupposti repressivi per una società intrinsecamente patriarcale, reazionaria, razzista, xenofoba, anti-solidale e profondamente intrisa di un feroce darvinismo sociale.

Ad essere "ottimisti" è un modello sociale fascista, ma io ho perso per strada anche gli ultimi scampoli di ottimismo e vedo profilarsi un fascismo prossimo venturo anche peggiore di quello del ventennio.

Mentre nel ventennio c'era una pacchiana sovrapposizione dei patetici labari mussoliniani ad una società solidamente contadina oggi c'è un fascismo  insito nei modelli sociali e comunicativi di una  cultura esclusivamente mediatica e virtuale,  acritica e semplificata fino al grado zero della razionalità, basata su slogan e percezioni virali ed incapace di elaborare altri modelli che non siano quelli veicolati dalla tv berlusconizzata.

Due articoli, di due autrici (ed amiche), di due blog da prendere come costante riferimento:
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Ma che diavolo c'entrano le zingarelle?

  • Jun. 23rd, 2008 at 9:57 PM
Avevo sentito in un flash la conferenza stampa dell'Associazione Magistrati sull'emendamento presentato al disegno di legge di conversione del decreto-legge in materia di sicurezza che propone di introdurre la immediata sospensione di tutti i processi di primo grado in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, ad eccezione dei processi di criminalità organizzata e per delitti puniti con pena superiore a dieci anni.

Niente da dire sulle giustissime preoccupazioni dell'ANM, oggi riprese da Travaglio, dalla sua tribunetta in rete, e rilanciate con enfasi da Grillo.

Tutto bene salvo che a sentire gli esempi di nefandezze impunite fatti dai magistrati mi si sono rizzati i capelli in testa.
Non per il reato in se ma per l'utilizzo di stereotipi razzisti utilizzati negli esempi.

Zingarelle che rubano bambini, immigrati ubriachi che travolgono passanti. (testo della conferenza stampa in cui  sono riportati gli esempi fatti dalla ANM)

Andiamo bene, se anche l'ultimo baluardo della legalità si accoda all'infame coro delle bugie xenofobe e razziste.

Ovviamente, mica tanto ovviamente, anche Travaglio riporta gli immondi esempi senza porsi un dubbio ... non ho avuto cuore di leggere la massa amorfa dei commentatori di Grillo ... ma sarei piacevolmente se almeno uno si fosse accorto dell'enormità della cosa.

Per conto mio, non avendo bisogno ne di Grillo ne di Travaglio ho scritto quanto segue ed aspetto risposte :

 All'attenzione della Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati, nelle persone di:

Presidente Luca PALAMARA      
Vice Presidente Gioacchino NATOLI     
Segretario Generale Giuseppe CASCINI 
Vice Segretario Generale Silvana SICA 
Codirettore "La Magistratura"    Antonio BALSAMO
Codirettore "La Magistratura"    Nicola DI GRAZIA
Responsabile del sito Piergiorgio MOROSINI    
Componente Anna CANEPA 
Componente Roberto ROSSI 
Coord.Commissioni Studio Gaetano SGROIA  


Avendo letto, ascoltato sui telegiornali nazionali, su blog di largo accesso, il resoconto della conferenza stampa del 21//6/2008,
pur condividendo pienamente tutte le preoccupazioni espresse nel testo,
sono invece fortemente sconcertato ed amareggiato per gli esempi espressi nella parte descrittiva.

In particolare trovo inopportuno, offensivo, e contrario ai principi costituzionali ed a quelli fondanti la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

l'utilizzo negli esempi di stereotipi xenofobi quando non razzisti.

Tale inopportunità è aggravata:
  • dal Vostro ruolo istituzionale,
  • dal clima di disinformazione e dalla propaganda xenofoba in corso sui media nazionali,
  • dagli intollerabili episodi verificati in questi ultimi mesi di violenza e persecuzione in particolare contro le persone di cultura Rom e Sinti (che ricordo sono di cittadinanza italiana o europea o extracomunitaria o ridotta alla condizione di apolide).

Ai vostri esempi nulla avrebbe tolto l'evitare di ricorrere allo stereotipo "delle zingarelle ladre di bambini"
quando, per il Vostro ruolo, ben sapete che tale nefanda accusa xenofoba non si appoggia su alcuna evidenza statistica.
A quanto mi risulta non esistono condanne per tale reato.

Ugualmente il ricorso a figure retoriche quale l'immigrato clandestino ubriaco alla guida mi sembra profondamente iniqua, non veritiera e di incitamento alla xenofobia.
Vi ricordo ad esempio gli episodi di Fiumicino, di Aprilia in cui giovani, che potrebbero essere i nostri figli, hanno falciato bambini e madri di immigrati.
O gli episodio recenti del lungo Tevere o di via dei Romanisti.
Vi prego di chiarirmi se un incidente causato da un immigrato è più grave di quello provocato da un giovane rampollo italiano ubriaco o impasticcato.

Vi prego pertanto di dare una opportuna correzione di rotta a quanto scritto sul vostro sito e mi rammarico che questi discorsi abbiano avuto risonanza nazionale.

Quanto a me, considerando la presente una lettera aperta, la pubblicherò sul mio Blog personale.

Eugenio Viceconte
http://noblogo.livejournal.com/
,
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Il mondo salvato dalle ragazze ....

  • Jun. 14th, 2008 at 8:13 PM
LibereLeggo con attenzione quello che si scrive nei blog di matrice, diciamo per semplificare, "femminista".

Trovo generalmente acuta l'analisi che viene svolta, serio il tono degli interventi, serrata ma fattiva la polemica, forte l'aggancio alla realtà.

L'abitudine al "collettivo" si vede anche nell'impostazione dei siti web, nel tenore dei post. In una bloggosfera sempre centrata sull'auto referenzialità, risalta il parlare insieme, il rifiuto del protagonismo individuale.

La realtà politica viene letta a tutto tondo, senza sciovinismi.

Nelle analisi si sente una forte saldatura e correlazione tra temi che vanno dal precariato, alla condizione dei migranti, alla laicità dello stato, all'ecosostenibilità,  fino ai temi più strettamente legati al femminismo storico  ed a quelli della soggettività del corpo e dell'identità di genere.

Ad esempio già da novembre, nella manifestazione contro la violenza sulle donne, i temi portati in piazza dai collettivi femministi, in particolare quello della mistificazione che si andava delineando sul tema della sicurezza, sono poi stati  quelli che oggi si sono rilevati centrali per la difesa dei diritti democratici.

La risorsa "femminista", proprio per questa capacità di "costruire insieme" pensiero politico è una risorsa preziosa e fondante per la sinistra,
una risorsa male e poco utilizzata dalla politica.
Perfino nel campo della difesa dei diritti civili glbtq vedo una disparità di capacità di analisi e di proposta a tutto favore dei collettivi femminili che sono infinitamente più avanti  del  litigioso, individualista, mondano, apolitico fronte gay.
In questo abissale ritardo come dare torto al mio amico stratex che parla di gettare le basi di un movimento unitario?
Tornando alle ragazze segnalo il "tosto" Collettivo femminista Degeneri, ragazze incontrate molto spesso in piazza e nelle discussioni su flickr.
E segnalo una loro splendida analisi della situazione politica per un "Comunicato di Solidarietà ai Collettivi dell’Università La Sapienza di Roma".
Il tema è le valutazioni sono analoghe a quelle espresse nel mio precedente post.
Dal loro comunicato cito quanto segue:

Quello a cui stiamo assistendo è una forte offensiva reazionaria mossa da vari soggetti – padronato, Vaticano, fascisti e opportunisti dell’ultima ora – nel tentativo di azzerare le conquiste ottenute in anni di lotte sociali. E' di ieri la dichiarazione di Ratziger alla CEI in cui si dimostra compiaciuto per il clima (securitario?violento?razzista?) che si respira in Italia dall'avvento del Governo Berlusconi. E questo coinvolge tutti: dalle donne ai/alle migranti, ai lavoratori e alle lavoratrici in generale, gay e lesbiche, ma anche le comunità locali che cercano in tutti i modi di contrastare, attraverso forme di partecipazione democratica dal basso, l’usurpazione dei propri diritti e la militarizzazione dei propri territori. Del resto la criminalizzazione delle lotte, dell’omosessualità e della diversità culturale, la retorica familista e patriarcale così come i discorsi paternalisti di confindustria costituiscono un’unica ideologia di conservazione dei privilegi e di riproduzione dello status quo sociale ed economico.


Aggiornamento: Sommosse a Bologna
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L'informazione, la verità, l'identità

  • May. 20th, 2008 at 4:57 PM
RosaLucsemBlog ieri ha fatto una spietata anatomia di un articolone di prima pagina de il Giornale che urlava : "Così i nomadi vendono i bambini";     Vi invito a leggere con attenzione lo splendido post di Rosa, dal colorito titolo


Il post dimostra, in cristallina sequenza, che:
  1. un tal sciagurato Chiocci, ha fatto una deliberata manipolazione di un fatto avvenuto mesi prima trasformando un episodio triste in una emerita panzana sociologica
  2. l'articolo non può avere altro scopo che gettare benzina sul fuoco del odio sociale
  3. il Giornale berlusconiano, in questo episodio come in altri analoghi, adotta un metodo di propaganda tipicamente fascista
  4. questa pratica di comunicazione è coerente con l'azione di governo della destra al potere
  5. l'elettorato incerto che ha lasciato vincere, nell'illusione del "tanto è tutto uguale" una destra fascista ha sbagliato di grosso rischiando una situazione paragonabile a quella del 33 in Germania.
  • chiude invitando a mandare una lettera di protesta a Il Giornale per l'articolo (ho seguito il consiglio)
Trovo ineccepibile l'analisi sull'articolo di RosaLucsemBlog e condivisibili le considerazioni critiche sugli astenuti.

Ho di mio qualche preoccupazione, se è possibile, ancora più profonda rispetto a quelle espresse da RosaLucsemBlog.

In questi ultimi trentanni è cambiato qualcosa in Italia ed in profondità nel tessuto sociale.
Si è andato creando uno strato sociale nero, sordo, gastricamente egoista, volutamente ignorante, grassamente e bassamente edonista.
Uno strato sociale largo, maggioritario, interclassista ed intergenerazionale, che cerca facili modelli identitari.
Che questi modelli li acquista dalla televisione generalista, dalla comunicazione becera, dalla pubblicità e dai modelli di consumo.
Uno strato sociale che si lascia manipolare e definire dai media.
Il Giornale, esattamente  come la "ruota della fortuna" o "amici" o il TG4, non da notizie ma spaccia esattamente quei modelli identitari, profilati sugli specifici target sociometrici, ma convergenti verso un controllo massificato dei bisogni.

Io sono più preoccupato di Rosa, perché ho la convinzione che le notizie non sono neanche manipolate ai fini di una politica, sono manipolate per rispondere e generare un bisogno diffuso di identità, che nella massima semplificazione, viene spacciata in qualcuno da odiare.
Anzi credo che la politica tenda ad essere una mera risposta di marketing a questi modelli indotti.

Quell'articolo non è scritto così per favorire una politica fascista ma per creare una maggioranza silenziosa e all'occorrenza sediziosamente fascista nelle idee e nei comportamenti, un target facile da raggiungere con un prodotto politico a basso costo, con demagogia ed attivismo e vittime sacrificali.

La sinistra politica in questi anni non ha saputo trovare il modo di creare modelli alternativi, in questo ha fallito.
E' quando è stata sul territorio, si veda il manifesto di Ponticelli, si è adeguata a modelli culturali che più niente avevano a che fare con un sentire democratico.

Le rate del LCD a 44" su cui vedere i tronisti della De Filippi sono un nemico di classe molto difficile da combattere.

Berlusconi è illuminante quando propone il matrimonio con il ricco o il concorso come velina come superamento del precariato, perché lui porta veramente in parlamento ed al governo le veline e paga le vincite del "chi vuol essere milionario".

Una sinistra che sia tale pone invece problemi.
Un immigrato clandestino che lavora al nero e che magari cade pure da un'mpalcatura, che cosa ha vedere  con i bisogni  dei "lavoratori" che una volta erano la base elettorale del PCI ed ora si sentono più rappresentati dalla lega? Sono ragionamenti che ho sentito fare ... la lapide dell'ultima campagna elettorale è stata la frase di un intervista di un operaio a Ballarò che diceva ... la sinistra ha perso tempo ad occuparsi di zingari e froci .. frasi simili le sento nei commenti di "compagni" ai fatti di questi giorni su Radio Popolare.

E' qualcosa di peggio del fascismo quello in cui stiamo vivendo, è uno spietato Darvinismo sociale, è il modello del Grande Fratello, non quello di Orwell, ma quello della Marcuzzi, in cui vinci "nominando" qualcuno ... qualcuno da mettere fuori con il televoto.
Popolo Rom sei stato nominato ed il 70% degli italiani ha televotato per metterti fuori della casa.
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Loro e noi - Mostri e Vittime

  • May. 19th, 2008 at 1:44 PM
Angelica, o come si chiama, sta a Nisida e di lei non si parla più.
Diciassette anni (forse) vissuti per strada, mendicando con un cuginetto di otto anni, un figlio in Romania presso la madre, questo è quello che a stento riesce a raccontare di se stessa.
Di certo non sembra proprio che avesse bisogno di un'altra bambina; forse è entrata in quell'appartamento a Ponticelli per rubacchiare qualcosa per sopravvivere; o forse ... e la cosa è più inquietante ... perché qualcuno le aveva fatto capire che c'era da ricevere qualche straccio.  Speriamo che il giudice minorile sappia ascoltare, capire, farci capire.
Io mi rifiuto di considerare Angelica un mostro.

Nota dell'ANSA ripresa dall'Espresso è tutto quello che è dato sapere di lei:
Assistita dall´avvocato Rosa Mazzei e da una interprete, la ragazzina è stata interrogata dal giudice per 90 minuti. Risposte apparse contraddittorie: «Chiedo l´elemosina», ha detto senza saper spiegare dove. Ha sostenuto di essere andata in via Principe di Napoli perché una persona (che non ha identificato) le aveva detto che avrebbe potuto ricevere abiti usati. Ha affermato di aver bussato al citofono anche se il cancello era aperto. «Non sono entrata in nessuna casa, non sapevo che ci fosse una bambina - ha sostenuto - è uscita una donna e ha cominciato a gridare ma non sapevo perché, non capisco l´italiano». Confuso anche il racconto su un bambino che, ha detto, chiedeva con lei l´elemosina. «È il figlio di mio fratello, ha otto anni. Dov´era? A casa», ha risposto, ma poi ha sostenuto che il bambino si era allontanato per la confusione. Ha raccontato di essere arrivata in Italia un mese fa, ma dagli atti risulta essere stata arrestata per furto ad aprile. «Ho una figlia che sta in Romania con mia madre», ha riferito.
_________________________

Victoria Mohacsi
, è ungherese, è di etnia Rom ed è un parlamentare europeo.
Ha il compito di l'incarico di monitorare le condizioni di vita dei 150 mila gipsy che vivono in Europa per conto del Parlamento Europeo. Anche invitata dai Radicali sta ispezionando i campi nomadi di Roma, Castel Romano e Casilino 900.

La situazione che sta trovando non è delle felici, l'Italia è in ritardo di decenni rispetto alle stesse direttive europee in tema di inclusione sociale.
Riprendo da Repubblica:
Dice a proposito di chi vive nei campi:
"Ho visto più di mille persone che vivono in condizioni orribili. Soprattutto nel secondo campo (Casilino 900 ndr) non sono garantite le minime condizioni di igiene e di sicurezza. Non c'è acqua, non c'è corrente elettrica, le persone vivono in baracche fatiscenti, umide, sporche, tutto è assolutamente precario. Sono negati i diritti umani e civili basilari come l'assistenza sanitaria e l'accesso alle scuole. Non esiste nulla di simile negli altri paesi europei".
"Per lo più bosniaci, kosovari, slavi, gente che è qui da decenni. E, ripeto, non hanno ancora un documento di identità o per l'accesso al servizio sanitario".
Ricordiamo che in Italia almeno la metà degli "zingari" sono Italiani a tutti gli effetti e sono di etnia Rrom e Sinti e che l'Italia, è inadempiente rispetto al riconoscimento del diritto di minoranza linguistica. Che come "zingari" sono discriminati nell'accesso al lavoro.
Che ci sono "zingari" immigrati dai balcani a più ondate, che sono in Italia anche da 40 anni, e comunque dalla dissoluzione della ex Yugoslavia, gran parte nati in Italia e comunque condannati a non avere un documento o una cittadinanza, non hanno più un paese di origine alle spalle. L'Italia non prevede lo ius soli, un bambino Rrom nato in Italia, magari da genitori nati in Italia, non è Italiano e non è serbo, bosniaco, croato ... è solo uno "zingaro apolide" senza diritti senza un paese a cui ritornare. I figli degli Italiani nati in USA, in Argentina hanno goduto dello ius soli, la cittadinanza nel paese di nascita, ed anche il diritto di conservare quella Italiana.
L'inclusione sociale significa anche il rispetto delle culture altre.

_________________________

Su Liberazione Rina Gagliardi pubblica un lungo e bell'articolo sulla travagliata storia delle popolazioni gitane e del loro rapporto con le culture dominanti europee.
Una storia di un popolo ed una cultura perseguitato da sempre,  schiavizzati,  sottoposti a pogrom, accusati  di ogni nefandezza, soggetti a leggi razziali fino all'olocausto nazista (il “Porrajmos”, in lingua romany), e non dimentichiamo leggi razziali italiane ed all'azione di rastrellamento e sterminio dei Rrom nei Balcani  da parte degli Italiani insieme agli Ustasha croati.
 
_________________________


Gianni Alemanno
è andato in visita al Casilino 900  ed ha dichiarato:
"Quello che ho visto oggi nei campi nomadi autorizzati - ha sottolineato il sindaco, che ne vuole chiudere almeno 65 abusivi - non si vede neppure in Medio Oriente, nei campi profughi palestinesi, in Nepal, nelle parti più estreme del terzo mondo". 

questa è una buona notizia, sono mesi che la comunità europea stigmatizza l'Italia sul Casilino 900, ne ho parlato anche su questo Blog mesi fa.
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I castelli della legalità

  • May. 16th, 2008 at 1:47 PM
Da una rapida scorsa ai Blog ed alle News mi sembra che oggi si parli parecchio del battibecco Travaglio - Castelli di ieri ad annozero  (continuo ad esprimere stima  e solidarietà a Travaglio per il fuoco incrociato a cui è sottoposto invece non c'è accenno alle  affermazioni di Castelli  in  tema di migranti e lavoro.
Affermazioni che mi sono sembrate molto, ma molto più, preoccupanti dei minuetti sulle pendenze giudiziarie.

[Dal blog di annozero: Gli extracomunitari sono un costo, non una risorsa" - ha affermato Roberto Castelli. ]

Nel corso della trasmissione, commentando le statistiche che ci dicono che i "clandestini" in grandissima parte lavorano, accollandosi lavori ormai lasciati deserti da noi italiani, l'ineffabile Castelli ha tirato fuori l'equazione:

- se il clandestino lavora  vuol dire che lavora al nero -
 - il lavoro nero è illegale e quindi l'immigrato è nell'illegalità -
- l'illegalità non può essere tollerata ed il lavoratore va espulso -

Su questo concetto c'è stata esclusivamente la reazione di un lavoratore di colore che, estremamente e giustamente indignato, è stato zittito alla fine perfino da Santoro quando ha provato ad argomentare (applicando una logica simmetrica) : se Castelli difende una condizione che spinge nelle mani della delinquenza gli immigrati è un delinquente a sua volta.

Vedo nel sillogismo dell'ing. Castelli il cuore della questione della situazione socio-politica italiana.
Lo vedo anche nella risposte di Santoro che, spero scherzando, invita la sinistra ad andare a scuola dalla Lega per imparare nuovamente ad avere il polso della società e della gente.

Non sono mai stato un marxista osservante ma una affermazione come quella di Castelli mi fa saltare sulla sedia e non mi fa dormire tutta la notte.

Infatti ,ammesso e non concesso, che si possa far prevalere la LEGALITA' sulla SOLIDARIETA' e sulla tolleranza .... è possibile che nessuno in quella stanza si prenda la briga di spiegare al padrone delle ferriere Castelli che:
- se c'è un lavoratore disposto ad accettare un lavoro in nero
- c'è sicuramente un datore di lavoro che quel lavoro offre
All'ex  ministro della giustizia qualcuno vuole spiegare che la Giustizia (quella con la G maiuscola) ci suggerisce, in un paese la cui costituzione si fonda sul Lavoro,  che l'illegalità dello sfruttato, ricattato perché clandestino, privato dei diritti, vittima predestinata degli incidenti sul lavoro, merce per caporali, bersaglio dell'intolleranza
è ben poca cosa rispetto all'ILLEGALITA' di chi quel lavoro sfrutta?

A questo punto sia TOLLERANZA ZERO ma lo sia in primo luogo su chi lucra sul lavoro dei clandestini, su chi evade il fisco utilizzando il lavoro nero.

Sfruttati e sfruttatori ... non è che ci siano molte altre categorie, non c'è niente da rincorrere nella lega, bisogna stare dalla parte degli sfruttati rendendosi conto, che gli sfruttati, quelli che  vengono dal mare  ... gli "Ali dagli occhi azzurri" di pasoliniana memoria ... SONO LA CLASSE OPERAIA!
... se ci deve essere un'opposizione di sinistra, di vera sinistra, anche se minoritaria e scomoda deve ripartire da questo ... dagli ultimi ... dai lavoratori migranti!

Lasciamo all'opposizione liberal e legalitaria, i Travaglio, i Di Pietro, la sacrosanta battaglia sulle regole del vivere civile, ma rendiamoci conto che una sinistra che sia SINISTRA deve fare in più una scelta di campo.

La sinistra non può inseguire i deliri della base elettorale della lega, la sinistra deve educarsi ed educare a stare dalla parte degli ultimi  ...
La bussola è sempre quella:  eguaglianza - solidarietà - giustizia sociale - internazionalismoA
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Manifestazione di solidarieta' a Napoli NAPOLI - Una manifestazione di solidarietà con il popolo rom è in corso a Napoli, davanti a Palazzo San Giacomo,  - cut -  l'iniziativa "vuole anche denunciare il fallimento delle politiche sociali del Comune e ricordare che ci sono bambini ai quali è stata negata per sempre la possibilità di andare a scuola". - cut -.
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Ritratto antropologico

  • May. 15th, 2008 at 8:36 AM
Un articolo del corriere della sera letto di prima mattina per "darsi una sferzata di ottimismo".

Abbiamo una politica che è lo specchio di una società profondamente marcia ... marcia in un contesto come quello dell'hinterland partenopeo, io sono napoletano anche se vivo a Roma, dominato dalla malavita, ma marcia anche negli ipocriti salotti piccolo borghesi e medio borghesi,
come ad esempio il "Movimento Società Civile" - Chiaia per Napoli che è bacino elettorale della PdL.

La politica che lo specchio di una società "civile" (sic) che vede il degrado e l'illegalità nel campo nomadi e non nella camorra che presidia il territorio e prende tangenti dai Rrom e li impiega nello smaltimento dei rifiuti tossici salvo poi a metterli sotto il il tiro della pulizia etnica quando il momento politico lo richiede.


Leggo le dichiarazioni di Taglialatela per cui la presenza delle istituzioni ed il rispetto della legalità sia la risposta alle proteste  per la presenza tutt'altro che rassicurante dei campi rom abusivi.

La sinistra a Napoli ha operato male, Bassolino doveva dimettersi mesi fa, ma si preparano tempi ancora più duri per Napoli.

L'esperienza Bassoliniana non è stata un fallimento per la mancata soluzione dei problemi strutturali, come i rifiuti, quello è solo un effetto, ma per l'incapacità di dare un cambiamento profondo al tessuto politico, antropologico e sociale del Napoletano.

Il degrado di Napoli è nelle coscienze è nel tessuto sociale.
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Dice Stefania, a proposito dell'idea di introdurre il reato di immigrazione clandestina, dei poteri che a Milano e Rpma si vogliono dare ai prefetti per "combattere l'emergenza immigrazione"  e con la creazione di  un commisario straordinario per i Rom e di Alemanno che ringhia "prima la legalità, poi la solidarietà" :
" tutto questo fa pensare a intolleranza nemmeno troppo mascherata.
fa pensare a un'idea di legalità che si accanisce contro un gruppo etnico-culturale minoritario, e già per questo debole, fa pensare alla cattiva fede, fa pensare che è facile costruire pericoli immaginari, e infine che il modo migliore per avere controllo è generare paura e farla crescere e indicare poi i responsabili [altri da sé] di quella paura.
"


Mmax  e Bak  hanno realizzato il bannerino qui di fianco che faccio mio, insieme alla bandiera delle etnie Rrom e Sinta, in solidarietà delle comunità "zingare" italiane, francesi, balcaniche, romene, polacche presenti sul territorio italiano, a volte stanziali ma più spesso costrette al nomadismo.




Ricordo che oltre ai proclami del governo e dei sindaci, oltre ai manifesti pubblicati dal PD di Ponticelli stanno volando le Molotov ed i sassi,  a Ponticelli come a Novara.

Non fa male dare un occhiata ai volti dei mostri "zingari" ad esempio in questo video.

E fa non male sapere che il quasi pogrom di Ponticelli, in cui si comincia a vedere una regia Camorrista, ha visto la dispersione di una comunità con un elevatissimo numero di bambini  interrompendo un lavoro di anni delle associazioni umanitarie che si stavano sforzando di fare opera di scolarizzazione e di inclusione sociale.

Per utilizzare il banner potete  fare  "taglia ed incolla" con  il seguente codice HTML:
<a href="http://www.flickr.com/photos/hidden_vice/2624204673/" title="contro ogni legge razziale - NO al commissario speciale Rom"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3151/2624204673_dcaa7a7d1b_o.jpg" width="140" height="270" alt="contro ogni legge razziale - NO al commissario speciale Rom" ></a> 
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La Rete, la comunicazione, la realtà

  • May. 10th, 2008 at 8:38 AM
Alla fine degli anni 60 la rete non esisteva, non esisteva la telefonia mobile, non esisteva il Fax, la xerox aveva appena inventato la fotocopia ma era un fatto per gli uffici del pentagono, in Italia la televisione era la RAI delle due reti del democristiano Bernabei, e non c'erano neanche le radio libere.
Negli anni 60 c'era la cortina di ferro e la minaccia nucleare, c'era l'azione pesante della CIA, c'erano i colonnelli in grecia, c'era il tintinnare di sciabole in italia ... la guerra in Vietnam aveva abbondantemente superato la fase dell'escalation.


Negli anni 60' culture diverse sono confluite, da Trenton a Cicago a Berkley, da Parigi a Roma a Praga, libertà civili, pacifismo, anti razzismo, rivoluzione sessuale, femminismo, ecologismo ... musica e cinema ... una rivoluzione nelle coscienze prima ancora che nella società.



Oggi la rete c'è, c'è da 15 anni,
i ragazzi di 15 anni, sono nati insieme a Mosaic; sono  cresciuti con un cellulare nel palmo della mano ed il cicalino di messanger a fargli compagnia nella stanza chiusa a chiave.
Un italiano su venti ha provato ad esporre il suo pensiero con un blog o una pagina su Myspace. I ragazzi molto di più ... e la TV non la guardano quasi, al massimo MTV ed i canali FOX e SKY di varia (dis)umanità ... quelli a cui si aggiunge Current .... ed usano e guardano  Youtube ...

Io avevo 15 anni nel 68 ed avevo una percezione del mondo infinitamente più ricca di quella che ha oggi mio figlio ed i suoi amici, che i giornali e la televisione controllati dal potere non guardano e non hanno mai guardato!

Ed Al Gore ci racconta del potere salvifico dei Media Partecipativi, il modo di comunicare che farà la rivoluzione ... che fermerà il potere della comunicazione controllata ... Ad ascoltarlo un pubblico eccitato e plaudente di Blogger. Un pubblico per cui la bandiera della libertà informativa sembra solo Beppe Grillo ...

Parlo del rito celebrato giovedì all’Ambra Jovinelli, dove Al Gore ha presentato ai blogger italiani Current con una sfarzosa sponsorizzazione di SKY.

Manifestazione ben riuscita, un’atmosfera elettrizzata nel popolo dei blogger titillato sul suo punto più debole, l'autoreferenzialità .

Lo slogan di Current, ripetuto in maniera martellante, stampato sulle magliette, ripreso sui trailer e soprattutto ribadito da Al Gore, ha fatto presa sulla voglia di protagonismo dei blogger italiani.

“Ora hai voce anche tu”

Eccitati i blogger, sia gli entusiasti (molti di matrice ecologista) sia i prudenti, che hanno fatto domande, ingenue, sull’effettiva libertà di parola offerta da Current (che almeno in Italia, si mette all’ombra di Rupert Murdoch).

Nessuno che metta in discussione il concetto venduto da Current e SKY :  l’informazione diffusa è la panacea per garantire democrazia e libertà d’informazione.

NON E' COSI' - anzi l'illusione di poter comunicare, avere voce, allontana dal capire e soprattutto dall'agire.


Tutti rivoluzionari quando Al Gore fa riferimento alla guerra in Iraq ed alle bugie politico/medianiche, alla situazione Italiana.
Al GorePendodeliribloggercurrentcurrent Tvblog guru


E' indicativo che le domande, gli umori del pubblico, non facciano che ribadire la centralità dell’hai voce anche tu;
alla fine mi sorge il dubbio che, in un contesto popolato da blogger, motivato e fomentato da un trascinatore come Marco Montemagno, coltivato con il meccanismo dell’accreditamento “feudale” per gerarchia di visibilità, pompato dall’approdo in broadcasting su Sky24, si stia facendo l’apologia dell’ economia dello status.

Una transazione tra l'illusione di poter avere voce, e quindi riconoscimento, e la sostanziale passività verso il mondo e la politica.
--- Continua ---
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Segnalo

  • Apr. 29th, 2008 at 10:59 AM
su DeriveApprodi, segnalo l'editoriale di Girolamo De Michele.

.... L'indifferenza con la quale si interiorizza un modello che invita a nominare, votare, escludere chiunque ci stia sulle palle dalle case, dalle fattorie, dalle isole proietta all'esterno il vuoto pneumatico delle coscienze di un non-popolo ridiventato passivo, e in quanto tale in attesa degli uomini della provvidenza ....

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La marea nera

  • Apr. 28th, 2008 at 5:31 PM

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c'è poco da dire

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allarme sicurezza

  • Apr. 26th, 2008 at 6:20 PM
Mi preoccupa moltissimo il sottobosco che gravita intorno alla destra ...

La Repubblica : Ritardi, accuse, "angeli salvatori" pm decidono di secretare l'inchiesta

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Francesco e il partigiano

  • Apr. 25th, 2008 at 6:11 PM

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è una dichiarazione di voto ...
per Roma antifascista voto Rutelli

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e basta ... !!!!

  • Apr. 20th, 2008 at 11:05 AM

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... a proposito di identità ed appartenenza ...


nessuno che dica che il precariato ha reso impossibile per i giovani l'appartenenza ad un sindacato ...
creare una società basata sulla paura, che è l'obiettivo ANCHE della vigliacca ed opportunista ed incapace imprenditoria italiana, serve ad isolare i giovani ed anche gli anziani del mondo del lavoro ... è una logica che non è il nuovo che avanza .... è il vecchio del corporativismo fascista ....
che gli imprenditori facciano gli imprenditori ed i lavoratori facciano i lavoratori ...

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Parole rubate a P. Barnard

  • Apr. 18th, 2008 at 3:13 PM
Ci sono delle parole che sto rimuginando da tempo e che ho detto troppo poco qui sul blog.
Le rileggo in queste riflessioni di Paolo Barnard
(Condivido pienamente l'analisi anche se non condivido del tutto le risposte politiche).

Riflessioni che mi vengono nel cercare di dare risposte a mio figlio che ha 17 anni e che mi dice "non saprei chi votare perché nessuno mi rappresenta" ....

... è difficile spiegare, in questa società costruita sulla visibilità sociale, che il valore sta nella nostra appartenenza grigia ad un collettivo che ha valori comuni e su quei valori dovrebbe costruire.

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Ma una sinistra mica deve rappresentare la "gente" che vuole sterminare topi e zingari ...
Una sinistra che sia una sinistra dovrebbe stare dalla parte dei lavoratori ... e lavoratori sono anche gli immigrati che lavorano al nero e  che si schiantano cadendo dalle impalcature ... 
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  • Apr. 15th, 2008 at 6:00 PM
Suzukimaruti dice più o meno quello che penso ... e Dacia Valent fa considerazioni condivisibili 
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