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Una opinione che viene dai padri comboniani che a Castelvolturno vivono con i migranti come in terra di missione
Il ministro della difesa parla ancora di guerra tra bande ... quello degli interni di guerra civile (tocca fare il tifo, nel derby ministeriale, per il leghista), nessuno parla dei legami tra la camorra e la politica, solo i giornalisti dell'Espresso ma quelli li si controlla con la Finanza.
Saviano fa ora ipotesi diverse, vicine a quelle fatte su questo blog
Un altra versione dell'analisi di Saviano la si ritrova su rai24, che mi sembra l'unica testata che abbia ripreso adeguatamente questa tesi interessante.
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Il dovere di informare
Riporto qui di seguito l’editoriale che apparirà domani su “L’espresso”.
Mai era accaduto qualcosa di simile: il sequestro ripetuto dei computer, l’utilizzo di decine di militari della Guardia di Finanza, entrati nella direzione de “L’espresso”, il decreto che dispone controlli indiscriminati nella redazione.
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Ieri un bell'articolo di Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica, Il valore di quelle vite, ne faccio mia una frase:
E allora perché meravigliarsi se i Casalesi ? una banda di assassini, che controlla gli affari di droga e utilizza nelle sue imprese il lavoro nero ? possono pensare di fare una strage di neri solo per ammazzarne uno? Quanto vale un nero? Niente. Davvero qualcuno si scandalizzerà oggi se duecento di quei niente hanno gridato per un pomeriggio la loro rabbia?
I miei cattivi pensieri vanno oltre, come per Ponticelli, in questo episodio sembra che ci sia l'intenzione di spostare l'attenzione dell'opinione pubblica dagli affari grossi della camorra, in particolare la questione rifiuti.
Leggere le inchieste di di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi sull'Espresso ( vedi 21/9, vedi 11/9) sulle connessioni tra camorra e politica sul tema dei rifiuti e metterle in relazione con la follia del gruppo di fuoco di Castelvolturno mi viene istintivo.
La camorra come, le altre mafie, fa un uso ponderato, e mediatico della forza.
Delle vite di qualche "negro" se ne fotte ma conta le pallottole se il fumo alzato può disturbare gli affari.
Un articolo di qualche mese fa che da una idea del contesto Le vite usa e getta di Castelvolturno, di Valerio Petrarca, 22 giugno 2008.
C'era un equilibrio da quelle parti, basato su un vero e proprio schiavismo, viene rotto non per questioni di piccolo spaccio, non per il controllo indiscusso del lavoro nero, ma per qualcosa di diverso ...
Pensiamoci, è un momento che richiede attenzione, facciamo una lunga lista di perché a cui dare risposta, perché la strage di San Gennaro, perché le perquisizioni ai giornalisti, perché la convergenza mediatica a poche ore dalla strage sul tema "nigeriani e spaccio" ...
Io mi preoccupo leggendo sul Giornale:
...
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il gruppo non governativo EveryOne ( chi sono ) ha condotto un'indagine il loco per verificare le circostanze del presunto rapimento, l'articolo è lungo e molto circostanziato, per chi legge in inglese vi rimando alla fonte
- Anti-gypsy sentiments out of control in Italy. The truth about the kidnapping in Naples, per i pigri la traduzione dell'articolo.
Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il "comitato" di Ponticelli è pericoloso. "Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l'episodio," continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, "ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice.Una nota solo a margine, Angelica non è nemmeno Rrom, solo una ragazzina Slava capitata nelle maglie di onesti condomini della palazzina " che si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli ".
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Abbiamo una politica che è lo specchio di una società profondamente marcia ... marcia in un contesto come quello dell'hinterland partenopeo, io sono napoletano anche se vivo a Roma, dominato dalla malavita, ma marcia anche negli ipocriti salotti piccolo borghesi e medio borghesi,
come ad esempio il "Movimento Società Civile" - Chiaia per Napoli che è bacino elettorale della PdL.
La politica che lo specchio di una società "civile" (sic) che vede il degrado e l'illegalità nel campo nomadi e non nella camorra che presidia il territorio e prende tangenti dai Rrom e li impiega nello smaltimento dei rifiuti tossici salvo poi a metterli sotto il il tiro della pulizia etnica quando il momento politico lo richiede.
Leggo le dichiarazioni di Taglialatela per cui la presenza delle istituzioni ed il rispetto della legalità sia la risposta alle proteste per la presenza tutt'altro che rassicurante dei campi rom abusivi.
La sinistra a Napoli ha operato male, Bassolino doveva dimettersi mesi fa, ma si preparano tempi ancora più duri per Napoli.
L'esperienza Bassoliniana non è stata un fallimento per la mancata soluzione dei problemi strutturali, come i rifiuti, quello è solo un effetto, ma per l'incapacità di dare un cambiamento profondo al tessuto politico, antropologico e sociale del Napoletano.
Il degrado di Napoli è nelle coscienze è nel tessuto sociale.
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Osservo da qualche giorno quello che succede a Ponticelli, periferia di Napoli.
La stampa ha dato grande risalto ad un episodio di presunto rapimento di una bimba da parte di una ragazzina Rrom.
Per chi segua con un minimo di attenzione la situazione Rrom e Sinti in Italia l'episodio appare alquanto anomalo.
La legenda metropolitana dei "rapimenti di bambini da parte degli zingari" non ha infatti nessun fondamento ... non esiste una casistica del genere nelle statistiche giudiziarie (esclusivamente situazioni di sottrazioni di minori all'interno della comunità rrom ed a causa di dissapori familiari, esattamente come nelle famiglie italiane quando si sfasciano).
La storia di Ponticelli è strana, strana la dinamica dei fatti, strana la non riconducibilità della ragazzina sbandata rrom ad una qualsivoglia comunità, strana perfino la madre della bambina, così fotogenica e così adatta ad essere sopraesposta nei talk show prossimi venturi.
Ho la convinzione che gli accertamenti giudiziari sgonfieranno il caso ... non credo per niente alla storia del rapimento e spero che la furia mediatica sia solo un semplice equivoco dovuto alla sovreccitazione xenofoba che fa diventare una ragazzina sbandata che voleva fare un piccolo furto una pericolosa emissaria della tratta degli infanti.
Spero … ma temo altro ...
temo, nella migliore delle ipotesi, che ci sia la voglia da parte della famiglia di Ponticelli di approfittare della situazione montata da mesi sulla stampa per darsi visibilità mediatica ...
temo, nella peggiore delle ipotesi, che ci sia ben altro dietro …
Infatti mi viene fare facile fare qualche collegamento con l'episodio di qualche giorno prima accaduto sempre a Ponticelli ...Napoli, anche i rom pagano il pizzo "Alla camorra 50 euro a baracca".
E’ stato un episodio poco illuminato dalla stampa nazionale ma molto ripreso dalla rete, a guardare bene esiste una gran quantità di blog fortemente xenofobi, e ripreso dalla piccola stampa online che è arrivata a produrre titoli “geniali” come: PAGAVANO PER OCCUPARE BARACCHE ABUSIVE, DENUNCIATI 20 ROM.
Sospetta la sequenza:
campagna politico xenofoba a livello nazionale
individuazione di un controllo della camorra sulla permanenza e sulle attività delle comunità Rrom ed impiego dei Rrom per attività connesse al riciclo dei materiali tossici
episodio mediatico del presunto rapimento della bimba
e per finire oggi il tentativo di Pogrom a Ponticelli
In un territorio controllato dalla camorra la sequenza fa pensare.
Aggiungo alle mie considerazioni queste di Sarah Di Nella su www.carta.org; e queste di Nadia Marino che riprende un comunicato dell'Opera Nomadi.
Interessante discussione qui.
Poi per ricordare che i cosidetti nomadi ... non sono sempre rumeni, non sono tutti Rrom, non sono sempre nomadi, e non rubano bambini ... La storia di una Madre, italiana, di etnia Sinti, residente a Chiari (BS), che non è nomade ma che ha visto la sua precaria abitazione distrutta dalle ruspe ed a cui è stata sottratto un figlio.
Leggere la realtà dal punto di vista Rrom e Sinti è estremamente istruttivo.
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