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Ho parlato spesso su questo blog di Angelica la ragazza Rom incastrata a Ponticelli quasi un anno fa.
Sono profondamente convinto dell'Innocenza di questa ragazzina, questa giovanissima madre separata da suo figlio.
Non sono il solo ad esserne convinto.
Sulla sua innocenza si è sempre schierato il gruppo EveryOne.
Nella sua innocenza credono gli operatori sociali che operano nella zona, tra cui l'Opera Nomadi di Napoli e di Caserta. La supportano le organizzazioni che rappresentano i Rom ed i Sinti in Italia. Le associazioni laiche e cattoliche che operano nel terzo settore o per i diritti civili.
Il caso è stato ricostruito su giornali come la La Repubblica - Angelica è innocente rivedete il caso; sulla necessità di rivedere il caso si è espresso perfino il consolato generale USA.
La vicenda è stata ricostruita in un libro dell'inviato del Corriere della Sera Marco Imarisio I giorni della vergogna.
Anna Maria Carloni (PD)La senatrice Anna Maria Carloni (PD) ed il senatore Marco Perduca (PD - Radicali) hanno avuto modo di incontrarla a Nisida e sono profondamente convinti della innocenza di questa ragazza incastrata in una giustizia che diventa ingiusta quando l'imputato è come Angelica senza difesa.
Il racconto di Anna Maria Carloni (PD) lo potete ascoltare qui su radio  radicale, nell'intervento al congresso della Federazione Rom e Sinti insieme.

Ma è comunque un tribunale che deve decidere.

Oggi il caso di Angelica torna davanti ad una corte.  Infatti verrà celebrato il processo in Corte d’Appello.

Io unisco la mia voce a quella di tanti perché questa ragazza abbia diritto come tutti ad una "giustizia giusta", una giustizia che sia uguale per tutti, che prescinda dal pregiudizio.

Se questo, come spero, avverrà, l'innocenza della ragazza verrà fuori lampante.


Riprendo da Mahalla, che ha parlato spesso dell'argomento il seguente articolo.
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\\ Mahalla : Articolo
Angelica è innocente (con preghiera di diffusione)
Di Fabrizio (del 07/05/2009 @ 09:41:21, in Italia, visitato 3 volte)

Me ne sono occupato anche ieri, aggiungo questa segnalazione di Flora Afroitaliani

Il campo Rom di Ponticelli devastato dai raid incendiari nel maggio 2008

Il 7 maggio prossimo verrà celebrato il processo in Corte d’Appello relativo ad A.V., la quindicenne rom accusata di aver rapito una neonata a Ponticelli, lo scorso maggio. A.V. ha voluto scrivere una lettera aperta al Capo dello Stato.

Il 10 maggio 2008, la piccola rom viene arrestata a Ponticelli, Napoli, dalla polizia, mentre una folla inferocita l’ha accerchiata e si è scagliata contro di lei. Il tentativo di linciaggio è stato innescato dalle urla di una giovane madre che accusa la ragazzina di aver cercato di rapire la figlia neonata. A.V. viene portata a Nisida, dove tuttora – dopo 10 mesi di carcere preventivo e il primo grado di giudizio che l’ha condannata a 3 anni e 8 mesi – si trova.

Appena dopo l’arresto di A.V., gruppi di abitanti di Ponticelli attaccano i campi rom con spranghe e taniche di benzina col pretesto dichiarato di “vendicare” il rapimento della neonata.

L’udienza presso la Corte d’Appello di Napoli ci sembra un occasione per riflettere sulla drammatica vicenda, per interrogarci sulla potenza che gli stereotipi hanno sulla realtà, su come siamo oppressi dal crescente e sempre più violento razzismo.

La vicenda è complessa e include certamente anche la volgarità e la scorrettezza dei media, che hanno dato subito per certa ed assodata la colpevolezza della ragazzina, e hanno addirittura continuato a trasmettere ossessivamente la notizia mentre bande di gente armata di spranghe e molotov assaltava i campi rom con all’interno bambini, donne ed anziani, costringendoli a fuggire.

La disumana ferocia con cui sono state devastate le povere baracche dove vivevano i rom è il frutto di una politica che, con le sue scelte vergognosamente razziste, esaspera senza ritegno le più riprovevoli pulsioni xenofobe, alimenta a proprio uso e consumo una incessante guerra tra poveri e innesca l’inaridimento crescente di valori fondanti la cultura del nostro paese, come la solidarietà, la tutela dei più deboli e l’aspirazione alla giustizia sociale.

In questa situazione, è nostra opinione che il processo ad A.V. avrebbe dovuto essere condotto con il massimo dell’impegno, dell’approfondimento e della trasparenza, con la coscienza dell’importanza e del significato delle decisioni che si andavano ad assumere. Noi denunciamo che tutto ciò non si è verificato e che, al contrario, vi è stato un accanimento giudiziario.

L’avvocato della ragazzina, convinto della sua innocenza e del fatto che il racconto dell’accusatrice e unica testimone presentasse delle incongruenze, ha cercato di impostare un’analisi più approfondita, ma nessuno dei nodi sollevati è stato preso in considerazione.

La sentenza di primo grado si è chiusa con una condanna a tre anni e otto mesi per sequestro di persona consumato con l’aggravante della minorata difesa della persona offesa. Se la sentenza fosse confermata in appello, sarebbe il primo ed unico caso in Italia di un tale tipo di reato da parte di un rom.

Noi riteniamo che l’asprezza della pena rivela la precisa volontà di infliggere una condanna esemplare, cioè ispirata non alla reale concretezza delle prove, ma invischiata di questo clima da caccia alle streghe.

Denunciamo che, anche se paradossalmente la ragazzina fosse colpevole, gravi e inaccettabili sono le violazioni dei diritti fondamentali che ha subito durante il processo, tra cui la mancata traduzione degli atti nella lingua di origine e il rifiuto di concedere il patrocinio a spese dello Stato. E’ inaccettabile, poi e soprattutto, che il Tribunale non abbia voluto concedere nessuna chance formativa e rieducativa ad una minore non accompagnata e, per altro, incensurata.

Il rifiuto da parte del Tribunale di concedere misure alternative alla carcerazione è stato motivato col fatto che non c’è stata alcuna confessione da parte della minore, che infatti si è sempre professata innocente pur sapendo che, se avesse ammesso la responsabilità, sarebbe uscita dal carcere e affidata ai servizi sociali.

Purtroppo, è molto frequente che gli stranieri, consapevoli del clima di pesante pregiudizio che nel nostro paese dilaga, preferiscono addossarsi colpe che non hanno per ottenere sconti di pena. A.V., pur conscia di ciò, ha scelto di continuare ad affermare la propria innocenza. Almeno questo dovrebbe indurci a riflettere.

Aspettiamo con fiducia la decisione della Corte d’Appello di Napoli.

Comitato Campano con i Rom

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Angelica è tranquilla, e finalmente è riuscita a tornare in contatto con un membro della sua famiglia, così può informarsi sulla sua bambina». Perché anche Angelica è mamma. Sua figlia ha un anno e mezzo e vive in Romania con i nonni, in una cittadina vicino Bistrita, nel nord-ovest del paese.
Napoli. La Rom di Ponticelli pensa a sua figlia
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Angelica è innocente

  • Mar. 11th, 2009 at 3:53 PM
Riporto dalla cronaca di Napoli della Repubblica dell'11/marzo/2009, un articolo sulla vicenda giudiziaria di Angelica, la ragazza Rom che a Ponticelli fu accusata di rapimento dando l'avvio alle brutte vicende culminate nel rogo dei Campi Rom.
Questo Blog è apertamente schierato sul ritenere Angelica innocente e vittima due volte, prima di una macchinazione a suo danno e poi di un meccanismo giudiziario che non l'ha garantita.
Qui trovate i precedenti post sull'argomento.

Per una volta ri-pubblico integralmente l'articolo che trovate all'indirizzo: La Repubblica - Angelica è innocente rivedete il caso

 
Dubbi sulla condanna della rom: interviene anche il Consolato Usa

"Angelica è innocente, rivedete il caso"

Giuseppe Porzio
Gli atti non sono mai stati tradotti nella lingua madre e l´imputata non capisce l´italiano
La difesa: la nomade non ha rapito la neonata
Chi l´accusa ha già mentito
 
Non è certo se il suo nome sia Angelica o Maria.
Quel che per il Tribunale dei minori è certo, è che la giovane nomade di origini rumene e dai troppi alias cercò di rapire una neonata.
La rom è stata condannata, in primo grado, a 3 anni e 8 mesi.
Una sentenza che però non ha affatto chiuso il caso, tanto da far scendere in campo, per chiedere che sia fatta chiarezza, riaperto il caso, l´Union Romanì (organismo internazionale per la salvaguardia dei diritti delle comunità rom), oltre all´Opera Nomadi e a Soccorso legale, che denunciano «violazioni dei diritti umani» e la «palese condanna mediatica di una innocente».
Accanto a loro la Comunità di Sant´Egidio, Mani Tese, il Comitato napoletano per i rom, l´Osservazione e i gruppi Everyone e "Chi rom chi no".
Ma il caso è ora anche all´attenzione del Consolato generale americano, che ha chiesto gli atti del processo.
Della questione si interessa pure la senatrice Pd Annamaria Carloni, che farà un´interrogazione parlamentare.

I fatti risalgono alla sera del 10 maggio. Per come l´hanno ricostruita gli inquirenti (tesi sposata dal Tribunale), Angelica si sarebbe introdotta in un appartamento di Ponticelli, avrebbe afferrato la bimba seduta in un dondolo e tentato la fuga, fermata sul pianerottolo dalla mamma della piccola rapita, poi rincorsa e quasi linciata dai familiari della donna. Un episodio che innescò la cacciata dei rom dalle baraccopoli di Ponticelli anche con raid incendiari. Angelica, 16 anni compiuti a novembre scorso, è stata condannata per sequestro di persona. La sentenza è del 15 gennaio.
Otto mesi sono trascorsi tra indagini e dibattimenti, nel corso dei quali la ragazzina ha sentito pronunciare le accuse formulate nei suoi confronti senza comprenderle, perché solo di recente - come testimoniato da una mediatrice culturale di Nisida - avrebbe cominciato a masticare un po´ d´italiano.
Né gli atti sono mai stati tradotti in lingua madre, dando così la possibilità all´imputata di scegliersi il rito. Angelica è stata inoltre giudicata senza che le fosse concesso il gratuito patrocinio di un avvocato (che l´ha comunque assistita gratuitamente), perché per i giudici « «potrebbe avere dei capitali in patria».
Ed è stata condannata senza la concessione di alcuna attenuante, a causa di un precedente per furto che all´epoca del dibattimento non era passato in giudicato.
Ma sono altri gli elementi sui quali la difesa invoca chiarezza. Su tutti, il fatto che l´episodio è stato ricostruito sulla base della sola testimonianza della madre della neonata: «Nel valutare l´attendibilità della teste - spiega Christian Valle, legale dell´imputata - non si è tenuto affatto conto di una precedente condanna nei suoi confronti proprio per falsa testimonianza».
Si sottolinea inoltre che dal momento in cui la donna si è accorta dell´assenza della piccola, in cucina, a quando l´avrebbe trovata sul pianerottolo in braccio alla rom, sarebbe trascorso troppo tempo, abbastanza perché la presunta rapitrice si allontanasse.
Perché, allora, avrebbe indugiato davanti all´uscio di casa?
Ancora un dubbio avanzato dalla difesa: è stato provato che la sera in cui si sarebbe consumato il rapimento, la giovane avrebbe agito senza complici e mezzi di trasporto.
«Assurdo ipotizzare - sottolinea il legale - che avrebbe potuto pensare di passare indisturbata, portando in braccio una bimba a piedi fino al campo rom nel quale risiedeva, che dista alcuni chilometri dalla casa». Lo stesso Tribunale ha accertato che la giovane ha agito senza la copertura di altri, per cui il rapimento e un´eventuale richiesta di riscatto avrebbe dovuto organizzarli in proprio. Dubbi che si addensano su di una vicenda che rischia di diventare un caso diplomatico.

La ricostruzione del caso è anche le libro dell'inviato del Corriere della Sera  Marco Imarisio  I giorni della vergogna.
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Angelica,
il gruppo non governativo EveryOne  ( chi sono  ) ha condotto un'indagine il loco per verificare le circostanze del presunto rapimento, l'articolo è lungo e molto circostanziato,  per chi legge in inglese vi rimando alla fonte
Le indagini in loco sembrano dimostrare l'innocenza della ragazzina ... riporto solo una frase:
Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il "comitato" di Ponticelli è pericoloso. "Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l'episodio," continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, "ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice.

Una nota solo a margine, Angelica non è nemmeno Rrom, solo una ragazzina Slava capitata nelle maglie di onesti condomini della palazzina " che si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli ". 
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