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ladri di bambini

  • Nov. 11th, 2008 at 1:32 PM
Ieri a Roma la Fondazione Migrantes, organismo della CEI, ha presentato due studi encomiabili ed estremamente importanti che guardano i rapporti tra Società Italiana e Cultura Rom per quanto riguarda i minori alla luce pregiudizi imperanti nei confronti del mondo Rom.

Del primo studio, che analizza e smentisce la "legenda nera" degli "zingari ladri bambini" tutta la stampa nazionale ha parlato dando risalto alla scontata conclusione: non è vero.
E' triste che ci sia bisogno dell'ennesima analisi per ribadire un dato di fatto che risulta scolpito nei rapporti del ministero degli interni, in tutta la casistica della magistratura.
E' triste ma è necessario perché questo pregiudizio è scolpito nell'immaginario collettivo e la stessa stampa che oggi pubblica il resoconto di smentita alla prossima occasione di suggestione collettiva non si tirerà indietro per gettare altra benzina sui pregiudizi.

Quasi nessuno ha invece parlato del secondo studio, molto meno scontato molto più preoccupante, che analizza una tendenza culturale e politica che tende a far percepire all'opinione pubblica il mondo rom come ostile nei confronti dei minori e quindi come "terra di nessuno" da cui portar via indiscriminatamente i bambini.

Lo studio ADOZIONI DI MINORI ROM/SINTI mette in luce come si stia sviluppando un pregiudizio strisciante nelle stesse istituzioni che gestiscono l’adottabilità dei minori, Tribunali ed assistenti sociali, che porta alla equazione “a prescindere”: genitori rom=cattivi genitori.

Questi modelli ideologici hanno dato frutti avvelenati, proprio contro i rom a partire dall’800 a finire alla tragedia dell’olocausto.

Ma in maniera più soft sono gli stessi meccanismi che hanno portato in australia alla tragedia della generazione perduta (i bambini sottratti agli aborigeni) e nella civile e vicina Svizzera al genocidio bianco nato dal progetto “Bambini della Strada” ai danni della cultura Jenish. (vedi anche)

Australia e Svizzera hanno chiesto scusa ed ammesso la tragedia di questa falsa attenzione nei confronti dei minori.
Noi ci avviamo per la stessa strada. Personalmente avevo scritto le mie preoccupazioni, molto vicine a quelle espresse nello studio, in questo post, e prima indirettamente qui, qui

Lo studio individua ben 200 casi di minori Rom dichiarati adottabili nell'arco di 20 anni in appena 8 (su 28) del Tribunale dei minori.
Dalla sintesi dello studio evidenzio alcuni passaggi:

.... la facilità con la quale, nelle diverse realtà analizzate, la tutela sociale (dei servizi di territorio) e civile (dell’Autorità Giudiziaria) scivolano nell’indifferenziare l’identità di un minore rom con quella di un minore maltrattato. Come se la cultura “altra” potesse fare del male al bambino. Questo è ciò che pensano molti degli operatori incontrati. Tutti i minori rom, in quest’ottica diventerebbero dei bambini maltrattati.
......
Gli avvocati che seguono questi casi affermano che, probabilmente, in questi casi, il reale interesse dei vari operatori coinvolti è di trovare il maggior numero possibile di minori per le famiglie non rom che fanno domanda di adozione.
.......
molte volte ci troviamo di fronte a casi di allontanamento che avvengono con molta violenza, sulla base del mero pregiudizio personale di un operatore qualunque che scrive che quel minore non è tutelato perché “mangia con le mani” o “non indossa il pigiama per andare a dormire”

Attenzione che questi atteggiamenti mentali, documentati dallo studio, vanno anche in contrasto, col la lettera e lo spirito della legge che "disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori" che ad esempio dice:

art 2. Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto.
art 5. Il diritto del minore a vivere, crescere ed essere educato nell’ambito di una famiglia è assicurato senza distinzione di sesso, di etnia, di età, di lingua, di religione e nel rispetto della identità culturale del minore e comunque non in contrasto con i princìpi fondamentali dell’ordinamento».

Faccio mia la conclusione dello studio della Fondazione Migrantes, sperando che questo genocidio silenzioso si fermi:
Dovremo infine smettere di pensare alle cultura rom come una cultura statica e immutabile, come se i minori fossero destinati alla povertà materiale e culturale dei loro genitori.
Se molti romá oggi vivono nei “campi nomadi” è perché si tratta di una chiara scelta delle amministrazioni comunali di mantenere queste comunità in una condizione di grave precarietà sociale e civile
.
Se i minori rom oggi non sono tutelati e c’è un sistema giudiziario minorile che non li tutela la responsabilità è solo nostra.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/
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