Da qualche giorno sto cercando di scegliere una mia personale immagine del 1968. ECCOLA trovata
Alla fine è questo salto che racchiude il significato di quell'anno.
Io, ragazzino bruttarello di periferia, che nell'anno scolastico 67/68 arrivavo al quarto ginnasio del Uberto I a Chiaia, quartiere bene di una Napoli diversa e sconosciuta; un ragazzetto soggetto nel liceo "chiattillo".
Arrivavo spaesato e presuntuoso dei saperi della mamma insegnante, con occhiali ed incongrui calzoni corti ed ancora più incongrui retaggi di una infanzia vissuta nel quartiere operaio di Bagnoli ma dalla parte di quella minuscola borghesia impiegatizia
.
Una infanzia privilegiata nel quartiere di operai e pescatori vissuta in una famiglia che con fiducia ed enorme sacrificio aveva affrontato gli anni del boom ... 150.000km e dodici anni per sostituire la 600 con l'850 carrozzata e passare dala casa in affitto dall'ILVA all'appartamento di proprietà con annesso esorbitante mutuo.

Il ginnasio, gli scioperi (io sempre tra i cinque che in classe entravano comunque) le assemblee e gli assedi del liceo da parte dei fascisti ...
Dall'estate 67 si parlava di quello strano tipo che aveva inventato quel modo eretico di saltare. Ed i telegiornali mostravano Praga e Dubček e quel modo diverso di essere socialisti.
L'infanzia era passata con il peso dell'idea della apocalisse nucleare incombente ... a nove anni non è facile crescere pensando che il futuro sta in una valigia con un pulsante rosso.
In quel gennaio del 68, finalmente eliminati i calzoni corti, capivo che c'era un mondo diverso.
Un modo diverso di leggere il mondo, intuito sfogliano Panorama (non ci crederete allora era un giornale progressista che ha insegnato all'Italia che i fatti sono separati dalle opinioni), guardando TV7 della RAI di Zavoli giornalista, ascoltando la radio di "per voi giovani", sfogliando Linus.
Sono andato a rivedermi le cronache di quei giorni tra tintinnar di sciabole, repressioni feroci, venti di guerra, la la minaccia costante di quella parte cupa del potere che di li a poco sarebbe esplosa a piazza Fontana ...
la voglia di cambiare ... di saltare ... di guardare il cielo saltando ... di aver speranza e consapevolezza ... la speranza anche di superare i miei personali limiti mentali ...
Fosbury Flop .... la rivoluzione in un salto ....
Leggo sul blog di Gad Lerner la bella confessione di un reduce del '68, che di un anno più giovane di me (e brutto almeno quanto ero io) ha vissuto in maniera più impegnata quegli anni, ... dice cose simili a quelle che vorrei dire io che li ho solo sfiorati ...
Anni che sono difficili da capire per chi non li abbia visti ... che è ingeneroso ricondurre in maniera meccanica al durissimo decennio degli anni 70 ...
E pure gli anni settanta, con la loro scia di dolore, sono comunque da capire e da studiare ... non possiamo archiviare un pezzo di storia riconducendo tutto ad una amara (e pure necessaria) riflessione su vittime e colpevoli ...
La semplice lettura della cronaca di quei giorni fa capire molto ... non accontentiamoci delle tavole rotonde che demonizzano e stigmatizzano quei giorni.
Alla fine è questo salto che racchiude il significato di quell'anno.
Io, ragazzino bruttarello di periferia, che nell'anno scolastico 67/68 arrivavo al quarto ginnasio del Uberto I a Chiaia, quartiere bene di una Napoli diversa e sconosciuta; un ragazzetto soggetto nel liceo "chiattillo".
Arrivavo spaesato e presuntuoso dei saperi della mamma insegnante, con occhiali ed incongrui calzoni corti ed ancora più incongrui retaggi di una infanzia vissuta nel quartiere operaio di Bagnoli ma dalla parte di quella minuscola borghesia impiegatizia
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Una infanzia privilegiata nel quartiere di operai e pescatori vissuta in una famiglia che con fiducia ed enorme sacrificio aveva affrontato gli anni del boom ... 150.000km e dodici anni per sostituire la 600 con l'850 carrozzata e passare dala casa in affitto dall'ILVA all'appartamento di proprietà con annesso esorbitante mutuo.

Il ginnasio, gli scioperi (io sempre tra i cinque che in classe entravano comunque) le assemblee e gli assedi del liceo da parte dei fascisti ...
Dall'estate 67 si parlava di quello strano tipo che aveva inventato quel modo eretico di saltare. Ed i telegiornali mostravano Praga e Dubček e quel modo diverso di essere socialisti.
L'infanzia era passata con il peso dell'idea della apocalisse nucleare incombente ... a nove anni non è facile crescere pensando che il futuro sta in una valigia con un pulsante rosso.
In quel gennaio del 68, finalmente eliminati i calzoni corti, capivo che c'era un mondo diverso.
Un modo diverso di leggere il mondo, intuito sfogliano Panorama (non ci crederete allora era un giornale progressista che ha insegnato all'Italia che i fatti sono separati dalle opinioni), guardando TV7 della RAI di Zavoli giornalista, ascoltando la radio di "per voi giovani", sfogliando Linus.
Sono andato a rivedermi le cronache di quei giorni tra tintinnar di sciabole, repressioni feroci, venti di guerra, la la minaccia costante di quella parte cupa del potere che di li a poco sarebbe esplosa a piazza Fontana ...
la voglia di cambiare ... di saltare ... di guardare il cielo saltando ... di aver speranza e consapevolezza ... la speranza anche di superare i miei personali limiti mentali ...
Fosbury Flop .... la rivoluzione in un salto ....
Leggo sul blog di Gad Lerner la bella confessione di un reduce del '68, che di un anno più giovane di me (e brutto almeno quanto ero io) ha vissuto in maniera più impegnata quegli anni, ... dice cose simili a quelle che vorrei dire io che li ho solo sfiorati ...
Anni che sono difficili da capire per chi non li abbia visti ... che è ingeneroso ricondurre in maniera meccanica al durissimo decennio degli anni 70 ...
E pure gli anni settanta, con la loro scia di dolore, sono comunque da capire e da studiare ... non possiamo archiviare un pezzo di storia riconducendo tutto ad una amara (e pure necessaria) riflessione su vittime e colpevoli ...
La semplice lettura della cronaca di quei giorni fa capire molto ... non accontentiamoci delle tavole rotonde che demonizzano e stigmatizzano quei giorni.
| Un articolo collegato al tema sul Corriere: Sull'Europeo i mille volti del '68 | |
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/


