Niente altro da dire ... è stato un periodo duro.
Mi porto in vacanza un po' di allegria gitana.
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Roma, 9 lug. (Apcom) - La questione dei rom non è un tema da gestire nell'emergenza; è necessaria una progettazione di lungo periodo. L'Arci Solidarietà Lazio ha organizzato questa mattina un convegno alla Provincia di Roma. Ospite dell'incontro l'ex ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che ha parlato dell'attività del passato Governo: "Abbiamo fatto degli errori durante la nostra breve legislatura. La stesura di leggi sul tema delle minoranze devono essere precedute da tavoli di lavoro, perchè gli italiani sono carichi di pregiudizi sulla questione.
In questa direzione, avremmo dovuto muovere due pedali - continua ancora l'ex ministro dell'Interno - quello della sicurezza e, in contemporanea, quello del riconoscimento dei diritti di solidarietà delle minoranze. Era intenzione del nostro Governo farlo, ma nell'ottobre del 2007, ci venne detto che ci sarebbero state le elezioni - prosegue - e fummo costretti a postergare le iniziative di solidarietà. Il tema dei rom non sarebbe stato utile in campagna elettorale. In particolare, dopo l'omicidio della signora Reggiani era giusto potenziare la questione sicurezza. Il nostro compito ora - ha continuato Amato - è quello di muovere l'opinione pubblica italiana spaventosamente ostile".
Il convegno è stato anche l'occasione per fare il punto sui dati di criminalità dei minori rom. Donatella Caponetti, direttrice del centro Giustizia Minorile del Lazio, ha illustrato un dato significativo: "Nel 2007 abbiamo registrato un decremento degli arresti di bambini rom. Centocinquanta in meno rispetto all'anno precedente, mentre la devianza dei minori italiani è incrementata".
Le elezioni sono state perse ugualmente, e nel frattempo si sta precipitando nella barbarie del razzismo.
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Avevo già deciso per tutte e due le manifestazioni di matrice così diversa.
Su temi che sembrano lontani.
Invece c'è un filo conduttore stretto.
Sono contento che anche Rifondazione l'abbia individuato.
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Evidentemente la democrazia, la ragione, si avvalgono dei meccanismi descritti nel modello della coda lunga .
In una settimana, con una massa di votanti triplicata, il sondaggio del corriere, che nei primi giorni dava una visione terrificante della società italiana, oggi mostra una inversione di tendenza entusiasmante.
Ovviamente non ha valore statistico ma serve a tracciare la forza, l'aggregazione dell'attivismo d'opinione.
Purtroppo i veri numeri del razzismo sono quelli statistici raccolti dalla comunità europea, molto più vicini ai primi giorni di rilevazione del sondaggio.
Però questo piccolo grande risultato ottenuto dall'attivismo online, che ha ribaltato i dati del corriere fa vedere che si possono far sentire le ragioni della tolleranza.
Che ci sono spazi democratici per costruire un modo diverso di intendere la convivenza.
Ovviamente la partita è tutt'altro che chiusa.
Nella settimana ci saranno molte iniziative contro la proposta di Maroni.
Io parteciperò a quella dell'ARCI qua a Roma.
02.07.2008 - Siamo tutte e tutti Rom:
il 7 luglio riempiamo di impronte digitali il Ministero dell’Interno
Il 7 luglio, a Roma, in Piazza Esquilino, dalle 17 alle 20.
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Io comincio ad essere preoccupato perché presto fede al GIP, che conferma i dubbi che mi erano venuti ascoltando la notizia, e vedo uno scenario di stato di polizia, in cui la giustizia è utilizzata ai fini della propaganda razzista e al fomentare una campagna d'odio e paura.
- "Il delicato istituto del fermo è stato piegato ad altri fini, tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali, che presiedono la libertà personale"
- "il fermo non può essere utilizzato né dagli organi di polizia giudiziaria, né dal pubblico ministero per finalità diverse da quelle sue proprie, che consistono esclusivamente nell'intervento di urgenza motivato da un concreto e comprovato pericolo di fuga"
- Il pm e gli organi di polizia, infatti in questo modo "scelgono i tempi dell'intervento giurisdizionale con il rischio che vi sia l'attenzione a finalità diverse da quelle del mero corretto esercizio della giurisdizione, del quale è presidio il giudice". A suo parere "non sfugge come l'intervento cada in concomitanza con un generalizzato interesse pubblico proprio per vicende" come quella al centro dell'inchiesta.
- Detto con parole più semplici: siccome il ministro dell'Interno Roberto Maroni è molto attento alla questione sicurezza legata soprattutto ai rom e la pressione mediatica è molto forte, un'operazione di questo genere mette in buona luce e per questo la polizia avrebbe agito "piegando il delicato istituto del fermo privando della libertà alcune persone".
Si fa di una intera cultura un mostro da sbattere in prima pagina e nel contempo si crea ad arte un senso di insicurezza e lo si attribuisce ad un capro espiatorio.
Vedo la stampa che va sbattendo con una solerzia degna di miglior causa il mostro (dove per mostro è una intera cultura) in prima pagina.
Il giudice Giorgio Piziali in questo clima, che si avvia al linciaggio, ha avuto estremo coraggio nel intervenire sul metodo e sulle finalità dell'arresto.
EveryOne, l'associazione non governativa che si batte contro la discriminazione in sede di comunità europea, invece entra nel merito della vicenda evidenziando tutte le incongruenze che ci sono nel fosco racconto che la stampa, con un preoccupante sincronismo, ha fatto della pur brutta vicenda.
La tesi di EveryOne è che ci si trovi ancora una volta di fronte ad una "notizia costruita ad arte" per far si che:
"ancora una volta, nella percezione degli italiani, resti l'orrenda enormità della notizia e non la verità dei fatti"La vicenda di questi ladruncoli croati è sicuramente antipatica, ma la costruzione di un teorema finalizzato ad imbastire un processo mediatico, meglio un linciaggio linciaggio, ad una intera cultura, è estremamente preoccupante.
La chicca della situazione e che, a quanto pare, i croati arrestati non sono neanche rom.
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Sucardrom, ha cominciato ad utilizzare questo banner, che è stato realizzato da Bak, copy tonibaruch, proposta di Mmax.
Per chi lo voglia esporre il codice è il seguente:
<a href="http://www.flickr.com/photos/hidden_vice/2624204673/" title="contro ogni legge razziale - NO al commissario speciale Rom"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3151/2 624204673_dcaa7a7d1b_o.jpg" width="140" height="270" alt="contro ogni legge razziale - NO al commissario speciale Rom" ></a>
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Quando c'è stato lo sgombero dell'insediamento a Campo Boario, il 6 giugno, appena prima della manifestazione di orgoglio Sinti e Rom, un funzionario di polizia, a chi gli diceva che così si allontanavano i bambini Rom dalla loro scuola, ha risposto con cinismo :- ma tanto la scuola è finita! -.
Fortunatamente il personale insegnante e le famiglie dei bambini della scuola elementare 'Regina Margherita' si sono mobilitati ottenendo il supporto del presidente Zingaretti per ottenere che questi bambini possano continuare la scuola elementare a settembre nello stesso ambiente in cui erano stati accettati ed accolti.
A fronte del cinismo di Maroni, il presidente della provincia Nicola Zingaretti ha dichiarato (alice.it):
Raccogliamo l'appello delle maestre dei bambini della scuola elementare 'Regina Margherita' di Roma e delle loro famiglie, protagonisti di uno straordinario esempio di solidarieta' e intelligenza che vogliono che i bambini rom, loro compagni di classe trasferiti in un'altra parte della citta', continuino a studiare.
Se non si troveranno altre soluzioni - ha aggiunto Zingaretti - la Provincia di Roma garantirà per tutto il prossimo anno scolastico un bus navetta per consentire a questi bambini di andare a scuola. Giudico quanto accaduto una follia: invece di colpire il crimine, i delinquenti e i ladri, si è smantellato un progetto di integrazione straordinario per portare i rom dal centro alla periferia.

Merita un plauso Nicola Zingaretti.
Speriamo che venga fatto quanto ha promesso, certo è ben difficile sperare nell'integrazione di bambini di meno di 10 anni sottoposti a tutto questo. Se tutto va bene il prossimo anno scolastico lo faranno andando su e giù con il pulmino della provincia da Tor Vergata a Testaccio.
Per inciso, i bambini della scuola elementare Regina Margherita, sono di nazionalità italiana, e di etnia Kalderasha.
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Dal sito romlavoro.it

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quando il governo di Mussolini volle il
censimento degli ebrei,
una vera e propria schedatura,
che precedette l'emanazione delle leggi razziali che poi portarono alle conseguenze che sappiamo, portarono alla persecuzione, ai lager, allo sterminio
Piero Terracina è tra i proponenti dell'Appello "E allora prendete anche le nostre impronte", lanciato dall'ANED, Associazione Nazionale Ex Deportati, in merito al decreto di legge sulla schedatura dei Rom e dei Sinti, ancora piu' odioso perche' riguarda anche i bambini.
solidarietà ebraico gitana, originally uploaded by hidden side.
di Piero Terracina da Articolo 21
Sono tra i proponenti dell'Appello "E allora prendete anche le nostre impronte", lanciato dall'ANED, Associazione Nazionale Ex Deportati, in merito al decreto di legge sulla schedatura dei Rom e dei Sinti, ancora piu' odioso perche' riguarda anche i bambini. Ho ritenuto opportuno proporlo, perche' mi ricordo molto bene del luglio 1938, quando il governo di Mussolini volle il censimento degli ebrei, una vera e propria schedatura, che precedette l'emanazione delle leggi razziali che poi portarono alle conseguenze che sappiamo, portarono alla persecuzione, ai lager, allo sterminio.
Io fui l'unico della mia famiglia a sopravvivere, e a fare ritorno dal lager di Aushwitz.
Questa schedatura proposta dal decreto di legge per Rom e Sinti assomiglia tantissimo a quella di allora contro di ebrei. La storia dunque si sta ripetendo; non so se arriveremo ad una nuova Aushwitz, ma di certo anche i campi sorvegliati e attrezzati e le misure proposte assomigliano tanto a campi di concentramento.
In questi mesi stiamo assistento ad una escalation di violenza contro i Rom dalle caratteristiche simili a quelle che noi abbiamo subito come ebrei, penso all'assalto di Ponticeli, con la gente armata di bottiglie incendiarie.
Sta emergendo in Italia una destra xenofoba che si richiama a quello che e' avvenuto ottanta anni fa, passo dopo passo, provvedimento dopo provvedimento, prima i pogrom all'est, poi le leggi razziali in Germania, quindi in Italia.
Non si puo' dimenticare.
Abbiamo il dovere di vigilare, per fare in modo che il passato non si ripeta. Occorre che gli esseri umani chiamati Rom e Sinti vengano veramente integrati, che venga rispettata la loro cultura. Erano artigiani, musicisti, lavoravano il ferro e il rame, mestieri che gli sono stati sottratti, occorre adesso concordare insieme a loro le forme dell'integrazione.
Diamogli l'assistenza per farlo.
L'appello dell'ANED, l'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti.
tr…e allora prendete anche le nostre impronte
Comunicato in merito al disegno di legge sulla schedatura dei Rom e SintiL’ANED (Associazione nazionale ex deportati) di Roma esprime la più sentita riprovazione per il disegno di legge che prevede la schedatura dei Rom e Sinti presenti sul territorio italiano, tramite la rilevazione delle impronte digitali come in uso per i criminali. Il provvedimento è particolarmente odioso e inaccettabile, perché rivolto anche ai bambini e a tutti i minori che, finora, anche se privi di documenti, hanno potuto frequentare la scuola pubblica del nostro paese. Il progetto di schedatura è, oltretutto, in totale contrasto con la Convenzione Internazionale per i Diritti del Fanciullo promulgata nel 1989 dall’ONU e ratificata dallo Stato italiano.
Tale provvedimento richiama procedure di schedatura razzista utilizzate dai regimi nazifascisti durante il secolo scorso, per costruire archivi che miravano alla individuazione, emarginazione, concentrazione e conseguente deportazione di ogni minoranza e diversità.
Nel caso che questo provvedimento venisse approvato, l’intero Consiglio direttivo dell’ANED di Roma chiede di essere schedato insieme ai Rom.
Aldo Pavia (Presidente)
Vera Michelin-Salomon (Vicepresidente)
Maurizio Ascoli
Stefano Batori
Sara Contardi
Grazia Di Veroli
Pupa Garribba
Eugenio Iafrate
Erminia Licitri
Rosa Melodia Scicchitano
Mirella Stanzione
Piero Terracina
Antonella Tiburzi
Claudia Zaccai
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Siamo un paese orrendo, questo è quello che gli italiani stanno rispondendo al Corriere della Sera
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"I topi sono più facili da debellare degli zingari" Salvini, Lega Nord
"Rifiuto l'idea che un Paese civile possa accettare di vedere minori che dividono lo spazio con i topi" Maroni, Ministro degli Interni, Lega Nord.
Zingari uguali ai topi,
zingari condannati a vivere nelle fogne come i topi,
per cui i bambini vanno sottratti alle famiglie,
Mi chiedo chi sono i ladri di bambini?
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Niente da dire sulle giustissime preoccupazioni dell'ANM, oggi riprese da Travaglio, dalla sua tribunetta in rete, e rilanciate con enfasi da Grillo.
Tutto bene salvo che a sentire gli esempi di nefandezze impunite fatti dai magistrati mi si sono rizzati i capelli in testa.
Non per il reato in se ma per l'utilizzo di stereotipi razzisti utilizzati negli esempi.
Zingarelle che rubano bambini, immigrati ubriachi che travolgono passanti. (testo della conferenza stampa in cui sono riportati gli esempi fatti dalla ANM)
Andiamo bene, se anche l'ultimo baluardo della legalità si accoda all'infame coro delle bugie xenofobe e razziste.
Ovviamente, mica tanto ovviamente, anche Travaglio riporta gli immondi esempi senza porsi un dubbio ... non ho avuto cuore di leggere la massa amorfa dei commentatori di Grillo ... ma sarei piacevolmente se almeno uno si fosse accorto dell'enormità della cosa.
Per conto mio, non avendo bisogno ne di Grillo ne di Travaglio ho scritto quanto segue ed aspetto risposte :
All'attenzione della Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati, nelle persone di:
Vice Presidente Gioacchino NATOLI
Segretario Generale Giuseppe CASCINI
Vice Segretario Generale Silvana SICA
Codirettore "La Magistratura" Antonio BALSAMO
Codirettore "La Magistratura" Nicola DI GRAZIA
Responsabile del sito Piergiorgio MOROSINI
Componente Anna CANEPA
Componente Roberto ROSSI
Coord.Commissioni Studio Gaetano SGROIA
Avendo letto, ascoltato sui telegiornali nazionali, su blog di largo accesso, il resoconto della conferenza stampa del 21//6/2008,
pur condividendo pienamente tutte le preoccupazioni espresse nel testo,
sono invece fortemente sconcertato ed amareggiato per gli esempi espressi nella parte descrittiva.
In particolare trovo inopportuno, offensivo, e contrario ai principi costituzionali ed a quelli fondanti la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
l'utilizzo negli esempi di stereotipi xenofobi quando non razzisti.
Tale inopportunità è aggravata:
- dal Vostro ruolo istituzionale,
- dal clima di disinformazione e dalla propaganda xenofoba in corso sui media nazionali,
- dagli intollerabili episodi verificati in questi ultimi mesi di violenza e persecuzione in particolare contro le persone di cultura Rom e Sinti (che ricordo sono di cittadinanza italiana o europea o extracomunitaria o ridotta alla condizione di apolide).
Ai vostri esempi nulla avrebbe tolto l'evitare di ricorrere allo stereotipo "delle zingarelle ladre di bambini"
quando, per il Vostro ruolo, ben sapete che tale nefanda accusa xenofoba non si appoggia su alcuna evidenza statistica.
A quanto mi risulta non esistono condanne per tale reato.
Ugualmente il ricorso a figure retoriche quale l'immigrato clandestino ubriaco alla guida mi sembra profondamente iniqua, non veritiera e di incitamento alla xenofobia.
Vi ricordo ad esempio gli episodi di Fiumicino, di Aprilia in cui giovani, che potrebbero essere i nostri figli, hanno falciato bambini e madri di immigrati.
O gli episodio recenti del lungo Tevere o di via dei Romanisti.
Vi prego di chiarirmi se un incidente causato da un immigrato è più grave di quello provocato da un giovane rampollo italiano ubriaco o impasticcato.
Vi prego pertanto di dare una opportuna correzione di rotta a quanto scritto sul vostro sito e mi rammarico che questi discorsi abbiano avuto risonanza nazionale.
Quanto a me, considerando la presente una lettera aperta, la pubblicherò sul mio Blog personale.
Eugenio Viceconte
http://noblogo.livejournal.com/,
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"facci una foto, hai visto come siamo belli io e mia moglie?"
scherza il mio nuovo amico, ha occhi intelligenti e franchi, commenta con l'orgoglio la giornata che si sta vivendo.
Davanti al container ordinato pulito, come davanti a tutti gli altri del campo di Monte Mario, c'è un tavolo apparecchiato per gli ospiti come me.
Parliamo a lungo con il mio amico di quello che succede in giro ... della mancata venuta di Alemanno alla festa ... lui lo chiama sistematicamente Gianni ...
"Gianni preferisce andare e farsi vedere presso i campi abusivi o al Casilino 900 ... non gli conviene mostrare una situazione ordinata e pulita come questa ... lo hai visto a Porta a Porta?" mi dice mentre beviamo una cedrata insieme "sembra contro gli zingari ... gli avranno rubato in casa ..." scherza.
E', come tutto il resto del campo, musulmano ... il padre era cristiano di Spalato.
Tra i rom balcanici ci sono musulmani, ortodossi, cattolici, qui in Italia ci sono molti della chiesa evangelica ... gli faccio scherzando ..."siete troppo complicati" ... sorride ... e dice .... "invece e semplice ... non abbiamo fatto mai una guerra ... a noi piacere scherzare ed essere amici di tutti ... se qualcuno ci fa del male voltiamo le spalle ed andiamo via ... ci piace la pace ... questa è la mia filosofia ... quella della nostra gente ... quella che insegno ai miei figli ed ai nipoti ...ho sette figli e sono nonno".
Anche lui come il resto degli uomini del campo recupera il ferro.
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Quando c'è la voglia dell'incontro, il piacere dell'ospitalità.
Un piatto di sarma (involtini di verza con carne e riso) ed il racconto dei vecchi tempi, quando si dormiva nelle tende e ci si muoveva in continuazione con le carovane di auto.
- Ai vecchi tempi in Jugoslavia le carovane erano coi carri.
I primi tempi, ti dico la verità, quando ho imparato a guidare, avevo la carta di identità jugoslava, la mostravo se mi fermavano dicendo che era la patente, ora ho la patente italiana.
Non abbiamo altri documenti, i ragazzi hanno la licenza della scuola, io no, ti dico la verità, non so leggere e scrivere, non hanno altri documenti i miei figli ed i nipoti anche se sono nati qui, si sentono italiani.
Siamo in Italia da quarantanni, in Jugoslavia c'era ancora Tito, i figli ed i nipoti sono nati qui, i nostri morti, perdonami se ti dico questo, sono a Prima Porta, nessuno sa più parlare le lingue slave, solo l'italiano ed il romané.
A Roma siamo in questo campo da venti anni, la gente del quartiere ci conosce, ci rispetta, sa che siamo onesti, ci fanno credito se siamo in difficoltà.
Lavoriamo, raccogliamo il ferro, svuotiamo le cantine, le donne fanno il mercatino della domenica con il riciclo di quello che buttate. -
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Martedì 17 giugno 2008, ore 9.30 - 14.00Roma, Università La Sapienza - Aula Magna p.le Aldo Moro
Acli, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Cgil, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti Insieme, Fuoriluogo, Giuristi Democratici, Libera, Link, Lunaria, Magistratura Democratica, Medici Contro la Tortura, Mensile Confronti, Progetto Dirittipromuovono:
MILLE VOCI CONTRO IL RAZZISMO
Il razzismo ci rende insicuri
Introduce il Pro-rettore dell'Università La Sapienza Prof. Piero Marietti
Prolusioni PIETRO INGRAO / GAD LERNER / TULLIA ZEVI
Saranno presenti: Lucio Babolin (Presidente Cnca), Paolo Beni (Presidente Arci), Laura Boldrini (Portavoce Unhr), Angelo Caputo (Magistratura Democratica), Don Tonio Dall'Olio (Vice-Presidente Libera), Prof. Domenico Maselli (Presidente FCEI), Oliviero Forti (Responsabile immigrazione Caritas italiana), Padre Gianromano Gnesotto (Direttore Ufficio per la pastorale dei profughi e degli stranieri in Italia della Fondazione Migrantes della Cei), Patrizio Gonnella (Presidente Antigone), Nazzareno Guarneri (Presidente della Federazione Rom e Sinti Insieme), Giulio Marcon (Presidente di Lunaria), Luigi Nieri (Presidente Link), Riccardo Noury (Portavoce Amnesty International), Andrea Olivero (Presidente Acli), Mauro Palma (Presidente del Comitato Europeo per la prevenzione della tortura), Anna Pizzo (Cantieri Sociali), Maria Quinto (Comunità Sant'Egidio), Anna Maria Rivera (Università di Bari, promotrice appello contro il razzismo di massa), Arturo Salerni (Progetto Diritti), Piero Soldini (Responsabile immigrazione Cgil), Lorenzo Trucco (Presidente Asgi), Franco Uda (CNVG), Grazia Zuffa (Fuoriluogo).
L'orario non è dei più felici, chi organizza convegni, riunioni eventi dovrebbe ricordarsi che c'è una parte della società civile che vive con la catena di un cartellino da timbrare e con un numero di giorni di ferie limitato.
Comunque accolgo la notizia dell'evento con entusiasmo, sopratutto per la sede ... la Sapienza.
Non può sfuggire la continuità con gli episodi di fine maggio, la sciagurata concessione ai negazionisti di Forza Nuova degli spazi per una "conferenza sulle foibe", la giusta protesta studentesca, gli scontri, gli arresti, la manifestazione all'interno della facoltà.
[tanto per intenderci, Roberto Fiore, il leader e fondatore di Forza Nuova, deputato europeo, è l'unico politico italiano che è corso a stringere la mano ad Mahmoud Ahmadinejad].
L'Università deve essere il luogo della ragione, dell'umanesimo, delle basi costitutive della civiltà.
Come tale è luogo della Politica.
I cui unici fondamenti dovrebbero essere la Costituzione e la Carta dei diritti dell'Uomo.
Invece questi principi sono da mesi sotto attacco, dalla strumentalizzazione sulla protesta contro l'ingerenza papalina, alle provocazioni neo-naziste, all'atteggiamento disattento della stampa.
In linea con quanto detto, e collegando arditamente due iniziative di aree culturali parzialmente diverse, segnalo l'Appello a sostegno della Sapienza, a sostegno degli studenti - Per la verità sui fatti, per la libertà di Emiliano, appello a cui mi associo e sottoscrivo e di cui riporto una frase:
Un'anomalia positiva, dunque, che tiene assieme la comunità scientifica tutta e che fa dell'università uno spazio democratico da proteggere.
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Presentandomela Vania Mancini le prende con dolcezza le mani e me le mostra: - dicono che non lavorano, guardale le mani -
Umiza Halilovic, romnì (donna in romanè) e portavoce del campo di via Lombroso.
Dice di se - ho più 40, sono nonna, a quarantanni tra noi rom si è già vecchi - (l'aspettativa di vita del resto è più o meno quella stando alle statistiche).
Parla nella conferenza di presentazione del libro di Vania Mancini "Cheljà Celen", tra politici, intellettuali, editori ed operatori sociali.
- Sono analfabeta - si schermisce - perdonatemi - ma poi parla sicura raccontandosi e raccontando con umiltà se stessa e la sua gente.
- non è bello e non è dignitoso raccogliere le cose che voi buttate nei cassonetti, andando in giro alla mattina alle 5 con qualsiasi tempo, ma lavate, riparate e vendute al mercatino di Monte Mario ci danno da vivere -.
Ha le idee chiare, racconta di come, immigrata dalla Jugoslavia in braccio a sua madre, non aveva sei mesi, non abbia più un paese in cui tornare, ne un passaporto, ne documenti, e di come non abbiano una cittadinanza i suoi figli ed i nipoti nati in Italia.
Parla della esperienza vissuta in questi anni con il supporto dei mediatori dell'ARCI solidarietà, delle rose del campo, dei container invece che delle baracche, dei ragazzi che vanno a scuola, anche qualcuno alle superiori, dell'esperienza delle Chejà Celene che è stata un modo di cambiare il modo di pensare per i Gagé ma anche per i Rom.
Ma dice anche: - non dateci false speranze, i nostri ragazzi stanno andando a scuola stanno vedendo un modo diverso di vivere, ma senza un documento sono condannati alla nostra stessa vita -
In rete si trova parecchio su di lei, ad esempio questa intervista immediatamente dopo i fatti di Ponticelli.
Foto scattata alla presentazione di Chejà Celen, ragazze che ballano, di Vania Mancini.
Libro caldamente consigliato.
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Dal sito Sucar Drom degli stralci dell'intervento:
“Si vuole far passare il campo nomadi - ha aggiunto, - che è una forma di segregazione razziale, addirittura come espressione culturale, come se i rom volessero vivere in questo modo.
Non è vero che l'integrazione dei rom pesa sulla tasche degli italiani, perchè passa attraverso i fondi comunitari.
Per i progetti di integrazione dei rom vengono stanziati fondi dell'Ue che o non sono attivati o finiscono con il finanziare progetti fasulli di pseudo associazioni di volontariato.
Ai rom non arriva nulla”.
Gli sgomberi, ha ancora osservato Spinelli, “non risolvono il problema: dove sono finite queste persone?
Sono state solo spostate e non si sa dove sono finite.
Questa manifestazione serve a stemperare gli animi perchè c'è oggi una violenza mediatica e sociale nei confronti dei rom che va assolutamente fermata prima che succeda qualcosa di grave.
Dopo aver visto bambini e donne che scappavano sotto le molotov a Napoli abbiamo capito di dover fare qualcosa perchè nessuna voce autorevole si è levata per condannare quella barbarie. I diritti umani - ha concluso - devono essere garantiti a tutti”.
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(siamo noi i Gagi in lingua romanesh) in una festa dedicata all'accoglienza ed all'integrazione.
La festa è stata organizzata dalla Cooperativa Artezian, cooperativa di lavoro Rrom, pare sia stata particolarmente piacevole e divertente ed utile per far capire qualcosa della cultura Rrom. Hanno approfittato dell'accoglienza e dell'ospitalità della comunità Rrom alcuni amici di Flickr che hanno così raccontato l'esperienza.
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Intanto se a Bari i Rrom offrono una festa ai Gagi a Mestre i veneto/padani della lega cercano di rovinare una festa ancora tutta da venire agli italianissimi e veneti di etnia Sinti.
I Sinti di Venezia sono cittadini italiani, sono veneti e veneziani da almeno tre generazioni, il campo che Cacciari vorrebbe finire di costruire è stato proposto fin dal 1997, ed approvata da tutti i consigli comunali, una richiesta di sospensiva è stata rigettata dal Tar.
La comunità Sinti di Venezia vive sulla raccolta del ferro, manda i figli a scuola, vota, e non ha contro nessuna rilevanza statistica di piccola delinquenza.
I Sinti ed i Rrom Italiani oltre al diritto all'alloggio avrebbero anche il diritto al riconoscimento di minoranza linguistica, diritto sancito dalla Comunità Europea.
La lega da tempo si riempe la bocca sui temi delle minoranze linguistiche ma oltre a copiare, malamente, i celti di Asterix e Lino Toffolo 'mbriaco non sa andare. Per la lega Sinti e Rrom come pantegane o da cacciare.
Spero che Cacciari operi con tolleranza zero contro gli atti illegali di questi "bravi cittadini", e faccia ripartire al più i lavori, questo mi sembra un buon utilizzo del decreto sicurezza, ci sono tutti gli estremi ... un atto legittimo della giunta ostacolato da facinorosi.
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Per conto mio vi segnalo
Vi segnalo che a Roma domenica 8 giugno 2008, si terrà una manifestazione promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà .L’evento sarà l’occasione per costituire un coordinamento permanente per la difesa della dignità della cultura e dei diritti civili dei Rom e Sinti in Italia.
Il programma è:
Domenica 8 giugno, Roma
Dalle 12 alle 16
ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO
Dalle 16 alle 17
corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
• Costituzione del Coordinamento Nazionale Antirazzista
• Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
• Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
• Varie ed eventuali
Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista: Alexian Group (Italia), Musicisti Rom del Kossovo , Taraf de Bucarest (Romania), Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina) , Lucio Pozone (chitarra flamenca), Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca), Jamal Quassini, Nuove Tribù Zulu
Link utili:
www.associazionethemromano.it/newsletter.h
sucardrom.blogspot.com/2008/05/roma-mani
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Il post dimostra, in cristallina sequenza, che:
- un tal sciagurato Chiocci, ha fatto una deliberata manipolazione di un fatto avvenuto mesi prima trasformando un episodio triste in una emerita panzana sociologica
- l'articolo non può avere altro scopo che gettare benzina sul fuoco del odio sociale
- il Giornale berlusconiano, in questo episodio come in altri analoghi, adotta un metodo di propaganda tipicamente fascista
- questa pratica di comunicazione è coerente con l'azione di governo della destra al potere
- l'elettorato incerto che ha lasciato vincere, nell'illusione del "tanto è tutto uguale" una destra fascista ha sbagliato di grosso rischiando una situazione paragonabile a quella del 33 in Germania.
- chiude invitando a mandare una lettera di protesta a Il Giornale per l'articolo (ho seguito il consiglio)
Ho di mio qualche preoccupazione, se è possibile, ancora più profonda rispetto a quelle espresse da RosaLucsemBlog.
In questi ultimi trentanni è cambiato qualcosa in Italia ed in profondità nel tessuto sociale.
Si è andato creando uno strato sociale nero, sordo, gastricamente egoista, volutamente ignorante, grassamente e bassamente edonista.
Uno strato sociale largo, maggioritario, interclassista ed intergenerazionale, che cerca facili modelli identitari.
Che questi modelli li acquista dalla televisione generalista, dalla comunicazione becera, dalla pubblicità e dai modelli di consumo.
Uno strato sociale che si lascia manipolare e definire dai media.
Il Giornale, esattamente come la "ruota della fortuna" o "amici" o il TG4, non da notizie ma spaccia esattamente quei modelli identitari, profilati sugli specifici target sociometrici, ma convergenti verso un controllo massificato dei bisogni.
Io sono più preoccupato di Rosa, perché ho la convinzione che le notizie non sono neanche manipolate ai fini di una politica, sono manipolate per rispondere e generare un bisogno diffuso di identità, che nella massima semplificazione, viene spacciata in qualcuno da odiare.
Anzi credo che la politica tenda ad essere una mera risposta di marketing a questi modelli indotti.
Quell'articolo non è scritto così per favorire una politica fascista ma per creare una maggioranza silenziosa e all'occorrenza sediziosamente fascista nelle idee e nei comportamenti, un target facile da raggiungere con un prodotto politico a basso costo, con demagogia ed attivismo e vittime sacrificali.
La sinistra politica in questi anni non ha saputo trovare il modo di creare modelli alternativi, in questo ha fallito.
E' quando è stata sul territorio, si veda il manifesto di Ponticelli, si è adeguata a modelli culturali che più niente avevano a che fare con un sentire democratico.
Le rate del LCD a 44" su cui vedere i tronisti della De Filippi sono un nemico di classe molto difficile da combattere.
Berlusconi è illuminante quando propone il matrimonio con il ricco o il concorso come velina come superamento del precariato, perché lui porta veramente in parlamento ed al governo le veline e paga le vincite del "chi vuol essere milionario".
Una sinistra che sia tale pone invece problemi.
Un immigrato clandestino che lavora al nero e che magari cade pure da un'mpalcatura, che cosa ha vedere con i bisogni dei "lavoratori" che una volta erano la base elettorale del PCI ed ora si sentono più rappresentati dalla lega? Sono ragionamenti che ho sentito fare ... la lapide dell'ultima campagna elettorale è stata la frase di un intervista di un operaio a Ballarò che diceva ... la sinistra ha perso tempo ad occuparsi di zingari e froci .. frasi simili le sento nei commenti di "compagni" ai fatti di questi giorni su Radio Popolare.
E' qualcosa di peggio del fascismo quello in cui stiamo vivendo, è uno spietato Darvinismo sociale, è il modello del Grande Fratello, non quello di Orwell, ma quello della Marcuzzi, in cui vinci "nominando" qualcuno ... qualcuno da mettere fuori con il televoto.
Popolo Rom sei stato nominato ed il 70% degli italiani ha televotato per metterti fuori della casa.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
il gruppo non governativo EveryOne ( chi sono ) ha condotto un'indagine il loco per verificare le circostanze del presunto rapimento, l'articolo è lungo e molto circostanziato, per chi legge in inglese vi rimando alla fonte
- Anti-gypsy sentiments out of control in Italy. The truth about the kidnapping in Naples, per i pigri la traduzione dell'articolo.
Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il "comitato" di Ponticelli è pericoloso. "Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l'episodio," continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, "ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice.Una nota solo a margine, Angelica non è nemmeno Rrom, solo una ragazzina Slava capitata nelle maglie di onesti condomini della palazzina " che si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli ".
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Diciassette anni (forse) vissuti per strada, mendicando con un cuginetto di otto anni, un figlio in Romania presso la madre, questo è quello che a stento riesce a raccontare di se stessa.
Di certo non sembra proprio che avesse bisogno di un'altra bambina; forse è entrata in quell'appartamento a Ponticelli per rubacchiare qualcosa per sopravvivere; o forse ... e la cosa è più inquietante ... perché qualcuno le aveva fatto capire che c'era da ricevere qualche straccio. Speriamo che il giudice minorile sappia ascoltare, capire, farci capire.
Io mi rifiuto di considerare Angelica un mostro.
Nota dell'ANSA ripresa dall'Espresso è tutto quello che è dato sapere di lei:
Assistita dall´avvocato Rosa Mazzei e da una interprete, la ragazzina è stata interrogata dal giudice per 90 minuti. Risposte apparse contraddittorie: «Chiedo l´elemosina», ha detto senza saper spiegare dove. Ha sostenuto di essere andata in via Principe di Napoli perché una persona (che non ha identificato) le aveva detto che avrebbe potuto ricevere abiti usati. Ha affermato di aver bussato al citofono anche se il cancello era aperto. «Non sono entrata in nessuna casa, non sapevo che ci fosse una bambina - ha sostenuto - è uscita una donna e ha cominciato a gridare ma non sapevo perché, non capisco l´italiano». Confuso anche il racconto su un bambino che, ha detto, chiedeva con lei l´elemosina. «È il figlio di mio fratello, ha otto anni. Dov´era? A casa», ha risposto, ma poi ha sostenuto che il bambino si era allontanato per la confusione. Ha raccontato di essere arrivata in Italia un mese fa, ma dagli atti risulta essere stata arrestata per furto ad aprile. «Ho una figlia che sta in Romania con mia madre», ha riferito._________________________
Victoria Mohacsi, è ungherese, è di etnia Rom ed è un parlamentare europeo.
Ha il compito di l'incarico di monitorare le condizioni di vita dei 150 mila gipsy che vivono in Europa per conto del Parlamento Europeo. Anche invitata dai Radicali sta ispezionando i campi nomadi di Roma, Castel Romano e Casilino 900.
La situazione che sta trovando non è delle felici, l'Italia è in ritardo di decenni rispetto alle stesse direttive europee in tema di inclusione sociale.
Riprendo da Repubblica:
Dice a proposito di chi vive nei campi:Ricordiamo che in Italia almeno la metà degli "zingari" sono Italiani a tutti gli effetti e sono di etnia Rrom e Sinti e che l'Italia, è inadempiente rispetto al riconoscimento del diritto di minoranza linguistica. Che come "zingari" sono discriminati nell'accesso al lavoro."Ho visto più di mille persone che vivono in condizioni orribili. Soprattutto nel secondo campo (Casilino 900 ndr) non sono garantite le minime condizioni di igiene e di sicurezza. Non c'è acqua, non c'è corrente elettrica, le persone vivono in baracche fatiscenti, umide, sporche, tutto è assolutamente precario. Sono negati i diritti umani e civili basilari come l'assistenza sanitaria e l'accesso alle scuole. Non esiste nulla di simile negli altri paesi europei".
"Per lo più bosniaci, kosovari, slavi, gente che è qui da decenni. E, ripeto, non hanno ancora un documento di identità o per l'accesso al servizio sanitario".
Che ci sono "zingari" immigrati dai balcani a più ondate, che sono in Italia anche da 40 anni, e comunque dalla dissoluzione della ex Yugoslavia, gran parte nati in Italia e comunque condannati a non avere un documento o una cittadinanza, non hanno più un paese di origine alle spalle. L'Italia non prevede lo ius soli, un bambino Rrom nato in Italia, magari da genitori nati in Italia, non è Italiano e non è serbo, bosniaco, croato ... è solo uno "zingaro apolide" senza diritti senza un paese a cui ritornare. I figli degli Italiani nati in USA, in Argentina hanno goduto dello ius soli, la cittadinanza nel paese di nascita, ed anche il diritto di conservare quella Italiana.
L'inclusione sociale significa anche il rispetto delle culture altre.
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Su Liberazione Rina Gagliardi pubblica un lungo e bell'articolo sulla travagliata storia delle popolazioni gitane e del loro rapporto con le culture dominanti europee.
Una storia di un popolo ed una cultura perseguitato da sempre, schiavizzati, sottoposti a pogrom, accusati di ogni nefandezza, soggetti a leggi razziali fino all'olocausto nazista (il “Porrajmos”, in lingua romany), e non dimentichiamo leggi razziali italiane ed all'azione di rastrellamento e sterminio dei Rrom nei Balcani da parte degli Italiani insieme agli Ustasha croati.
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Gianni Alemanno è andato in visita al Casilino 900 ed ha dichiarato:
"Quello che ho visto oggi nei campi nomadi autorizzati - ha sottolineato il sindaco, che ne vuole chiudere almeno 65 abusivi - non si vede neppure in Medio Oriente, nei campi profughi palestinesi, in Nepal, nelle parti più estreme del terzo mondo".questa è una buona notizia, sono mesi che la comunità europea stigmatizza l'Italia sul Casilino 900, ne ho parlato anche su questo Blog mesi fa.
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