Home

Advertisement

Previous Entry | Next Entry

beckett keaton me
Il blog di Sinistra Democratica ha pubblicato un mio articolo "La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la sinistra, i Rom e i Sinti" che riporto qui di seguito.

L'articolo è stato ripreso da vari blog e la cosa mi fa molto piacere.

L'interesse di Sinistra Democratica all'argomento è uno splendido segnale per un soggetto politico che sta facendo uno sforzo ammirevole per fondare le basi per un nuovo modo di far politica.

Oggi sono stato all'Assemblea "Le primarie delle Idee", e questa voglia di nuovo e di partecipazione era  evidente negli interventi dei militanti.
Moderatore è stato Moni Ovadia e già la sua sola "patriarcale" presenza è incoraggiante per chi mette al primo posto l'eguaglianza tra gli uomini e la lotta al razzismo.

Una sinistra che superi gli schematismi di schieramento e riparta dai militanti di base e dalla società civile e dalle idee fondanti di un pensiero democratico, progressista, laico e dalle enunciazioni alla prassi politica è quello che ci vuole per il nostro paese.

Faccio gli auguri a questo nuovo soggetto politico e porto il mio piccolo contributo.


--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la sinistra, i Rom e i Sinti.

Quando il governo ha dato corso alle promesse elettorali sulla sicurezza ed ha messo in scena le azioni repressive contro “zingari”, in particolare la sciagurata campagna della raccolta delle impronte ai bambini, nel popolo della sinistra si è colto qualche segnale di indignazione e s’è fatta strada l’idea che alla gente Rom e Sinti venisse negato qualcuno dei diritti fondamentali dell’uomo previsti dalla Dichiarazione Universale e le immagini dei roghi di Ponticelli hanno creato dolore e sconcerto facendo prendere coscienza che il razzismo del nostro paese è una realtà concreta.

Poi è arrivato l’attacco alla scuola, la crisi economica e nei sondaggi la paura della povertà ha sostituito l’ansia per la presenza dei Rom; il risultato è stato che di Ponticelli e di impronte non si parla più.

Ovvero, la litania contro il governo “che prende le impronte ai bambini rom” e rimasta nelle frasi fatte negli articoli politici e nei blog, anche se la norma, per l’intervento della comunità europea, è stata ritirata.

Un modo per connotare il governo di destra e delle città amministrate dagli sceriffi quando anche l’opposizione dei Diritti dei Rom sembra essersi completamente dimenticata.

La “crisi” ha fatto ripiombare sul tema dei diritti umani della più grande minoranza europea la cortina di silenzio che grava da sempre.

Non che sia scemato in questi mesi “l’accanimento contro gli zingari”.

L’opinione pubblica continua ad essere ferocemente xenofoba fomentata da una stampa ed una TV spietatamente attive nel creare odio cieco ed ingiustificato allarme.

Da parte sua il governo e le amministrazioni comunali hanno continuato un’azione costante di intimidazione sulla popolazioni rom e sinti.

Continuano di buon passo i piani per smantellare quel poco di sostegno sociale che, malamente, era stato dato per far fronte a progetti di integrazione vecchi di venti anni; come continuano i progetti di rimozione sociale dell’etnia rom da allontanare, marginalizzare, isolare, espellere, nascondere.

Si vanno anche consolidando preoccupanti progetti di allontanamento dei minori dalle famiglie con la creazione dei presupposti ideologici nella società tali da far accettare l’equazione “povertà = perdita della patria potestà”.

Ma non è questa la sede per fare l’analisi puntuale delle discriminazione in corso contro la gente rom e sinti da parte di questo governo e delle amministrazioni locali ne per mettere in evidenza il pensiero razzista insito nella società italiana. Ci sono siti che quotidianamente si battono su questi temi (*) ed a questi vi rimando.

Invece è importante fare il punto sui ritardi della politica italiana in generale e della sinistra in particolare sulla battaglia per l’applicazione della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo per la gente Rom e Sinti in Italia.

Le direttive europee per l’applicazione della Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo.

La comunità europea riconosce che in Europa i Rom e i Sinti sono ancora oggetto, in varia misura, di discriminazione, emarginazione e segregazione.
In Italia, a dispetto da quanto previsto dalle raccomandazioni europee, non c’è un riconoscimento giuridico dei Rom e Sinti come minoranze etnica e linguistica.

 

Su questi temi c’è uno storico ritardo della sinistra che praticamente non ha fatto niente per difendere il diritto all’identità culturale al popolo rom e sinti.
Ritardo è ancora più triste se si pensa che negli anni settanta, in particolare per l’azione di Lelio Basso, la sinistra italiana ha contribuito in maniera determinante alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti dei popoli, espressa nella Carta di Algeri, e fatta proprio nelle direttive dell’ONU e della Comunità europea.

Il tema della identità è centrale per superare l’attuale emergenza civile della discriminazione di una minoranza

 

 

fortemente penalizzata da una oggettiva segregazione economica in gran parte derivante dal pregiudizio etnico.

 

Le raccomandazioni europee per il pieno conseguimento dei Diritti dell’Uomo per la minoranza Rom e Sinti dovrebbero rappresentare un percorso politico per la sinistra italiana.

Nelle raccomandazioni europee si richiede:

Il riconoscimento dello status giuridico dei Rom e dei Sinti

Programmi per il miglioramento dell’integrazione nella società come individui, comunità, gruppi minoritari,

Partecipazione ai processi decisionali a livello locale, regionale, nazionale ed europeo

Garantire, come gruppo minoritario, trattamenti per l’istruzione, l’impiego, l’assistenza medica, i servizi pubblici e situazione abitativa

Mettere in atto azioni positive a favore delle classi svantaggiate quali i Rom ed i Sinti per l’impiego, l’alloggio e l’istruzione

Creare istituzioni speciali per proteggere la lingua, la cultura, le tradizioni e l’identità Sinte e Rom

Combattere il razzismo,la xenofobia e l’intolleranza e garantire in trattamento non discriminatorio dei Rom e Sinti a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale.

Si veda la Raccomandazione N.R. 1557 (2002) adottata da l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, il 25 Aprile 2002 [ http://sucardrom.eu/europa.html#1557 ]

Questo percorso politico sociale, che deve garantire ai Rom e sinti, tra l’altro, l’accesso alla piena cittadinanza ed alla libera circolazione, il diritto all’abitazione, al lavoro ed alla scolarizzazione, deve sfociare nel riconoscimento del diritto alla differenza come valore sociale ed occasione di incontro tra diverse società e culture.

 

 

Occorre aver ben presente che l’etnia Rom e Sinti non è un corpo estraneo in Italia ed in Europa.

Più della metà dei Rom e praticamente tutti i Sinti sono cittadini italiani, radicati nella cultura regionale e nazionale da secoli, e non hanno niente a che fare con il nomadismo.

Su questa parte di popolazione italiana sopravvivono, nella cultura maggioritaria, preconcetti e mitologie che non permettono il superamento delle barriere all’integrazione nella diversità culturale della gente rom-sinti. La “zingara ladra di bambini” ne è l’esempio più eclatante mille volte smentito e ancora ingiustificatamente vivo. Una stampa spesso appiattita sul luogo comune xenofobo, quando non asservita all’interesse politico, non aiuta a modificare i preconcetti di una opinione pubblica prevenuta ed impaurita.

Di contro l’Italia non ha mai fatto i conti con il suo passato razzista.

Un chiaro sintomo, simbolico quanto significativo è la mancanza nella Giornata della Memoria del ricordo dello sterminio dei Rom, (porajmos,divoramento in lingua romanì)

.

I rom balcanici, la cittadinanza e lo jus soli

Se ci sono fortissimi ritardi sul riconoscimento pieno dei diritti dei Rom e dei Sinti italiani, che anzi stanno regredendo per situazione abitativa e per accesso al lavoro, la situazione dei Rom di vecchia e recente immigrazione è particolarmente critica.

Per ben quarant’anni ben poco è stato fatto per approntare politiche di accoglienza rispetto al flusso migratorio dei Rom provenienti dalla area dell’allora Jugoslavia, flusso cominciato negli anni 70 e culminato all’inizio degli anni 90 in concomitanza con la dissoluzione del paese.

A ben vedere l’immigrazione rom dai Balcani è stata costituita da rifugiati per la situazione bellica, etnica e di disgregazione nazionale del paese di provenienza.

La popolazione Rom balcanica paga con l’emarginazione la decennale mancanza di politiche di accoglienza e di inserimento graduale. L’effetto più disastroso è la sciagurata situazione dei grandi dei grandi “campi nomadi” che restano l‘unica possibilità abitativa per queste popolazioni.


Da tener presente che tra i rom di origine balcanica c’è una nettissima prevalenza di persone arrivate giovanissime in Italia o nate in Italia (seconda e terza generazione) che non hanno più alcun legame linguistico e di cittadinanza con le zone d’origine, di fatto apolidi poiché non riconosciuti dalle neo repubbliche balcaniche e che in pochissimi hanno avuto la cittadinanza Italiana.

In Italia non è previsto lo jus soli (cittadinanza per diritto di suolo) e quindi un ragazzo nato e cresciuto in Italia, con la scolarizzazione dell’obbligo e, qualche volta, con un diploma, divenuto maggiorenne si trova quasi sempre nella paradossale situazione di non poter accedere ne alla carta d’identità ne al permesso di soggiorno. Quindi viene loro negato l’accesso al lavoro.

Esiste quindi la necessità di definire una normativa che garantisca la cittadinanza per diritto nascita sul territorio italiano.
Alla estrema destra che raccoglie firme per espulsioni indiscriminate qualcuno dovrebbe spiegare che questa componente non ha altro luogo in cui andare se non l’Italia.

Per questa popolazione, in gran parte apolidi di fatto, non esistevano e non esistono problemi di censimento. Sono infatti da sempre inseriti nell’assistenza sanitaria, nei programmi di sostegno e di scolarizzazione e, per alla nascita, registrati all’anagrafe.

L'immigrazione dei Rom Rumeni

L’ultima parte dell’immigrazione rom, a partire dalla fine degli anni 90 è stata costituita da rom provenienti dalla Romania.

Una immigrazione “alla spicciolata” di piccoli nuclei familiari estremamente poveri, spinti all’emigrazione da una situazione di disagio sociale fortissima nel paese d’origine. Poco propensi a creare una presenza stabile in Italia hanno occupato spazi di sopravvivenza ancora più marginali.

In particolare questa popolazione è dispersa sul territorio in piccoli gruppi, in situazioni abitative precarie ed ha poco a che vedere anche con i campi nomadi.

La sicurezza, le politiche abitative e l'integrazione con il territorio

Intorno all’arrivo dei Rom Romeni, nel frattempo divenuti cittadini europei, è montato un allarme sociale spesso immotivato che ha travolto anche le popolazioni preesistenti. Tra l’altro i numeri sulla presenza rom propagandati dalla stampa e dalla politica all’inizio della campagna di allarmismo seguito al caso Reggiani erano enormemente sopravvalutati, anche rispetto alle stime in possesso delle autorità all’inizio del 2007, stime che poi si sono rilevate rispondenti alla realtà.

L’effetto è stato che le politiche e gli inasprimenti introdotti dal decreto sicurezza rischiano di fermare il processo, lentamente iniziato di inserimento nel tessuto sociale di tutte le popolazioni rom e sinti,, ormai di fatto italiana, ledendo i diritti di base di persone già fortemente marginali nel tessuto economico.

La politica proposta dal governo e dalle amministrazioni comunali, incentrata sull’isolamento sociale, tende a non superare la logica dei megacampi.
Anzi si tende ad “istituzionalizzare” il disagio e l’emarginazione sociale mediante la segregazione abitativa.
Questo non aiuta la risoluzione di un problema essenzialmente di carenza di diritti per l’etnia rom, e non risolve neanche i problemi legati all’illegalità verso cui una popolazione priva di fonti di sostentamento e di possibile inserimento nel mondo del lavoro viene sospinta.

La politica abitativa è essenziale per creare fattori di inserimento sociale.
Oggi, ad esempio una ragazzina rom del famigerato Casilino 900, una vera favela, va a scuola con classi di ragazzi del quartiere, va dal medico di base, quando sarà trasferito il campo al di fuori del raccordo anulare, secondo il progetto Alemanno, si troverà a far scuola in un container tra soli bambini rom ed ad essere assistita da un medico della croce rossa, in una situazione di militarizzazione e di isolamento.

 

La rappresentanza politica e l'autodeterminazione

Ultimo ma non meno importante punto è quello della rappresentaza politica del mondo Rom e Sinti. Prevista dalla normativa europea è forse l'aspetto più disatteso del processo di integrazione del contesto italiano.

Fino ad oggi le comunità Rom e Sinti non hanno mai avuto una voce diretta per esprimere le proprie posizioni ne per governare e partecipare all'impostazione dei processi di integrazione.

Una politica realmente aperta al rispetto dei diritti dell'Uomo deve necessariamente aprire degli spazi di rappresentanza sia alle organizzazioni che aggregano la complessità etnica, nazionale e culturale delle genti Rom e Sinti, sia aprirsi ad accolgiere singoli esponenti provenienti da questa cultura minoritaria.

La politica deve diventare anche luogo di incontro perché si possa arrivare all'obiettivo dell'integrazione nel rispetto della diversità culturale.

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Fonti
 

FEDERAZIONE "ROM SINTI INSIEME"

È la maggiore organizzazione di autorappresentanza delle numerose associazioni del mondo Rom e Sinti si esprime tramite il un blog istituzionale [ http://comitatoromsinti.blogspot.com/ ].

Sucar Drom

è un blog [ http://sucardrom.blogspot.com/ ] ed è la voce dell’Istituto di Cultura Sinta, e dell’associazione Sucar Drom e costituisce la fonte più vivace sull’argomento.

Di particolare utilità è il sito istituzionale di Sucar Drom [ http://sucardrom.eu/home_it.html ] che raccoglie la documentazione essenziale per capire e cominciare a conoscere le Minoranze Nazionali ed Europee Sint e e Rom e per definire gli obiettivi per il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza. Utilissimo è il quadro legislativo [http://sucardrom.eu/legislazione.html], che a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, riporta la vastissima legislazione internazionale, europea, italiana, regionale che dovrebbe garantire a questo popolo dignità ed eguaglianza ed è invece largamente disattesa.

RomSinti@Politica

È il vivace e combattivo blog di gran parte del direttivo della Federazione Rom e Sinti Insieme [ http://coopofficina.splinder.com/ ]

 

Mahalla

 

è una finestra sulla galassia rom, raccoglie e segnala notizie da tutto il mondo con una specifica attenzione ai temi della difesa dei diritti dell’uomo. http://www.sivola.net/dblog/



... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/
hidden side - View my most interesting photos on Flickriver



Comments

(Anonymous) wrote:
Dec. 14th, 2008 07:44 pm (UTC)
Blog da osservare
Innanzitutto complimenti per il blog, ha i controcoglioni! Hai mai osservato questo:
http://spillamy.splinder.com/
non ti ricorda qualcosa?
Il mondo è piccolo, la blogosfera pure! Magari diventate amici, ciao!

il Russo
[info]noblogo wrote:
Dec. 14th, 2008 07:49 pm (UTC)
ei grazie.
Grazie "il Russo", stima ampiamente ricambiata.

Non avevo mai visto :-), grazie anche per la segnalazione, non si inventa mai niente!
(Anonymous) wrote:
Dec. 15th, 2008 12:08 pm (UTC)
lettura a Roma
Si è svolta a Roma una lettura collettiva della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, evento promosso dalla Provincia di Roma. Sebbene sia innegabile la valenza retorica di una simile manifestazione, ben venga se può servire ad avvicinare le nuove generazioni ad una maggiore consapevolezza della propria e dell’altrui dignità di esseri umani. Zingaretti (”http://www.nicolazingaretti.it/pages.asp”) faceva notare che non sono molti i nostri connazionali che conoscono realmente il contenuto della Carta, puntualmente bistrattata oltretutto nella maggior parte dei paesi che l’hanno sottoscritta. Per cui, trovo che qualunque manifestazione che contribuisca ad inculcare il senso di una coscienza civile della quale oggi (in un generalizzato clima di intolleranza (”http://www.agi.it/cronaca/notizie/200811220900-cro-rt11007-art.html”)) noi italiani sembriamo privi, costituisca in ogni caso un segnale positivo, al di là degli intenti meramente celebrativi.
[info]noblogo wrote:
Dec. 15th, 2008 12:59 pm (UTC)
Re: lettura a Roma
Condivido in pieno le considerazioni di Nicola Zingaretti, che si è speso personalmente per promuovere l'anti-razzismo.

Ma passato il momento della celebrazione di un'idea è importante passare all'attuazione.
Sono necessarie politiche concrete che diano realizzazione agli indirizzi della Carta.

Cyber-hidden-space



_________________________


_________________________



_________________________


nopacchettosicurezza



_________________________



_________________________

Dijana Pavlovic
Questo Blog sostiene
Dijana Pavlovic

_________________________




hidden side - Flickriver


Statistiche



technorati blog authority

Mi trovate:

  • con discrezione su
    twitter e su Facebook
  • come animatore di Dinamiche Flickriane
  • scelgo flickr RSS
  • hiddenside tumblr
  • leggo aNobii


  • BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

    Tags

    Page Summary

    Latest Month

    July 2009
    S M T W T F S
       1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031 
    Powered by LiveJournal.com
    Designed by Tiffany Chow