Da Repubblica un articolo di MIRKO PEDDIS.
Ai genitori piace Facebook. Anche per "controllare" i figli.
Molti adulti sostengono che sia il modo ideale per comunicare con i loro ragazzi.
Ma tanti adolescenti non accettano le richieste di "amicizia" di mamma e papà.
(Del resto come eravamo asserragliati noi alla loro età anche se avevamo solo un telefono o delle lettere di carta da scrivere, diari, segreti, riviste nascoste sotto il letto).
Seguono gli adolescenti cammini e temi, usano linguaggi, che difficilmente noi adulti siamo in grado di comprendere ed accettare, lontani on-line e off-line.
La rete non c'entra niente con questo, non è causa e non è effetto;
La rete non può essere neanche una soluzione per avvicinare le generazioni.
Internet non abbatterà nessuna frontiera;
Ciascuno continuerò a seguire i propri personali percorsi e non incontrerò ne il figlio adolescente, ne l'aborigeno di Guzzanti, ne chi la pensa diversamente.
Internet continuerà a rafforzare microculture, piccole e grandi intolleranze, enclave identitarie.
Internet garantisce la sola funzione fatica della comunicazione e per questo viene usata, per rafforzare l'autoaffermazione identitaria.
Il distacco dai genitori è un passaggio obbligato dell'adolescenza, la costruzione identitaria richiede la rottura anche simbolica dei percorsi di comunicazione, la marcatura del territorio che deve essere necessariamente altro.
In questo Internet è uno strumento utile ... di NON COMUNICAZIONE.
Funziona come strumento di non-comunicazione nei percorsi di coppia, quando i partner hanno vite sociali divergenti in rete.
Per isolarsi dal lavoro e dalla vita aziendale, quando è via di fuga dai colleghi e dal capoufficio, come Fracchia nei sogni mostruosamente proibiti.
I nostri figli non ci vogliono su facebook,
come noi non vogliamo incontrarci moglie e suocera
o peggio ancora il ministro Brunetta o il capo o il collega.
Per questo continuo a pensare a Codice Internet, ed alla missione di spiegare la rete a chi non la usa, come ad una gran castroneria ... come spiegare 40 anni fa ai "genitori Matusa" l'uso del mangianastri Philips per rompere il distacco generazionale tra Carosone e Gian Pieretti.
Molti adulti sostengono che sia il modo ideale per comunicare con i loro ragazzi.
Ma tanti adolescenti non accettano le richieste di "amicizia" di mamma e papà.
Articolo sensatissimo ... i profeti alla "Montemagno" continuano a raccontare una rete che non esiste.
Sono mistificatori anche più di Bruno Vespa, con l'aggravante che loro la rete la conoscono.
Non esiste un cyber-space come terra promessa di incontro e di scambio.
Esistono infiniti percorsi in rete divergenti che sono il proseguimento dell'icomunicabilità della vita off-line.
(Del resto come eravamo asserragliati noi alla loro età anche se avevamo solo un telefono o delle lettere di carta da scrivere, diari, segreti, riviste nascoste sotto il letto).
Seguono gli adolescenti cammini e temi, usano linguaggi, che difficilmente noi adulti siamo in grado di comprendere ed accettare, lontani on-line e off-line.
La rete non c'entra niente con questo, non è causa e non è effetto;
La rete non può essere neanche una soluzione per avvicinare le generazioni.
Internet non abbatterà nessuna frontiera;
Ciascuno continuerò a seguire i propri personali percorsi e non incontrerò ne il figlio adolescente, ne l'aborigeno di Guzzanti, ne chi la pensa diversamente.
Internet continuerà a rafforzare microculture, piccole e grandi intolleranze, enclave identitarie.
Internet garantisce la sola funzione fatica della comunicazione e per questo viene usata, per rafforzare l'autoaffermazione identitaria.
Il distacco dai genitori è un passaggio obbligato dell'adolescenza, la costruzione identitaria richiede la rottura anche simbolica dei percorsi di comunicazione, la marcatura del territorio che deve essere necessariamente altro.
In questo Internet è uno strumento utile ... di NON COMUNICAZIONE.
Funziona come strumento di non-comunicazione nei percorsi di coppia, quando i partner hanno vite sociali divergenti in rete.
Per isolarsi dal lavoro e dalla vita aziendale, quando è via di fuga dai colleghi e dal capoufficio, come Fracchia nei sogni mostruosamente proibiti.
I nostri figli non ci vogliono su facebook,
come noi non vogliamo incontrarci moglie e suocera
o peggio ancora il ministro Brunetta o il capo o il collega.
Per questo continuo a pensare a Codice Internet, ed alla missione di spiegare la rete a chi non la usa, come ad una gran castroneria ... come spiegare 40 anni fa ai "genitori Matusa" l'uso del mangianastri Philips per rompere il distacco generazionale tra Carosone e Gian Pieretti.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 






Comments
Saluti
Nicola
Ho 2 figli di 8 e 10 anni e non capisco perchè la Rete debba essere uno strumento di distacco tra genitori e figli. Che dici?
A presto,
Monty
Per il distacco dai figli aspetta che siano adolescenti e vedrai, la rete, la tv, la musica, il motorino, la porta della stanza, le amicizie ogni cosa sarà usata come strumento di distacco, noi ci chiudevamo nelle nostre stanze per ascoltare musica incomprensibile ai nostri genitori e per parlare al telefono inascoltati.
I tuoi figli tra un paio d'anni useranno la rete per cercare la loro strada il più possibile lontana dalla tua, come del resto è anche giusto che sia, e come hanno già fatto i nostri che abbiamo figli più grandi.
Abbraccione da padre a padre,
M