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beckett keaton me
Il marketing piramidale è un termine che indica un particolare modello commerciale e di marketing non sostenibile,
che implica lo scambio di denaro primariamente per arruolare nuove personalità nel modello,
solitamente (ma non sempre) con lo scambio di beni o servizi.
Marketing piramidale - Wikipedia

Nella forma più essenziale e più bieca abbiamo le catene di Le catene di Sant'Antonio
In pratica chi arriva per ultimo viene fregato.











Dalla new-economy alla neo-new-economy.
Ritorno a fare qualche riflessione su un fenomeno che vedo montare in maniera strisciante quello della "neo-new-economy" o economia della felicità.

La new-economy applicava il modello del marketing piramidale dell'entusiasmo per il business, rappresentato come facile accesso alla ricchezza ... la falsa promessa andò a scapito degli investitori e parzialmente agli addetti del settore.
Questa prima utopia del paese di bengodi in cui tutti si sarebbero arricchiti è finita nel gran botto della bolla speculativa.

Ora in maniera strisciante si vanno diffondendo, anche sfruttando l'entusiasmo per le possibilità del web 2.0, una neo-new-economy con premesse ideologiche leggermente diverse.

Dai guru della nuova la catena di Sant'Antonio viene promessa "felicità per tutti" e qualcuno accenna ad una delirante utopia dell' "economia della felicità".
I cacciatori delle user generated felicity
la felicità non si misura con google analitycs
Vittime siamo noi coltivatori diretti dell' "User generated content" che cerchiamo in vano di misurare la nostra felicità, il nostro successo nel social network, ma poco male ... se qualcuno si illude che la società convergente porti felicità peggio per lui.
Il marketing piramidale insito nelle social network, con l'ipocrita filosofia dell'"economia del dono", innesca le catene di Sant'Antonio del mutuo riconoscimento, in cui a guadagnarci alla fine sono esclusivamente i soggetti che gestiscono le piattaforme di social network, a noi non restano che pochi hit, commenti, contatti umani spesso ineteressati e la disgregazione sociale e l'illusione di esistere.

Più grave è la perdita di significato di quello che diciamo in rete ... ma di questo ne parliamo un altra volta.
La nascita del cognitariato
Un altro aspetto del mondo falsamente utopico della neo-new-economy è quello dello sfruttamento degli addetti ai lavori.
Un meccanismo molto ben individuato già ai tempi della New Economy.
Ad esempio da Bifo Berardi (La fabbrica dell'infelicità), che teorizza che per gli addetti alle nuove tecnologie l'identificazione tra gli spazi mentali ed i mezzi di produzione produce meccanismi di alienazione molto più drammatici di quelli della vecchia società industriale.
Bifo parla del "cognitariato" come classe e come oggetto di sfruttamento.
Piccoli guru crescono,
ma anche no, in fondo basta un Makizushi
per essere felici
E' una visione fosca ... quella della neo-new-economy come fabrica di infelicità.
visione che sembra contraddetta ascoltando su twitter il cicaleccio entusiasta dell'avanguardia della generazione web 2.0 che vive tra i widget di facebook, un sushi bar, un barcamp, una palestra ed un gruppo di flickr.
Questo piccolo popolo autoreferenziale, spesso di blogger di successo, mi è simpatico e lo seguo con distaccato affetto ... radical, libertari, entusiasti ...
maestrini per caso di una mistica (in)consapevolente masochista, vissuta con auto ironia e forse (spero) con disinganno.
Questa comunità, autoreferenziale per elezione e innamorata dell'ossimoro, è ormai avviata ad uno "schema di Ponzi" autistico.
Dall'edonismo Reganiano all'edo-masochismo Obamiano.

I modelli del nuovo sfruttamento
quando l'alienazione del cognitariato si somma alla tragedia del precariato.

Tornando al tema del cognitariato io vedo in campo meccanismi di vero marketing ideologico che stanno cercando di vendere ad una massa di giovani (assuefatti allo stare in rete come (unico) mezzo di auto realizzazione e sfruttati dal precariato a vita) l'illusione che l'essere flessibili prima o poi sarà la chiave dell'accesso alla felicità, ed a una (modesta) sicurezza economica.

Nei vecchi modelli industriali era chiara la distinzione tra lavoratore ed impresa ... per non dire tra sfruttamento / sfruttatore.
La polverizzazione del lavoro, le catene di sourcing, sommate alla precarizzazione aggiungo alla alienazione del lavoro l'alienzazione dal luogo mentale lavoro.
La non appartenenza al lavoro diventa una tragedia perché isola gli individui, mina i principi di solidarietà e di appartenenza ad un gruppo.

Viene venduta la "meritocrazia" come valore ... mentre è la moneta sociale che premia l'appartenenza al modello del marketing piramidale delle strutture organizzative ... che sono basate sul "dare la sola" a chi ti sta sotto e fingere l'aquiescenza con chi sta su.
Da un modello Sfruttatore/Sfruttato che era della società industriale ad una catena di Sant'antono dello sfruttamento ...

In questo scenario in cui sarebbe necessario una ricerca di consapevolezza sul lavorare, sull'appartenenza al luogo di lavoro, si muovono piccoli e grandi profeti della flessibilità.

Profeti delle nuove "etiche" amorali del lavoro
Una discussione che si sta sviluppando su "stakastagista' Blog" mi ha fatto notare come ci sia chi si muove con disinvoltura tra i blog che lavorano sulla "precarietà" cercando di diffondere, con studiate tecniche di micro-marketing l'etica e l'utopia pataccara dell'economia della felicità.

Un buon esempio è un certo Buzzurro, giovane rampantello che si affanna a vendere la filosofia del "precariato flessibile e felice" facendo un pressing stretto su tutti i blog che parlano del tema.
Sembra una campagna di comunicazione ben definità, del resto è orchestrata dalla società del detto Buzzurro che come mission ha proprio la comunicazione online ed il lobbying.
Quale sia la lobby è facile dirlo, visto che che il Buzzurro si muove come esponente dei giovani imprenditori della Confindustria e come collaboratore della Cattedra di Opinione Pubblica dell’Università della Sacra Croce (Opus Dei).

A dire il vero la strategia di comunicazione di "tanta mente" non sembra neanche tanto geniale.
Si è inventato un sito con la lavagna dei buoni e cattivi ... spiegando:
a) quali siano i comportamenti virtuosi (il flessibile piegarsi, credo a 90°, alle logiche del marketing piramidale della felicità) e quelli perniciosi (che è poi sono quelli di difesa dei diritti sindacali, della solidarietà tra i lavoratori)
b) la lista dei siti buoni e cattivi in base al punto precedente.

C'è da temere nella propaganda nello stile del giovane opus-yuppy?
Non direttamente ... non smuoverà una coscienza.
C'è invece da temere dal fatto che i meccanismi decisionali nelle aziende sono oggu saldamente in mano a chi condivide l'etica amorale (perfino non cristiana) e cinica della piramide della teo-neo-new-economy.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/
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Comments

( 24 comments — Leave a comment )
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 01:48 am (UTC)
Dispiace vedere ...
... come con il tuo intervento rimarchi solamente il fastidio che hai avuto nell'essere finito nella lista delle Menti Precarie. Come parziale consolazione, come sai si può sempre cambiare lista: settimanalmente viene fatta una revisione della posizione, anche nel tuo caso se dovessi dire qualcosa di + flessibile e meno precario sarai certamente spostato di posizione, quindi può stare sereno e dormire sonni + tranquilli da ora in poi.

Per il resto, Flessibili e Precari parla solo per Flessibili e Precari, se avesse voluto parlare per confindustria, la sacra croce, o per daniele lo avrebbe fatto - non è un mistero che anche lui faccia parte insieme ad altri ragazzi come partner tecnico del nostro Board di Gestione, lo puoi trovare su linkedin, facebook, e via dicendo - il link che segnali è abbastanza datato.

Gli faremo comunque sapere della tua segnalazione, gli farà piacere sapere della tua pubblicità.

http://www.flessibilieprecari.org
wrote:
Jul. 8th, 2008 12:02 pm (UTC)
Re: Dispiace deludere
Mi spiace deluderti sono un vetero comunista inflessibile e per niente precario.
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 12:21 pm (UTC)
Re: Dispiace vedere ...
certo che ridurre un post ampio, argomentato, documentato e con l'unica pecca [per il commentatore flessibileeprecario] dell'essere indiscutibilmente critico, alla banalizzazione del "te la sei presa perché sei finito nell'elenco dei cattivi" è un esempio lampante di quanta poca abitudine ci sia a discutere sui concetti e sulle idee.
O si parla per slogan o per elenchi puntati e numerati o si finisce nelle liste dei buoni e dei cattivi.
Mi aspetterei qualcosa in più da chi promuove COTANTO cambiamento cultural-social-economic-psicologico.
stefa.tumblr.com
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 12:35 pm (UTC)
Re: Dispiace vedere ...
Sai che c'è anonimo?
E' che non c'è bisogno di essere comunisti per trovare quello che F&P afferma un enorme cumulo di minchiate. Persino una liberale come me su quel sito si fa un sacco di risate.
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 12:42 pm (UTC)
Re: Dispiace vedere ...
Carissimi precari, posto che per me i flessibili son solo dei tubi, Vi chiederei la cortesia di aggiungere il mio tumblr alla vostra lista dei precari.
Il tumblr è baku.tumblr.com.
Precario perché non viene aggiornato correntemente.
E visto che la lista dei "precari", nel Vostro ridicolo sito, è chiaramente la lista dei "cattivi", Vi prometto che parlerò malissimo di Voi.
Grazie in anticipo,
Bak
wrote:
Jul. 8th, 2008 12:30 pm (UTC)
La lista dei cattivi precari si allunga
on solo il solo a fare una connessione tra Flessibili e Precari ed il cripto-marketing confindustriale.
Ad esempio su Kilombo … un portale precario … viene lanciato questo post: [con preghiera di diffusione] Disinformazione Confindustriale, che poi riprende questo post: .::Bloggoanchio::.. La lista dei cattivi si allunga anche perché il post e l’informativa sta cominciando a rimbalzare in giro per i blog cattivissimi, precarissimi, comunistissimi.
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 02:11 pm (UTC)
Triste ignoranza ...

... è quella che continua a far definire ad alcuni di voi flessibili e precari per quello che non è.

I precari non sono ne buoni ne cattivi, cosi come i flessibili: sono solo precari, è una questione di cervello e di atteggiamenti verso la vita, non è una questione di comunismo, destra, sinistra, e altre visioni della vita da prima della fine della guerra fredda di cui qui si può tranquillamente fare una profonda lettura.

Come tutti possono vedere, nella lista delle menti precarie fanno parte allegri comunisti come personaggi confindustriali, uomini del sindacato come manager affermati.

Una mente precaria può essere cattiva, una mente precaria può essere buona, ma è una mente precaria. Ne più, ne meno di questo.

Se volete argomentare sull'argomento, almeno cercate di capire di cosa stiamo parlando.

:-)





La lista dei cattivi precari si allunga



wrote:
Jul. 8th, 2008 03:23 pm (UTC)
Re: Triste ignoranza ... (ma come ti permetti?)
Se c'è qualcuno che non "argomenta sull'argomento" questo sei tu giovane, precariamente flessibile.

Qui hai lo spazio per dire la tua, abbandonando l'apodittica e scostumata supponenza della ripetizione a "pappagallo" delle sciocche righe del vostro sitarello.

Spiega, con parole tue, cosa è una mente precaria, quali le magnifiche sorti e progressive di una falsa flessibilità ... sentiamo che hai da dire.
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 03:27 pm (UTC)
Re: Triste ignoranza ...
mmmmm vediamo un po
[...]
L'IDEA PRECARIA appertiene a una Mente:
* statica
* ferma nelle proprie posizioni
* predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze
* poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere
* solitamente convinta di saper fare solo perchè conosce la teoria
[...]

Sarebbe interessante sapere come arrivi[ate] a questa definizione
dal momento che la mente che partorisce l'idea precaria è descritta in maniera così tranchant. Lunghi studi sociologici? Ampie ricerche psicologiche?
No, mi interessa davvero!
E siccome i due termini nel linguaggio comune identificano una gran massa di lavoratori, decidere che uno dei due è connotato negativamente, perché ne converrai, anonimoflessibile&precario, non c'è tanto da essere contenti se i maestrini li additano come persone poco curiose, tristi, pigre, statiche, beh la decisione quanto meno esige una spiegazione che vada al di là della tua tristezza per l'altrui ignoranza.
Non foss'altro per evitare il sospetto che qui, gli ignoranti, siano altri.
stefa.tumblr.com
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 03:42 pm (UTC)
Re: Triste ignoranza ...
Capisco perché usi il noi: dietro la tastiera ci devono essere almeno tre cervelli totalmente in disaccordo per mettere insieme tutte quelle parole in libertà.

"non è una questione di comunismo, destra, sinistra, e altre visioni della vita da prima della fine della guerra fredda di cui qui si può tranquillamente fare una profonda lettura."

TU-PARLARE-NOSTRA-LINGUA?
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 04:25 pm (UTC)
Re: Triste ignoranza ...
Il tempo è poco purtroppo.

Un altro blogger critico ci ha fatto domande simili, gli è stata data una risposta oggettiva:

http://www.haloscan.com/comments/bloggoanchio/17727364/

Potete dare un'occhiata qui se volete alle nostre risposte.

:-)

Un saluto
(Anonymous) wrote:
Jul. 8th, 2008 10:07 pm (UTC)
Re: Triste ignoranza ...
Purtroppo veramente.
Visto che di risposte, anche lì, nemmeno l'ombra.
Se non un inutile "la butti in politica, sei troppo
ideologizzato, blablabla".
Ancora una volta, nessuna spiegazione. Neanche un accenno.
E poi, capisco che per te[voi] una risposta valga l'altra,
vista la deliziosa abitudine a dividere il mondo [delle idee, certo...]
in due, ma sai [sapete] che c'è?
Le persone sono diverse, molte, diversamente
pensanti, con molteplici idee e attitudini, desideri, aspettative,
indipendenti dall'inquadramento lavorativo, e una risposta NON vale l'altra,
così come una critica NON vale l'altra e una persona NON vale l'altra.
Incredibile eh?!
Però complimenti per le sfumature di colore delle matite
sul vostro sito. Dirò al mio art director di tenervi d'occhio,
certo non per capacità dialettiche, ma insomma non si può certo
pretendere da chi giudica e affibbia etichette con questa facilità anche l'onestà
intellettuale di spiegare poi i criteri del giudizio e dell'etichettatura.
E' stato istruttivo.
stefa.tumblr.com
wrote:
Jul. 8th, 2008 10:44 pm (UTC)
Tu non hai tempo e vieni a far perdere tempo a me?
Comunque eccole le "Vostre perle di saggezza" lasciate su bloggoanchio, non voglio far perdere tempo ai miei lettori ne far perdere loro la "qualità" di quanto va scrivendo in giro Flessibili e Precari (ma chi sarete mai per parlare con il voi? la santa inquisizione? il Ministro della Propaganda? Il MinCulPop?)
______________________________

Ancora un errore, vi sfugge qualcosa.

Qui non si sta parlando di lavoro, o meglio non solo di lavoro.

Si sta parlando di menti.

Una mente ha dei diritti? Una mente ha delle tutele? Oppure non ne ha?

Non è un quesito che ci poniamo, lasciamo ad altri la questione.

Abbiamo delle valide leggi che spiegano a tutti noi quali sono i diritti di ciascuno, e quali sono le tutele di ciascuno.

Le parole "flessibili" e "precarie" nascono certamente dal mondo lavorativo, ma si possono abbinare a molti aspetti della vita quotidiana.

Se una persona ha atteggiamenti precari nel lavoro, li ha spesso anche nella vita ad esempio.

Il nostro tema e la nostra vision è legate alle idee, e alle menti che le creano. Queste idee e le rispettive menti sono molto ben rappresentate dai blog, che sono espressione degli stessi.

Noi le listiamo e le cataloghiamo secondo i criteri che noi sempre indichiamo, e sono gli stessi per tutti, senza favoritismi: per noi comunisti e confindustriali partono e sono allo stesso livello, se entrambi hanno menti frizzanti e dotate delle caratteristiche che indichiamo.

Non ti devi in questo far confondere dagli errori interpretativi dati da

http://noblogo.livejournal.com/4....com/ 49554.html

il quale ha centrato tutto il suo intervento su assiomi sbagliati di base, riuscendo solo a far capire di non aver capito nulla.

Ha interpretato la firma tecnica che ha realizzato il nostro sito - quella della ditta di uno dei nostri membri, daniele - come una verità assoluta facente parte di noi, mentre quella è solo la vita di daniele, che noi non condividiamo tutti. Anzi, tra noi c'è anche un giovane sindacalista ad esempio, e un membro ex-DS e partner di un assessore in una giunta con comunisti dentro.
wrote:
Jul. 8th, 2008 11:36 pm (UTC)
La mia doverosa (?) risposta,
Stendo un velo pietoso sulla sintassi precaria (chi si mette in cattedra, almeno, dovrebbe saper scrivere in italiano).

Dici:
"Qui non si sta parlando di lavoro, o meglio non solo di lavoro. Si sta parlando di menti."

Ma la classificazione dei siti "cattivi" è prevalentemente relativa a blog impegnati nella difesa dei diritti del lavoro; sarebbe accettabile la confutazione di tesi sul lavoro da parte vostra,
invece,
vi arrogate il diritto di dare un giudizio sul pensare, peggio sulle "menti" degli altri non in base alla discussione dialettica delle idee ma in base ad uno schema aprioristico.

La frase è indicativa di intolleranza e dogmatismo, è fascismo intellettuale ...
su queste autorità pensate di avere il diritto di dare della "mente statica e ferma nelle proprie posizioni" a qualcuno?

Caro il mio "bronzai di Torquemada" la fermezza sulle posizioni dialettiche e l'intransigenza sulle questioni di principio (ed i diritti del lavoro sono dei principi fondanti la nostra costituzione) non significano affatto staticità ma rigore morale.

Non vi sfiora minimamente che nelle tre righe di manifesto:
* predisposta a richiedere prima diritti di lavoro che a dimostrare le proprie competenze
* poco predisposta a considerare il proprio stipendio in funzione degli obiettivi da raggiungere

Ci siano delle premesse ideologiche forti e sbagliate.
Nel vostro rampantismo individualista da due soldi non vi sfiora l'idea che chi, in ambito lavorativo, "richiede i diritti" si basa su dei principi "non negoziabili" di SOLIDARIETA', EQUITA, GIUSTIZIA, principi che travalicano l'interesse del singolo.

Proiettate sugli altri la vostra personale meschinità ed il vostro arrivismo delineando un modello sociale basato sul darvinismo.
Chi si batte per i diritti in genere dimostra estrema flessibilità ideologica, anteponendo il bene collettivo a quello individuale, e una fermezza morale che ne fa tuttaltro che una mente precaria.

Non vi sfiora l'idea che il raggiungimento degli obiettivi dipende dalla capacità dell'impresa di garantirli a tutti gli stakeholder (compresa la collettività ed i dipendenti) ed è un dovere etico e deontologico (due parolacce per la vostra filosofia) la difesa di tali obiettivi che diventano diritti inalienabili.

Siete voi le menti precarie, caro il mio F&P, pesanti come macigni e statici esponenti di una ideologia egoista ed opportunista.

Quando al metodo di propaganda, parlate di "chi sa fare invece di chi conosce solo teoria"
e vi ritrovate nella disastrosa situazione di NON saper fare, di NON saper scrivere, di NON avere una qualsivoglia conoscenza teorica di quello di cui provate a parlare.

Venite in casa di gente che ha pratica professionale decennale, studi teorici e titoli, a pontificare dal basso di una ignoranza abissale?
Non sapete mettere due parole in croce e volete giudicare LA MENTE di qualcuno?

Abbiate il coraggio di affrontare una discussione e vediamo dove è la staticità: se nella fermezza di chi difende diritti o nella insipienza di chi, come Voi, è capace di proporre solo un dogmatismo da tre soldi per proporre tesi idiote sulla pelle degli altri (parlo dei precari).

Dite anche:
"Noi le listiamo e le cataloghiamo secondo i criteri che noi sempre indichiamo",

Certo che comunisti e confindustriali devono sentirsi gratificati dall'essere giudicati da esegeti capaci di cotanta frizzante loquela, [la CEPU che danni ha prodotto].


Spero infine per te (voi) di non essermi sbagliata nella mia ipotesi, cioè che state facendo una marchetta per l'imbecillotto Buzzurro, che maldestramente vuole accreditarsi in confindustria; è uno scenario patetico ma giustificabile dalla necessità di sbarcare il lunario per dei poveri cristi senza arte ne parte.

Perché se fosse vero il contrario, una iniziativa da voi autogestita per fini "scientifici", lo scenario sarebbe tragico ... giovani imbecilli allo sbaraglio a riempire il blog gratuitamente di quelle che con un benevolo eufemismo si possono definire "fregnacce".

Aspetto con ansia le tue/vostre/loro "frizzanti" argomentazioni.
(Anonymous) wrote:
Jul. 9th, 2008 12:10 pm (UTC)
Re: La mia doverosa (?) risposta,
Sembra che per essere una persona che aveva poco tempo da perdere di tempo ne hai perso non poco.

;-)

Scherzi a parte, le tue opinioni sono per te rispettabili, e onestamente non è un qualcosa che ci mettiamo a discutere, perchè a noi non interessa farlo.

Noi non giudichiamo, noi listiamo. La dialettica dell'assegnazione della lista è quella copiosa contenuta in quello che ciascuno di noi, di voi e di tutti dice nel proprio sito/blog/etcetc.
Ti abbiamo listato per quello che sembri ad oggi esprimere, e sembri essere pienamente nel target. Se il target cambierà, saremo le persone più felici del mondo nel farti cambiare target.

Essere listato nei "precari" non vuol dire essere tra "i cattivi", vuol solo dire essere tra quelli che hanno una mente "precaria". Ne più ne meno di questo.

Quello che definisci "rigore morale" dovrebbe essere un qualcosa che storicamente debba poter aver visto un'affermazione e una forza sociale tale da renderlo quel che è. Le idee che rappresenti, come molte altre del resto, non sono proprio il caso in questione. Se preferisci dargli un nome, la potremmo chiamare "ostinazione culturale" mista a "regressione storica".

Per il resto, è la fenomenologia del "chiedere prima di dare" che è sbagliata a priori, e questo vale per tutto, dal mondo del lavoro a qualsiasi altra cosa.

I principi di cui parli sono quelli della nostra costituzione, inviolabili, ma non vanno strumentalizzati, interpretati e usati a proprio uso e costume, come spesso hanno fatto e fanno tutt'ora diversi pensieri, movimenti e partiti politici di ogni colore e provenienza.

Sull'origine sociale e storica del fenomeno detto "fascismo", consigliamo di andare cauti, in particolare a chi come te, persona di sinistra schierata, proviene proprio dalle stesse origini primarie di questo.
wrote:
Jul. 9th, 2008 12:22 pm (UTC)
Re: La mia doverosa (?) risposta,
Non azzardatevi a cambiarmi di lista!

Essere nella lista dei cattivi, in base alla vostra Vision, è una controprova dell'essere dalla parte del giusto, o almeno di provarci.
(Anonymous) wrote:
Jul. 9th, 2008 04:50 pm (UTC)
Re: La mia doverosa (?) risposta,

A discapito della tua età, si deve comunque riconoscere che almeno su te stesso un po di sana ironia la sai fare ...

:-)))))))))))))
wrote:
Jul. 9th, 2008 05:05 pm (UTC)
Re: La mia doverosa (?) risposta,
discapito? ...

Ma perché usi le parole a casaccio?
Devo aprire una sottoscrizione per regalarti un vocabolario?

Potevi dire
"nonostante la tua età" ed usavi una forma piana ma sintatticamente corretta
"in barba alla tua età" ed usavi una forma idiomatica più colorita anche se logora
"pur se vegliardo" ed ti avventuravi dignitosamente sul terreno della retorica faconda
"an vedi er nonno" e colorivi con il vernacolo

"a discapito di" non c'entra, non c'entra proprio.
(Anonymous) wrote:
Jul. 10th, 2008 03:08 pm (UTC)
Noio vulevàm savuàr
E perché, dove mettiamo perle di nonsense come:
"La dialettica dell'assegnazione della lista è quella copiosa contenuta in quello che ciascuno di noi, di voi e di tutti dice nel proprio sito/blog/etcetc."
?

Usano lemmi così flessibilmente che manco Saussure ci saprebbe ritrovare il legame tra significante e significato.
wrote:
Jul. 10th, 2008 04:29 pm (UTC)
Re: Noio vulevàm savuàr
Sicuramente, caro anonimo, gli amici F&P classificherebbero Nanni Moretti che dice:
- ma come parli? Le parole sono importanti! -,
come "mente precaria".
[info]ortodicarta.wordpress.com wrote:
Jul. 11th, 2008 10:15 am (UTC)
Gran bell'articolo complimenti. Oddio, adesso mi mettono sulla lista dei cattivi? :)
Quello che non capisco è: perchè un aggregatore di blog deve distinguere tra categorie "filosofiche" se non per fini di discriminazione (da dizionario: differenziare, distinguere ecc... )sulla base di un' "etica" soggettiva? Di conseguenza, se si fa una discriminazione netta sulla base della propria etica (dichiarata nella differenza di concetto "flessibile" VS. "precario")bhè... IDEE flessibili precarie... siete una delle più grandi stronzate da "sono un piccolo markettaro con aspirazioni di crescita". No, così, tanto per fare anch'io delle discriminazioni...
wrote:
Jul. 11th, 2008 12:01 pm (UTC)
sorrido
ciao ortodicarta ... forse non finirai nella lista dei cattivi di F&P ma sicuramente nella mia lista di letture quotidiane.
[info]ortodicarta.wordpress.com wrote:
Jul. 11th, 2008 12:19 pm (UTC)
Re: sorrido
Quindi: nella lista dei cattivi subito! Evviva!
Non mi ero firmato vero? Scusa.
Saluti
Nicola
[info]ortodicarta.wordpress.com wrote:
Jul. 21st, 2008 10:32 am (UTC)
Re: sorrido
Sfiga! Sono finito nel nè carne nè pesce... la cosa più divertente è che io manco lavoro...
Saluti
Nicola
( 24 comments — Leave a comment )

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