E' giusto ricordare con gioia la caduta di quel muro della vergogna che divideva il fallimento di una utopia dall'occidente.
L'Europa ha alzato un altro muro, sono le politiche sulla migrazione.
In 21 anni, cercando di superare quel muro fra la guerra,la povertà, lo sfruttamento, i regimi totalitari, e la "libera" Europa hammo trovato la morte 14.860 persone,
Di queste 4.183 hanno trovato la morte nel canale di Sicilia negli ultimi 15 anni.
Quest'anno sono già morte nel canale di Sicilia 425 persone ... tre Muri di Berlino.
In questo momento due barconi con quasi cento persone a bordo sono in balia del mare forza 6 e senza soccorsi.
Festeggiamo la caduta del muro di Berlino.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
![]() | Continuano a Bologna le proteste e la solidarietà delle donne, femministe e lesbiche di Bologna con le/i migranti detenuti nel CIE di di via Mattei a Bologna. Particolarmente forte la voce contro il sistema CIE come strumento repressivo e di violenza sulle donne migranti: Armate di microfono, cartelli in cui affermavamo “meno Cie = meno stupri”, slogan e interventi in più lingue, abbiamo ribadito ancora una volta la nostra volontà di non essere complici del razzismo istituzionale e la nostra attiva solidarietà con le donne migranti che si ribellano dentro e fuori dai Cie. Vi rimando al Blog di Vincenza Perilli per leggere della manifestazione del 4 novembre. Marginalia: Noi non siamo complici: |

... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
COMUNICATO STAMPA
“Ti comunico una intimidazione, devi accettarla per forza”
Ieri 3 novembre un nuovo inquietante episodio nei confronti dei profughi di Piazza Oberdan in lotta, evidenza la prepotenza cui sono soggetti da esponenti delle forze repressive.
Alcuni rifugiati, che in questi mesi hanno partecipato alla lotta sono stati fermati nel pomeriggio nei giardini presso Porta Venezia per un controllo da una pattuglia di Carabinieri.
Dal controllo è risultato esistere per uno di essi – Zeraie – la lettera di intimidazione che già nel maggio scorso era stata inviata ad altri rifugiati, ed in particolare a Paulos (portavoce dei rifugiati), in cui si minacciava la revoca dello status del diritto di asilo se non si “ cambiava condotta”.
In sostanza una minaccia per non farli continuare nella lotta.
Una minaccia che si era rivelata un abuso e che la stessa Commissione nazionale asilo ha respinto a suo tempo.
La cosa più grave è che a quanto ci è stato riferito nel momento in cui si è consegnato questo avviso informazione si è preteso che Zeraie lo firmasse a forza, nonostante egli non riuscisse a comprenderne il significato perché non tradotto in una lingua a lui comprensibile.
Di fronte al suo rifiuto di firmare (suo sacrosanto diritto) Zeraie ha riferito di aver subito maltrattamenti e di essere stato costretto a firmare con la forza e solo in seguito a ciò rilasciato.
Ci rivolgiamo a tutti perché si faccia luce su questo ulteriore abuso.
Utilizzeremo le vie legali perché ciò avvenga e venga tutelata la intergità ed i diritti dei profughi di Piazza Oberdan.
Milano 04/11/2009
COORDINAMENTO STOP RAZZISMO

... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
ROMA - Non c'é alcuna emergenza criminalità fra gli immigrati. E' falso e sbagliato quanto pensano sei italiani su 10 secondo i quali gli immigrati sarebbero portatori di insicurezza. Il tasso di criminalità degli immigrati regolari, in Italia, è "solo leggermente più alto" di quello degli italiani (tra l'1,23% e l'1,4%, contro lo 0,75%) e addirittura è inferiore tra le persone oltre i 40 anni. Di fatto, sono dati "equiparabili". Lo afferma - dati alla mano - una ricerca, presentata a Roma nella sede della Fnsi, sulla criminalità degli immigrati realizzata da Caritas-Migrantes e dall'Agenzia Redattore sociale.
Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose riguarda la condizione di irregolarità; tra il 70% e l'80% degli stranieri denunciati, infatti, sono irregolari. Il reato commesso da 4 stranieri su 5 (87,2%) ha a che vedere con la violazione della legge sull'immigrazione.
In generale, però, non esiste alcun legame fra l'aumento degli immigrati regolari e l'aumento dei reati in Italia: tra il 2001 e il 2005, mentre gli stranieri sono aumentati di oltre il 100%, le denunce nei loro confronti sono cresciute del 45,9%.
E' falso, quindi - sottolinea la ricerca - dire che il tasso di criminalità degli immigrati è di 5-6 volte superiore a quello degli italiani. "E' esagerato - ha tenuto a precisare Franco Pittau, coordinatore del dossier sull'immigrazione Caritas-Migrantes - insistere sull'emergenza criminalità, sono affermazioni da cui gli italiani escono male". Sull'attività criminosa degli irregolari, i ricercatori affermano che su queste persone "incidono" i reati relativi alla condizione stessa dell'irregolarità. Gli irregolari delinquono soprattutto per reati di microcriminalità; è molto alta l'incidenza degli immigrati come vittime di reati da parte di altri immigrati. In particolare, per i reati violenti tale incidenza oscilla a seconda delle fattispecie tra un quarto e un sesto del totale. La ricerca precisa che il reato commesso da 4 stranieri su 5 (87,2%) ha a che vedere con la violazione della legge sull'immigrazione. Nel 2005, i reati in materia di immigrazione sono stati 21.996; di questi 19.189 sono stati commessi da stranieri, compresi gli irregolari. Gli immigrati pesano poi per l'81,7% nei reati relativi alla tratta e al commercio di schiavi; per il 74,4% alle false dichiarazioni sull'identità; per il 60,8% alla riproduzione abusiva di registrazioni cinematografiche; per il 39,5% nei furti; per il 34% nel traffico di stupefacenti. Risulta molto bassa invece l' incidenza degli stranieri sul totale delle denunce per altri tipi di reati: rapine in banca (3%) o uffici postali (6%), evasione fiscale e contributiva (5,8%), omissione dei contributi previdenziali (8%), associazione per delinquere (10,6%). In sintonia con i risultati dell'indagine anche la portavoce dell'Unhcr, Laura Boldrini, per la quale nel nostro paese non esiste alcun "assedio. I numeri sono modesti rispetto ad altri paese dell'Ue".
UNHCR: NESSUN ASSEDIO IN ITALIA - Gli sbarchi di irregolari in Italia sono appena il 13% delle entrate illegali: "non c'é quindi alcun assedio". Lo ha sottolineato Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr, alla presentazione della ricerca sulla criminalità degli immigrati. Nonostante questi "numeri modesti rispetto ad altri paesi dell'Ue - ha proseguito - noi italiani ci sentiamo a disagio di fronte agli stranieri, di fronte ai richiedenti asilo, persone vittime loro stesse di violenze, di guerre, di regime. Eppure, i messaggi che ricevono gli italiani sono di altro tipo, sono messaggi poco attenti e fuorvianti la realtà. Di quel 13% che sbarca sulle coste italiane, nel 2008 il 75% è rientrato fra i richiedenti asilo (riconosciuto al 50%). Nonostante ciò, queste stesse persone ci fanno paura. Sono persone che liquidiamo con la parola clandestino: un linguaggio che non rende giustizia. La parola clandestino andrebbe messa a bando". Boldrini ha spiegato che i rifugiati nell'Ue sono due milioni e mezzo, in Asia 17 milioni, in Africa 10 milioni; "quindi l' 80% delle persone sradicate dal loro paese vive nel sud del mondo, non è vero che vogliono venire tutti in Europa". I rifugiati in Germania sono 600 mila (7 ogni mille abitanti), nel Regno Unito 300 mila, in Francia 150 mila; in Italia si stima ("non ci sono censimenti") 47 mila, lo 0,7% ogni mille abitanti. "Se non si parla agli italiani senza schemi, pregiudizi e luoghi comuni - ha concluso la portavoce dell'Unhcr - non si aiuta a comprendere questi fenomeni"
Immigrazione, Caritas: l'80% dei reati da irregolari - Cronaca - ANSA.it
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
I CIE visti con gli occhi delle donne ... donne che dicono no al silenzio che diventa complice.
M a r g i n a l i a: Un altro presidio itinerante verso il Cie di via Mattei: noi non siamo complici!
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Dopo la manifestazione nazionale contro il razzismo del 17 ottobre, 2500 migranti di Caserta e Castel Volturno sono rimasti a Roma in presidio permanente fino a lunedì 19 ottobre, ottenendo l'apertura di un tavolo di trattativa con il governo per l'allargamento della sanatoria e per l'applicazione reale del diritto d'asilo.
Una grande mobilitazione a cui abbiamo contribuito aprendo le porte del centro sociale Strike (insieme ad altri spazi sociali, case occupate e parrocchie della città) con un'improvvisata accoglienza.
Guarda il video e le foto:
http://yomigro.noblogs.org/post/2009/10/2
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Alla sapienza si forma il troncone di corteo del 17 Ottobre proveniente da Caserta e da Castelvolturno.
Gli stessi migranti che hanno manifestato ad oltranza a piazza Bocca della verità fino all'incontro con il governo.
Le lotte dei migranti si saldano con le lotte degli studenti dell'Onda.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Guglielmo Epifani era al corteo della manifestazione del 17 Ottobre contro il razzismo.
La CGIL si è schierata con grande generosità con altre 500 organizzazioni appoggiando una piattaforma che nasce in primo luogo dall'incontro tra il comitato STOPRAZZISMO con il coordinamento migranti.
Su questa piattaforma di antirazzismo radicale c'è stata poi una mobilitazione popolare senza precedenti e finalmente il protagonismo del popolo migrante.
Una mobilitazione che non ha avuto appoggio da parte della stampa, anche quella che era in piazza del Popolo.
Non ha avuto l'appoggio della Politica parlamentare.
L'IdV e soprattutto il Partito Democratico si sono guardati bene dall'appoggiare la manifestazione.
Forse proprio la distanza del Partito Democratico dalle voci dei lavoratori italiani e migranti spiega la necessità dell'utilizzo della molletta verde per far ricordare al nostro segretario di andare a votare per le primarie.
Il partito democratico ha scelto di non rappresentare il popolo che era gioiosamente in piazza;
200.000 persone in rappresentanza di milioni di cittadini italiani e stranieri che non hanno alcuna voce..
(Non ho avuto modo di verificare se Epifani oltre la moletta verde indossasse anche i calzini turchesi).
Alle mollette verdi ed ai calzini turchesi preferisco le vecchie bandiere rosse della lotta di classe e della libertà.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Lettera alla politica e alla società civile dopo la manifestazione del 17 ottobre 2009 Sabato 17 ottobre 2009 alle 14.30, da Piazza della Repubblica a Roma, partiva una manifestazione che in aspetto assomigliava a tutte le altre. Ma la protesta del 17 ottobre, nonostante l'aspetto era molto diversa. Profondamente diversa nella sua essenza stessa. Da 20 anni, dall'uccisione di Jerry Masslo nel 1989 a Villa Literno, fino a oggi di manifestazioni antirazziste in Italia ce ne sono state tantissime. Ma questa è la prima manifestazione nazionale contro il razzismo e contro le leggi razziste convocata e maggiormente organizzata da organizzazioni autonome di immigrati. Gli immigrati non erano soltanto molto numerosi in piazza come è stato segnalato in molti media. Questa volta non hanno fatto solo da porta bandiere o da comparse per portare un po' di colore nel corteo come erano soliti. Questa volta gli immigrati erano l'anima di questa manifestazione. Ma questo fatto, sembra, o non è stato chiaro a tutti o addirittura non è piaciuto per niente. Fin dall'inizio, il “Comitato 17 ottobre” è stato guardato con diffidenza. Ignorato dal mondo della politica e di conseguenza anche da quello dei media potenti. In effetti la manifestazione del 17 ottobre sembra piovuta dal cielo. Ne hanno parlato un pochino alcuni piccoli giornali di sinistra ma timidamente, nelle ultime settimane. Le grosse macchine che di solito mobilitano per le grandi manifestazioni della sinistra (Cgil, Arci...) si sono mossi solo negli ultimi giorni. I partiti più grandi, alcuni hanno fatto finta di niente e altri hanno affidato la questione al loro reparto “immigrazione”, di solito poco numeroso e poco influente. Gli unici a crederci oltre ai comitati degli immigrati sono state piccole organizzazioni, piccoli partiti extraparlamentari, movimenti di base... Che hanno fatto insieme a centinaia di immigrati uno straordinario lavoro di informazione e sensibilizzazione capillare nelle strade, nei luoghi di lavoro, nei luoghi di raduno della gente, quella vera, quella che lavora per vivere, quella che subisce la crisi in pieno. Al punto che negli ultimi giorni le direzioni dei partiti sembra siano state confrontate ad un dilemma importante: o continuare a negare la loro solidarietà e affrontare l'ennesima incomprensione da parte delle loro basi o raggiungere il corteo all'ultimo minuto. E hanno per la maggior parte scelto la seconda soluzione. Alla partenza da Roma ovviamente c'erano tutti, o quasi. Ormai la vetrina era allestita e tutti ci volevano un posto in primo piano. Come al solito, partiti, sindacati e grosse associazioni hanno inondato il corteo di bandiere, magliette, capellini, striscioni, palloncini e chi più ne ha più ne metta. Non si sono fatti sfuggire questa occasione per praticare il loro sport favorito: quello di calpestarsi i piedi ad ogni manifestazione unitaria. L'accordo stabilito, tra il comitato 17 ottobre e le varie organizzazioni presenti, di lasciare la testa del corteo al comitato unitario e di schierare le loro truppe dietro è stato più o meno rispettato dalle basi (anche se numerose bandiere hanno giocato a rincorrersi fino alla testa del corteo). Ma le grosse personalità l'hanno completamente calpestato. Il comitato organizzativo ha dovuto fare la caccia al politico per rimandarli indietro, a stare un po' insieme alle loro basi. Alcuni sono stati richiamati all'ordine varie volte... alcuni sono rimasti testardamente in testa di corteo nonostante le richieste e gli accordi. Una nuova prova se ce ne fosse bisogno che se da una parte la gente “normale” è matura per un nuovo modo di fare e vivere la politica, le classi dirigenti rimangono il principale ostacolo a tale cambiamento. Perché, anche se non si è visto ma, la manifestazione del 17 ottobre ha segnato un nuovo modo di protestare, di fare politica. Ed è giusto che questo cambiamento venga dai comitati di immigrati. L'immigrato nel mondo ricco del Nord in genere e in Italia oggi in modo molto particolare rappresenta il gruppo sociale sul quale le ingiustizie dell'ultra liberalismo arrogante si esercitano con più ferocia. Come l'ebreo nell'inizio del secolo in Europa, come il nero negli Stati Uniti del dopoguerra, l'immigrazione costituisce in Italia una specie di popolo classe utilizzato per colmare i buchi causati dallo sfascio del patrimonio pubblico. Vittime delle vittime. Schiavi degli schiavi. Braccia sfruttabili a volontà a disposizione di piccoli agricoltori, industriali e imprenditori edili strangolati da un mercato controllato dai grandi gruppi che pretendono prezzi sempre più bassi. Servi e serve a disposizione di una famiglia strangolata dalla quasi assenza di welfare e di politiche per la cura di anziani e bambini. Capri espiatori a disposizione di una politica, che non può e non vuole nemmeno più dare risposte ai problemi veri, e che li usa come spauracchio per tenere i cittadini lontani dalle domande vere. Una schiavizzazione cominciata con il rapporto stretto tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno della “Turco-Napolitano” normalmente proseguito nella “Bossi-Fini” per concludersi del tutto logicamente nell'attuale “pacchetto sicurezza”. Rendendo l'immigrato sempre più vulnerabile, sempre più ricattabile. E come nell'Europa del 900 e come negli Stati Uniti del dopoguerra, è dai diritti di chi più di tutti è senza diritti che comincia la lotta per migliorare la vita di tutti. Oggi, in Italia, la lotta per la dignità e i diritti di tutti ricomincia dalla lotta dei migranti. La manifestazione del 17 ottobre non è una piccola sfilata tutta gentile che dice che il razzismo è una brutta cosa e basta. La manifestazione ha un piattaforma. Una piattaforma volutamente radicale. Troppo radicale per chi vuole essere politicamente corretto ma non affrontare mai i problemi alla base. La manifestazione del 17 ottobre chiama quelli tra i politici e i membri della società civile italiana che hanno ancora a cuore i valori della democrazia, della libertà e dell'uguaglianza a tornare alla politica vera. Quella che si fa con la gente vera. Non da Floris, non da Santoro, non da Vespa! Non quella che scalda le poltrone, non quella che si focalizza sui festini e le veline di Berlusconi. Ma quella che parla dei temi che Berlusconi (e credo anche tanti dell'opposizione) non vorrebbe sentire. Quella che tratta delle vere cause della crisi. Che parla di lavoro, di scuola, di sanità, di sociale e ambiente. Di beni pubblici che non devono diventare beni di pochi. Di quella politica che non fa finta che la questione del sociale si ferma ai confini dell'Italia. Di quella che affronta le questioni nazionali e internazionali insieme perché il mondo è più che mai un tutt'uno. Di quella che non nasconde all'Italiano che se le ragazze di Benin City vengono a prostituirsi in Italia è perché la Shell-BP, la Total, la Chevron e soprattutto la Agip hanno ammazzato il mare, i laghi e le terre di cui viveva il loro popolo. La politica vera che non cerca di abbindolare la gente con la storia che “l'immigrazione è una buona cosa. Perché porta braccia alla nostra economia e ringiovanisce la popolazione. ” Come se fosse vero che milioni di persone costrette a lasciare la propria terra fosse una buona cosa. Come se paesi interi che si svuotano della loro linfa vitale fosse una buona cosa. Come se decine di migliaia di bambini che crescono in Moldavia, Romania, Ucraina, Polonia... senza la madre (perché la madre sta ad accudire qualche anziano o i bambini di una altra donna in Italia) potesse essere una buona cosa. Come se fosse una buona cosa che un ragazzo che nasce a Bamako e che non ha, per poter almeno sognare un vita dignitosa, altra scelta che attraversare il deserto a piedi e poi il mare su una qualche imbarcazione di fortuna per, se sopravvive... venire a vendere accendini a Brescia. Come se per ringiovanire la popolazione italiana non ci sarebbero modi per permettere ai giovani di avere bambini e poterli crescere senza paura e senza che sia un fardello insopportabile. Come se anche la produzione dei bambini si potesse delocalizzare verso luoghi dove viene a costare meno. A tutto questo richiama la piattaforma volutamente radicale del 17 ottobre. Richiama ad una politica che si autorizza a ripensare il mondo e non si limita a gestire soltanto quei pochi spazi lasciati a loro disposizione dal mercato e dalla finanza internazionale. Richiama a un ritorno ai valori. Richiama a ricominciare dagli oppressi. Per ricordare che: i diritti o ce li abbiamo tutti o non ce li ha nessuno. Per far suonare il campanello d'allarme, per dire che non c'è più tempo da perdere. O ci svegliamo e ci decidiamo a cambiare radicalmente prima noi stessi e il nostro modo di pensare e di fare politica o le cose andranno solo peggiorando. Per i paesi poveri prima, per i migranti dopo e poi per tutti. Ma veramente tutti quanti! Si ricomincia dall'immigrato - Divaga-azioni | ||
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
L'intervento di Aboubakar Soumahoro alla manifestazione del 17 Ottobre
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 

Il corteo clandestino
Pierluigi Sullo
[16 Ottobre 2009]
Fateci caso: sabato 17 ottobre, pomeriggio romano popolato di centinaia di migliaia di persone [come lo so il giorno prima? Esperienza e sondaggi: ci sono pullman e treni e calore, attorno alla manifestazione «clandestina» contro il razzismo]. Fino al giorno prima, venerdì 16, nemmeno una riga sui grandi media e in televisione: la manifestazione non esiste. Subito dopo, domenica, e già sabato sera, se al corteo si supererà una certa soglia di presenze, diciamo duecentomila, un titolo sul Tg3, qualche minuto sugli altri tg, un titolo in pagina interna di Repubblica o, se miracolosamente il giornale la cui libertà di attaccare Berlusconi noi tutti difendiamo si renderà conto che il corteo è un bel colpetto all’impalcatura demente del berlusconismo-leghismo, un titoletto in prima. Sennò qualche accenno in cronaca e via. Magari un pezzo in cronaca romana del Corriere della Sera sul traffico impazzito e sui cortei del sabato che non se ne può più.
E’ un film che abbiamo già visto, e che non vincerà premi alla Festa del Cinema di Roma. E’ un film che fa schifo, orrendamente palloso e con protagonisti [i media, i politici] da B-movie della ex commedia all’italiana. Ma vale la pena farci caso. Perché la sostanza è che migliaia di associazioni e reti e movimenti e coordinamenti, un po’ supportati solo da un grande sindacato, la Cgil, e da una grande associazione, l’Arci, ma abbondantemente indipendenti, sono in grado di smuovere una Italia di sotto e di alzare un argine al razzismo di Stato, a quella «clandestinità» che è ormai una metafora dell’esistenza, più che un’arma contro le migrazioni. Siamo molti di più, e più solidi, di quanto ci vogliono far credere.
Carta | Il corteo clandestino
Per conto mio ci sarò.
In barba ai Media che non danno voce a chi non ha voce.
Per cambiare il modo di fare politica.
Per ripartire dalla solidarietà, dall'uguaglianza, dai diritti.
Perché voglio un mondo ed un'Italia diversi.
Manifestazione Nazionale Antirazzista
ROMA 17 OTTOBRE 2009
PERCORSO CORTEO:
proseguirà per: Via Einaudi - Piazza dei Cinquecento - Via Cavour - Piazza Esquilino - Via Liberiana - Piazza Santa Maria Maggiore - Via Merulana - Via dello Statuto - Piazza Vittorio Emanuele - Via Emanuele Filiberto - Viale Manzoni - Via Labicana - Piazza del Colosseo - Via Fori Imperiali - Piazza Venezia - Via del Teatro Marcello - Via Petroselli
CONCLUSIONE Piazza Bocca della Verità
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
In questi giorni mi sono applicato a cercare di capire se una delle tre scimmiette candidate alla segreteria del Partito Democratico si sarebbe avventurata a dire una parola sulla vicenda della firma separata del contratto metalmeccanico.
Per noi lavoratori, la vicenda della firma separata è tutt'altro che marginale. Non è una questione di più o meno spiccioli dati ai lavoratori, quasi come un'elemosina
... NO ....
non è questo, non è solo questo, qui ne va dello stesso modello di rappresentanza dei lavoratori.
Con questa prassi si mette il padronato in condizione di giocare al ribasso ... di "fare la trattativa con chi avanza richieste più morbide" (come giustamente ricordato nell'articolo citato).
La situazione è drammatica e non solo per i metalmeccanici;
sindacati in minoranza, si arrogano il diritto di firmare un contratto più favorevole alla controparte, e la confederazione più rappresentativa viene esclusa dal tavolo.
Tornando al Partito Democratico, avevo l'impressione che l'indifferenza ostentata sulla questione dai tre candidati fosse dovuta ad insipienza politica ...
Anche se su Lavoro e Sindacato:
- non mi aspetto niente da Marino, che per cultura è del tutto alieno al tema
- da Franceschini posso attendermi una contiguità culturale con la CISL e quindi una neutralità sulla questione ... o peggio un asservimento alla logica filo padronale delle Cisl e della Uil
Invece per capire il Partito Democratico bisogna sempre e solo ascoltare D'Alema.
E ieri D'Alema la dichiarazione:
Lo dice Massimo D'Alema a 'Red tv' specifcando che, comunque, gli esponenti della Cgil "hanno il diritto come tutti di partecipare alla politica" e che non "c'e' il rischio di cinghie di trasmissione", schemi che appartengono a un'altra epoca.
Bontà sua ... ci spiega l'imbarazzo con il Partito Democratico incassa l'appoggi di Epifani ed il sostegno a Bersani.
Per carità, ci rassicura D'Alema ... non si pensi che il Partito Democratico abbia radici tra i lavoratori ... deve essere un partito asservito agli interessi degli amici della confindustria.
Amici cari del Partito Democratico ... ma andate tutti a quel paese ... come lavoratore mi rassegnerò a non sentirmi rappresentato per il momento in parlamento ...
come spirito libero godrò come un riccio a sentirvi chiamare immeritatamente "comunisti" dal cavaliere e dalla ormai perpetua maggioranza ... mi sembra una giusta applicazione della legge del taglione.
Foto presa dal Blog de "il Russo", vedi anche l'interessante post sull'accordo.
La foto iniziale è Le tre scimmie sagge, originally uploaded by auggie tolosa.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
17 ottobre 2009 Canti di Libertà ma in che razza de città? Roma!
Mi rivolgo alle donne e agli uomini che hanno riempito piazza del Popolo, 300.000 in un solo giorno, per la Libertà di Espressione, il 3 ottobre.
Mi rivolgo alle donne e agli uomini che hanno caminato in 30.000 a Roma il 10 ottobre, contro l’omofobia.
Mi rivolgo a quelle migliaia di fedeli che riempiono Piazza San Pietro tutte le domeniche, a Roma, e le chiese in Italia.
Mi rivolgo alle donne e agli uomini della Sinistra governativa che hanno dato milioni di voti per la Democrazia.
Mi rivolgo al mondo studentesco tutto, che continua ad essere sfruttato e offeso come il bene più prezioso che è la Cultura.
Mi rivolgo alle donne e agli uomini che chiedono aiuto a braccia straniere per portare avanti la loro esistenza.
Mi rivolgo a chi và ai funerali per piangere i suoi e altrui morti.
Mi rivolgo a chi corre negli stadi, per una partita, un concerto, in migliaia e pagando per lo Spettacolo.
Mi rivolgo a chi ama la Libertà, non quantificabile e non commerciabile.
Mi rivolgo alle persone confinate e senza confine, di tutte le fedi , a quelle che non credono in niente, di venire a Roma, riempire la piazza e le strade
per gridare che l’Italia è contro il razzismo il fascismo e la guerra, non ha paura, lotta e difende il diritto di esistenza di chiunque, per una dignità comune che ci siamo fatti strappare, giorno per giorno, identificando chi dissente, chi non è nato nel nostro Paese, chi ci viene ed è respinto, chi è accolto solo nelle carceri, chi è abbandonato qualunque sia il sesso l’età e la provenienza, alla violenza, reale e legale.
Dalla Sicilia,”sono partiti in nove lo scorso 30 settembre da Palermo, due di loro sono stati piegati dalla stanchezza e dallo sforzo per il viaggio: una lunga marcia sino a Roma che si concluderà sabato 17 ottobre alla manifestazione in Piazza della Repubblica. In queste settimane, i nove marciatori della giusta speranza, due dei quali in sciopero della fame da alcuni giorni, stanno lentamente risalendo l’Italia per lanciare un grido d’allarme contro i fenomeni di xenofobia e razzismo che covano nel ventre molle delle nostre città. In ciascuna tappa del loro lento incedere, passando per Cosenza, Castelvortuno, Rosarno e Caserta, le associazioni antirazziste hanno organizzato incontri pubblici per dibattere sulla vera emergenza di questo paese, che certo non sono i vari “pacchi e pacchetti sicurezza”, bensì il proliferare di azioni di violenza razzista che hanno colpito le comunità migranti che vivono in Italia.
La marcia disperata di questi uomini, è la nostra marcia, la marcia di tutti coloro che combattono per vedere pienamente affermati i diritti dei cittadini stranieri, sistematicamente calpestati da istituzioni sorde e, spesso compiacenti nei confronti dei fenomeni d’intolleranza. La marcia disperata della giusta speranza si concluderà a Roma in occasione della manifestazione per i diritti dei lavoratori, in particolare degli immigrati. I marciatori, al termine della loro fatica, incontreranno le migliaia di persone che, ci auguriamo, saranno in piazza, da una parte, per dire un fermo no al razzismo, no ai respingimenti, dall’altra, per chiedere accoglienza e diritti per tutte e tutti”.
“Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo”.“Il nostro Paese ha gia’ vissuto la vergogna delle leggi razziali: non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo”.
Non bastano le firme, i clic sul computer, non basta diffondere i comunicati, gli appelli: è necessario esserci, con il cuore la testa e le gambe. Tante e tanti, come un fiume incontenibile, che non può essere contato e ridotto in cifre.
Sveglia Libera Stampa e Media italiani, quando volete, siete capaci di fare Miracoli di Comunicazione.
E sia chiaro, non è una passeggiata da ottobrata romana…Scrive oggi Gino Ancona: “E il Potere trionfa sulla solitudine umana e la sua idiozia“…
“E nun sai più s’hai da ride o da tremà . Ma che razza de città? “ Roma!
Gira se la vuoi girà, canta se la vuoi cantà…
Doriana Goracci
17 ottobre 2009 Canti di Libertà ma in che razza de città? Roma! : Giornalismo partecipativo
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Oggi mi arriva una mail (via Nopacchettosicurezza mailing list) da Bologna e da parte di donne in lotta.
La ripubblico integralmente associandola ad una foto scattata in un'analoga manifestazione a Roma.
così esordisce una donna del gruppo di compagne, femministe e lesbiche, salite sul mezzo pubblico in centro a Bologna.
"Porta al Cie. E sapete cos¹è un Cie?".
E comincia a leggere un volantino in cui si denunciano le violenze che le donne subiscono all'interno di questi lager per migranti.
Non è un caso che proprio oggi, in concomitanza con la sentenza del processo per la rivolta nel Cie milanese di via Corelli, a Bologna alcune donne abbiano deciso di andare sotto il lager bolognese di via Mattei, per rendere pubbliche le violenze che le donne migranti vivono all¹interno di questi universi concentrazionari.
Perché proprio durante un¹udienza di quel processo una donna nigeriana ha pubblicamente denunciato il tentativo di stupro subito da parte dell¹ispettore capo e ora rischia un processo per diffamazione.
Ma a ben vedere già con la nascita dei Cpt grazie alla legge Turco-Napolitano del 1998 sono cominciate immediatamente ad emergere le molestie e le violenze che subivano le donne là dentro.
Già il numero 0 di "Corelli anno zero" (quindi nel luglio del 1999!), descrivendo la condizione di vita delle donne rinchiuse nel Cpt milanese, riporta:
Quanti ricatti sessuali avvengano quotidianamente fra quelle mura blindate non ci è dato sapere, ma di tanto in tanto emergono violenze che sono lo specchio fedele di quei luoghi.
E proprio per questo il gruppo di donne salito sull'autobus ha deciso di andare sotto al Cie per denunciare che questi lager, sdoganati in nome della nostra "sicurezza", sono in realtà luoghi in cui la violenza contro le donne trova l'humus ideale, perché queste donne, come gli uomini rinchiusi lì dentro, sono delle non-persone.
"A chi chiedere l¹autorizzazione per andare sotto un lager a dire che quello è un lager, se non a noi stesse?".
Ma la digos non la pensa così e, dopo una mezzora chiama in soccorso tre volanti per convincere il pericoloso gruppo di feroci amazzoni a consegnare i documenti.
"Vi abbiamo fatto fare il corteo contro l'omofobia senza problemi, no?" dice il digos mostrando di non aver capito il senso di Stranabologna " ma questa volta non avete chiesto l'autorizzazione, quindi dovete darci i documenti".
"Ramm' 'o documento ca si no po' t'allamiente", il ritornello è sempre quello e ormai un po' noiosetto...
Ma intanto lo striscione QUI SI STUPRA rimane inesorabilmente aperto, suscitando la curiosità di qualche automobilista che, nel tentativo di capire che stia succedendo, rallenta il traffico nevrotico dell'ora di punta su via Mattei.
Un poliziotto in divisa scatta alle compagne una foto col cellulare.
Lui e i suoi colleghi vengono immediatamente fotografati a loro volta. Intanto partono telefonate alle radio per raccontare la situazione, arrivano chiamate solidali, continuano gli slogan in italiano e in francese.
Ma chi le tiene ste donne?!
Se qualcuno/a pensava che le discussioni su burqa e veli e sulle nostre sorti magnifiche e progressive e soprattutto democratiche avrebbero distratto tutte le donne da ciò che avviene nelle "quattro mura" (ma che coincidenza!) dei Cie, si è sbagliato/a di grosso.
Rotta l'omertà sulla violenza in famiglia, rimangono tante altre omertà e complicità da rompere.
E non è che l'inizio...
Questo il testo del volantino distribuito.
NOI NON SIAMO COMPLICI!
Quante volte, studiando la storia del Novecento, è capitato di chiedersi perché durante il nazismo la gente facesse finta di non vedere quanto avveniva nelle strade delle proprie città rastrellamenti, soprusi, violenze e di non sapere ciò che succedeva nei lager?
E quante volte la risposta è stata ³Io non avrei potuto far finta di niente²?
E allora perché oggi tante, troppe persone, fingono di non vedere quello che succede nelle strade, fingono di non capire gli effetti mortali che il cosiddetto ³pacchetto sicurezza² ha sulla vita di migliaia di esseri umani, fingono di non sapere che nelle città in cui viviamo ci sono luoghi che, per come ci si viene rinchiusi/e e per alcune delle violenze che vi vengono esercitate, ricordano i famigerati lager di stampo nazista?
Questi luoghi si chiamano Cie Centri di identificazione ed espulsione, nuovo nome per i Cpt, Centri di permanenza temporanea, creati nel 1998 con la legge Turco-Napolitano e disseminati su tutto il territorio nazionale.
Da tempo le migranti e i migranti detenute/i denunciano le spaventose condizioni di vita all¹interno dei Cie, le continue violenze e umiliazioni, i pestaggi, le malattie non curate e le morti sospette.
Ciononostante il ministro Maroni ha annunciato recentemente, in nome della ³sicurezza², la
costruzione di nuovi Centri di identificazione ed espulsione.
Hanno provato a raccontarci che nei Cie vengono rinchiusi i ³clandestini² perché gli stranieri sarebbero tutti, secondo la retorica del razzismo istituzionale, criminali e potenziali stupratori, e che quindi, anche senza che abbiano compiuto alcun reato, è giusto che stiano rinchiusi lì anche per 6 mesi per poi venire espulsi dall¹Italia.
Ma noi sappiamo cos¹è la sicurezza di cui ci parlano.
Sappiamo cosa sono i Cie.
Sappiamo cos¹è il razzismo istituzionale.
E sappiamo cos¹è la violenza.
Sappiamo per esperienza che i luoghi pericolosi per le donne sono soprattutto le case in cui viviamo, i luoghi in cui lavoriamo, le canoniche e le questure nelle quali abbiamo la sventura di avventurarci o di essere portate.
E anche le quattro mura di un Cie, dove tantissime donne subiscono molestie, torture e stupri da parte dei loro guardiani.
Umiliazioni e violenze che le donne migranti non hanno mai smesso di denunciare.
Come Raya, una delle donne migranti rinchiuse nel Cie di via Mattei a Bologna, che lo scorso maggio è stata picchiata da un poliziotto in borghese e poi lasciata svenuta sul pavimento sotto gli occhi indifferenti degli operatori della Misericordia, il ³misericordioso² ente che gestisce il
Centro.
O come le donne migranti che nel Cie di Lampedusa hanno intrapreso, all¹inizio dell¹anno, una lunga rivolta per protestare contro i rimpatri, denunciare le condizioni all¹interno del Cie e chiederne la chiusura.
O come la protesta delle compagne di Mabruka, donna di origini tunisine da 30 anni in Italia, che si è impiccata nel Cie di Ponte Galeria a Roma ad aprile pur di non essere deportata, protesta che si è poi estesa alle camerate degli uomini.
O come Joy, una donna africana imprigionata e processata a Milano per essersi ribellata, lo scorso agosto, ad un tentativo di stupro da partedell¹ispettore-capo del Cie Vittorio Addesso e alle condizioni disumane in cui, con altre donne e uomini, era costretta a vivere nel Cie di via Corelli.
Per le sue dichiarazioni Joy rischia, ora, un processo per calunnia, perché nell¹Italia del terzo millennio questi lager non si possono mettere in discussione, e quello che accade lì dentro deve restare omertosamente nascosto.
Proprio come la violenza sessista che le donne subiscono in famiglia e nei luoghi di lavoro.
Noi sappiamo e non vogliamo tacere.
Non vogliamo essere complici delle violenze perpetrate contro le donne migranti in nome della ³sicurezza².
In concomitanza con la sentenza per la rivolta nel Cie milanese di via Corelli, abbiamo scelto di trovarci davanti al Cie di Bologna per esprimere alle donne rinchiuse lì la nostra vicinanza solidale, ma anche e soprattutto
per denunciare all¹esterno quello che accade dentro questi lager del terzo millennio.
E tu? Continuerai a far finta di non sapere?
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
SABATO 17 OTTOBRE DA CASERTA PARTIREMO PER ROMA IN 3.000 PER partecipare alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA.
Dalla provincia di Caserta un grande contributo per la costruzione e per la riuscita di questa manifestazione che ricade nel ventesimo anniversario della morte di Jerry Essan Masslo.
Volendo spiegare e rendere di dominio pubblico le ragioni che portano tanti immigrati, rifugiati, associazioni, sindacati, studenti e cittadini a partecipare a questa manifestazione, vi invitiamo a partecipare alla CONFERENZA STAMPA Mercoledì 14 ottobre alle ore 11.00 c/o il Centro Sociale “Ex Canapificio”in Viale Ellittico n°27
Sarà l’occasione anche per fare un primo bilancio pubblico sui dati relativi alla regolarizzazione appena terminata e per raccontare le difficoltà dei lavoratori immigrati e di come le forze dell’ordine nella provincia di Caserta stanno applicando il pacchetto sicurezza.
Non mancate vi aspettiamo e ringraziamo anticipatamente tutti/e gli/le operatori/trici dell’informazione che interverranno.
info manifestazione 333/4712272
Tarantolati Sud Magazine » Blog Archive » Caserta, centro sociale ex canapificio
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
La compagnia THEATRE ROM
Presenta
MANDRO DROM
(IL MIO VIAGGIO)
Spettacolo teatrale scritto ed interpretato da Antun Blazevic (Toni zingaro)
con la collaborazione di Federica Lobar
Musiche e danza dei Gipsy Balkan e FlorNegra
Ingresso € 10,00
Compreso aperitivo e l’assaggio di specialità tipiche e vino dopo lo spettacolo
Il 24 ottobre 2009 alla Casa dei Popoli “AIASP” alle ore 20.00
(Viale Irpinia, 50 - Roma)
Prenotazione obbligatoria: theatrerom@hotmail.i
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Pd, D'Alema contro Franceschini "Mi attacca per andare sui giornali" - Politica - Repubblica.it
Oggi Franceschini affida a twitter la sua replica: "Epifani vota Bersani perchè al Pd serve un'identità.. Eh, Guglielmo, il Pd ha già scelto l'unita che i lavoratori aspettano dai sindacati...".
Con chi sta il PD di Franceschini?
Si fa amplificatore delle tesi pelose, padronali e distruttive di Bonanni ed Angeletti?
Sono indignato da questa infelicissima frase.
mi pare che Marino non abbia la minima idea delle questioni sindacali ...
E temo che non che ci sia molto da sperare in un Bersani prigioniero di politiche troppo legate alla confindustria.
Forse ha sbagliato pure il segretario Epifani a prendere posizione per la candidatura di un partito che con il mondo del lavoro c'entra sempre meno ... ma l'affermazione di Franceschini dimostra che non c'erano alternative.
Il mondo del lavoro ha bisogno di un partito che lo rappresenti ... e questo PD, chiunque sia il segretario,
è ben lontano dall'esserlo.
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Sabato 17 Ottobre MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA A ROMA , alle ore 14,30 in piazza Repubblica. Facciamo sentire forte la voce di tutti coloro che non vogliono una società discriminante , una nazione che respinge verso la tortura , il carcere e la morte, chi viene qui a chiedere asilo, diciamo NO ad ogni forma di razzismo e discriminazione, NO al decreto Sicurezza .
Per maggiori informazioni e per leggere l’appello per ilo 17 Marzo cliccare qui :
http://www.17ottobreantirazzista.org/
http://www.youtube.com/watch?v=RSouSJ1I7
Renato Natale
Presidente dell’Associazione di volontariato ” JERRY ESSAN MASSLO”
Tarantolati Sud Magazine » Blog Archive » MANIFESTAZIONE ANTIRAZZISTA A ROMA
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 
Altri trenta rifugiati somali sono morti nel mare di Sicilia
... altri "flash", citazioni, foto commenti e link li trovate su TUMBLR http://hiddenside.tumblr.com/ 









