Alla fine degli anni 60 la rete non esisteva, non esisteva la telefonia mobile, non esisteva il Fax, la xerox aveva appena inventato la fotocopia ma era un fatto per gli uffici del pentagono, in Italia la televisione era la RAI delle due reti del democristiano
Bernabei, e non c'erano neanche le radio libere.
Negli anni 60 c'era la cortina di ferro e la minaccia nucleare, c'era l'azione pesante della CIA, c'erano i colonnelli in grecia, c'era il tintinnare di sciabole in italia ... la guerra in Vietnam aveva abbondantemente superato la fase dell'escalation.
Negli anni 60' culture diverse sono confluite, da Trenton a Cicago a Berkley, da Parigi a Roma a Praga, libertà civili, pacifismo, anti razzismo, rivoluzione sessuale, femminismo, ecologismo ... musica e cinema ... una rivoluzione nelle coscienze prima ancora che nella società.






Oggi la rete c'è, c'è da 15 anni,
i ragazzi di 15 anni, sono nati insieme a Mosaic; sono cresciuti con un cellulare nel palmo della mano ed il cicalino di messanger a fargli compagnia nella stanza chiusa a chiave.
Un italiano su venti ha provato ad esporre il suo pensiero con un blog o una pagina su Myspace. I ragazzi molto di più ... e la TV non la guardano quasi, al massimo MTV ed i canali FOX e SKY di varia (dis)umanità ... quelli a cui si aggiunge Current .... ed usano e guardano Youtube ...
Io avevo 15 anni nel 68 ed avevo una percezione del mondo infinitamente più ricca di quella che ha oggi mio figlio ed i suoi amici,
che i giornali e la televisione controllati dal potere non guardano e non hanno mai guardato! Ed Al Gore ci racconta del potere salvifico dei
Media Partecipativi, il modo di comunicare che farà la rivoluzione ... che fermerà il potere della comunicazione controllata ...
Ad ascoltarlo un pubblico eccitato e plaudente di Blogger. Un pubblico per cui la bandiera della libertà informativa sembra solo Beppe Grillo ...
Parlo del rito celebrato giovedì all’
Ambra Jovinelli, dove
Al Gore ha presentato ai blogger italiani
Current con una sfarzosa sponsorizzazione di SKY.
Manifestazione ben riuscita, un’atmosfera elettrizzata nel popolo dei blogger titillato sul suo punto più debole,
l'autoreferenzialità .
Lo slogan di Current, ripetuto in maniera martellante, stampato sulle magliette, ripreso sui trailer e soprattutto ribadito da Al Gore, ha fatto presa sulla voglia di protagonismo dei blogger italiani.
“Ora hai voce anche tu”
Eccitati i blogger, sia
gli entusiasti (
molti di matrice ecologista) sia
i prudenti, che hanno fatto domande, ingenue, sull’effettiva libertà di parola offerta da Current (
che almeno in Italia, si mette all’ombra di Rupert Murdoch).
Nessuno
che metta in discussione il concetto venduto da Current e SKY :
l’informazione diffusa è la panacea per garantire democrazia e libertà d’informazione.
NON E' COSI' - anzi l'illusione di poter comunicare, avere voce, allontana dal capire e soprattutto dall'agire.
Tutti rivoluzionari quando Al Gore fa riferimento alla guerra in Iraq ed alle bugie politico/medianiche, alla situazione Italiana.





E' indicativo che le domande, gli umori del pubblico, non facciano che ribadire la centralità dell’
hai voce anche tu;
alla fine mi sorge il dubbio che, in un contesto popolato da blogger, motivato e fomentato da un trascinatore come Marco Montemagno, coltivato con il meccanismo dell’accreditamento “feudale” per gerarchia di visibilità, pompato dall’approdo in broadcasting su Sky24, si stia facendo l’apologia dell’
“economia dello status”.
Una transazione tra l'illusione di poter avere voce, e quindi riconoscimento, e la sostanziale passività verso il mondo e la politica.
--- Continua ---