U Velto invita tutti a scrivere al Presidente della Repubblica il seguente messaggio:
In questi giorni il dibattito è molto aspro perché alcune norme contenute nel dispositivo legislativo discrimineranno i Cittadini italiani che appartengono alle minoranze sinte e rom perché abitano in beni mobili come roulotte, casemobili, carovane (http://sucardrom.blogspot.com/2009/02/dd
Inoltre, sempre nel dispositivo di legge sono presenti norme che minacciano i diritti umani degli immigrati e dei richiedenti di asilo, come denunciato da molte organizzazioni internazionali.
Per questa ragione Le chiediamo di non firmare il dispositivo di legge e di conseguentemente chiedere al Parlamento un’ulteriore approfondimento per modificare le norme contenute.
Il messaggio può essere inviato con
- un fax a questo numero: 06 46993125;
- una lettera a questo indirizzo: Presidente della Repubblica, Palazzo del Quirinale, 00187 Roma.
Mi associo alla richiesta della associazione Sucar Drom e scriverò al Presidente.
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Alla manifestazione davanti al Senato
RESPINGIAMO IL PACCHETTO SICUREZZA!
Mercoledì 1 luglio, 2009
Edgar Galiano - (comitato migranti) - parla dello sfruttamento come principio motore di queste sciagurate leggi razziali e richiama i lavoratori, TUTTI, ad unirsi contro la legge 733 appena approvata e per una nuovo fronte comune di lotta.
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Parola del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che, in una intervista a Libero, assicura che colf e badanti che sono già nel nostro paese non corrono alcun rischio di finire in manette.
"Qualsiasi studente del primo anno di giurisprudenza - sottolinea Maroni - sa bene che la legge penale non ha effetto retroattivo, pertanto il reato di immigrazione clandestina non si può applicare a chi è già entrato in Italia anche se irregolarmente.
Di conseguenza nessuna colf e badante già in Italia, ripeto anche se entrata irregolarmente, sarà espulsa. Quelle della sinistra sono dunque falsità".
APCOM- Sicurezza; Maroni: Colf e badanti già in Italia non rischiano
La solita ipocrisia della lega e del suo ministro.
a) dopo l’articolo 10 è inserito il seguente:
«Art. 10-bis. - (Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato). – 1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del presente testo unico nonché di quelle di cui all’articolo 1 della legge 28 maggio 2007, n. 68, è punito con l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Al reato di cui al presente comma non si applica l’articolo 162 del codice penale.
Quindi Maroni mente e bara ... ciascuno del quasi milione di stranieri che vive è lavora in Italia, trattenendosi sul suolo italiano, incorre nel reato previsto dallo sciagurato articolo 16.
Non mente Maroni quando dice che colf e badanti non corrono il rischio di finire in manette ...ma non per l'ipocrita posizione sulla retroattività della legge ... ma per il semplice fatto che Maroni, come ciascuno di coloro che hanno votato questa legge e come tutti quelli che nel paese hanno accolto con favore l'apparteid, sanno che la legge NON E' APPLICABILE e serve solo come randello sociale per tenere in schiavitù il migrante.
Il messaggio di Maroni è chiarissimo ... :
appena ti ribelli ... ad esempio provando a chiedere i tutoi diritti presso l'ispettorato del lavoro ...
emergi come clandestina e quindi sarai multata (ti tutto quanto tu possa aver messo da parte in due anni di lavoro) ed espulsa ...
Ecco che le parole di Maroni svelano il vero fine di questa infame legge.
ARBITRIO e DISCREZIONALITA' della LEGGE
APPARTEID
in poche parole SCHIAVITU'
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SICUREZZA: CIR, CON NUOVE NORME PIU' DIFFICILE LA CONVIVENZA CIVILE - Adnkronos Cronaca
Citta' del Vaticano, 2 lug. - (Adnkronos) - In materia di immigrazione l' autorita' dello Stato a stabilire le modalita' di entrata e permanenza sul proprio territorio, e' vincolata ''dalla ratifica dei trattati internazionali e dal rispetto di due principi etici: la tutela della dignita' della persona'' e la convinzione che ''tutta l'umanita', al di la' delle distinzioni etniche, nazionali, culturali e religiose, formi una comunita' senza discriminazioni tra i popoli, che tendono alla solidarieta' reciproca''. Cio' significa che i ''i diritti umani fondamentali, garanti della dignita' della persona, devono essere pienamente assicurati. Analogamente va detto per i doveri, che tutti devono assumersi per garantire la reciproca sicurezza, lo sviluppo e la pace''. E' quanto afferma il Presidente del Pontificio consiglio per i migranti e gli itineranti, mons. Antonio Maria Veglio', in un editoriale pubblicato sul numero di luglio-agosto della rivista dei gesuiti ''Aggiornamenti sociali''.
IMMIGRATI: VATICANO, SOVRANITA' STATO E' VINCOLATA A RISPETTO DIRITTI UMANI - Adnkronos Cronaca
Roma, 2 lug. (Adnkronos) - "Molto soddisfatto per l'approvazione del ddl sicurezza con cui si completa un anno di lavoro" ma anche "rammaricato" per le "falsita'" che sono circolate in merito e che hanno portato l'opposizione a votare contro. E' il primo commento del ministro dell'Interno Roberto Maroni che in Senato parla con i giornalisti del via libera definitivo di palazzo Madama al provvedimento rispetto al quale la minoranza "ha perso un'occasione per stare dalla parte dei cittadini".
SICUREZZA: MARONI, MOLTO SODDISFATTO MA OPPOSIZIONE HA PERSO OCCASIONE - Adnkronos Politica
SICUREZZA: MINNITI, AVREMO UN'ITALIA MENO SICURA - Adnkronos Politica
Roma, 2 lug. (Adnkronos) - "E' il prezzo che il governo paga alla Lega ed e' un danno per il Paese. Qesto Ddl ha per titolo la sicurezza ma in realta' accresce l'insicurezza: nessuna risorsa in piu' e' destinata alle forze di polizia, che anzi vedono quotidianamente aggravarsi i problemi di strutture efficienti e di mezzi, di risorse per straordinari e nuove assunzioni, mentre passano provvedimenti sbagliati, inutili e dannosi". Lo dice il segretario del Pd Dario Franceschini.
SICUREZZA: FRANCESCHINI, DDL DANNO PER IL PAESE - Adnkronos Politica
Sicurezza; Mons.Marchetto(S.Sede): La legge porterà molto dolore
Città del Vaticano, 2 lug. (Apcom) - Il segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti, Mons. Agostino Marchetto si dice "triste e dispiaciuto" per l'approvazione in via definitiva del ddl sicurezza. Una nuova legge che porterà "molti dolori e difficoltà" agli immigrati, dice il numero due sull'immigrazione del governo vaticano. "Anche se si aspettava questa approvazione - afferma al telefono l'Arcivescovo commentando l'ok del Parlamento alla nuova legge - non posso non essere triste e dispiaciuto, con preoccupazioni per la prospettiva che ci si apre dinanzi e a mio avviso porterà molti dolori e difficoltà a persone che per persone che, già per il fatto di essere irregolari, si trovano in una situazione di precarietà".
APCOM- Sicurezza; Mons.Marchetto(S.Sede): La legge porterà molto dolore
IMMIGRATI: L'INDAGINE, 35% RINUNCIA A CURE PER PAURA NORMA CLANDESTINI - Adnkronos Cronaca
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Con la nuova legge gli immigrati irregolari rischieranno il processo. La permanenza nei Centri di identificazione temporanea potrà toccare i 180 giorni (finora il limite era di 60), mentre i cittadini potranno organizzarsi in ronde non armate. Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitti case o locali ai clandestini e per insulti a pubblico ufficiale.
Ddl sicurezza, terza fiducia Al Senato il voto finale - Politica - Repubblica.it
Ieri ero dietro questo striscione,
mi chiedo dove era la sinistra,
dove erano tutti coloro che si richiamano ad un umanesimo laico o cattolico,
dove quelli che ancora credono nella costituzione e nei diritti fondamentali dell'uomo.
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Roma, 1 lug. (Adnkronos) - Il governo ha posto la questione di fiducia sul ddl sicurezza all'esame del Senato. Lo ha annunciato in aula a Palazzo Madama il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.
''La Camera ha approvato poche e limitate modifiche al testo licenziato dal Senato e pertanto il governo -ha spiegato Vito- ritiene opportuno a questo punto giungere alla definitiva approvazione del testo''.
Il voto di fiducia riguarda ciascuno dei tre articoli del provvedimento nel testo approvato a Montecitorio.
Due articoli saranno approvati oggi nel tardo pomeriggio, mentre domani mattina e' previsto il terzo voto di fiducia. Dalle 12 di domani le dichiarazioni di voto e alle 13 il voto finale sul provvedimento
SICUREZZA: GOVERNO PONE QUESTIONE FIDUCIA SU DDL - Adnkronos Politica
Con questo annuncio, largamente scontato, viene superato il confine tra civiltà e barbarie , tra poco più di un ora sarò a manifestare sotto il senato, sarà una manifestazione non rassegnata ma sicuramente triste.
Triste per coloro che credono in una società diversa, solidale, equa ed accogliente.
Ma anche uno schiaffo per il ruolo del parlamento e per quelle forze che, anche facendo scelte politiche di destra, credono ancora in alcuni valori umani , sia per coerente laicità (penso a Gianfranco Fini), sia come portato dei valori cristiani.
Noi in piazza vorremmo ben altro di quello che Fini o il Papa hanno ricordato e che non sto qui a ripetere ...
ma così, con questa fiducia richiesta da questo orrendo governo, anche quel minimo di civiltà giuridica e di valori cristiani che caratterizzavano il paese, quel residuo di democrazia che era nel ruolo del parlamento, se ne va a quel paese.
E' un brutto giorno ... molto brutto ... ma io non mi arrendo, noi non ci arrendiamo alla barbarie.
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PD SERRACCHIANI FRANCESCHINI IL PIU SIMPATICO BERSANI E APPARATO - Agenzia di stampa Asca
A me da il prurito questa generazione così detta "giovane del PD" ... e non certo perché la generazione dei vecchi abbia un qualche merito ... anzi ... da persona di sinistra ho tutto il rancore politico per il male fatto alla sinistra dalle astruse strategie d potere di D'Alema e per il cinico ecumenismo di Veltroni ... una volta gli si sarebbe augurata la pattumiera della storia ...
Ma questi presunti giovani, che poi tanto giovani non sono, quarantenni che sembrano aver imparato la politica dai reality show, che peggio dei vecchi si incartano in valutazioni che sembrano raccontate al confessionale del grande fratello ... e peggio di loro il popolo della rete che li sostiene ... che usa il blog o i forum o facebook come una estensione ipertrofica del televoto ... televoto celibe ... che non da risultati perché la realtà del paese è un altra ...
Giovani che non hanno una riga di ipotesi di futuro da costruire se non quattro slogan messi insieme alla meglio con la tecnica degli ossimori veltroniani ...
Dice la Debora ... :
Come se fare politica prescindesse da costruire una struttura di partito e SOPRATTUTTO dall'avere un programma una idea di fondo, non su come dovrebbe essere questo partito, ma su come deve evolvere la società italiana.
Ma cazzarola ... piombini lingotti o quello che siete ... ci volete dire, una volta per tutte, quale è il vostro di stramaledetto programma?
Ci volete dire una buona volta dove vorreste portare questo paese ... prendendo in mano le leve del partito di centro quasi sinistra ? .... ammesso che abbiate voglia di smetterla di giocare con l'auto rappresentazione della vostra diversità dovuta alla giovinezza trionfante ...
Ed invece continua il gioco del reality in cui non conta il progetto ma quanto riesci a comunicare la tua personalità accattivante ...
Bene, becchiamoci allora un bel Pierluigi Bersani, persona che stimo moltissimo, ma dal carisma di una puzzola con le zecche e perdiamo queste prossime altre quaranta elezioni.
pragmatismo, Flessibilità, Capacità di Adattarsi, Carisma ... sono le doti per vincere il Grande Fratello o per imitare Berlusconi ... non quelle necessarie a cercare di cambiare una società che raduna 100.000 giovani per le selezioni di Amici di Maria de Filippi.
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Oggi pomeriggio la Rete contro il Pacchetto sicurezza si è recata presso la sede dell'Ordine dei Medici di Roma, in via G.B. De Rossi 9, per chiedere una presa di posizione pubblica sul Ddl 733 (Pacchetto sicurezza), che verrà votato in Senato nei prossimi giorni.
Un gruppo di attiviste e attivisti, con striscioni e cartelli: 'Respingiamo il Pacchetto sicurezza' 'Siamo tutt@ clandestin@' , è entrato all'interno della sede e ha chiesto al direttore dell'Ordine, Dino Cosi, di incontrare i manifestanti.
Il direttore ha accettato il confronto con la Rete no pacchetto sicurezza e ha ribadito la contrarietà dell'Ordine al disegno di legge, come precedentemente affermato.
Ha inoltre annunciato la partecipazione dei medici al presidio di domani sotto il Senato alle ore 15.30.
Respingiamo il pacchetto sicurezza
tutte e tutti sotto il Senato
durante la discussione finale del ddl 733
RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA
http://nopacchettosicurezza.noblogs.org
pacchettosicurezza@anche.no
| Omniroma-PACCHETTO SICUREZZA, MOLTI MEDICI DOMANI IN PIAZZA CONTRO DDL (OMNIROMA) Roma, 30 giu - «Ribadiamo la nostra intenzione di non denunciare nessun immigrato che ci chiederà le cure. Confermo che domani anche molti medici saranno in piazza al presidio contro il pacchetto sicurezza». Così ha spiegato Dino Cosi, direttore dell'Ordine provinciale dei medici, che questo pomeriggio ha incontrato una cinquantina di manifestanti della Rete anti G8 che avevano organizzato un presidio con striscioni e volantini sotto la sede dell'Ordine in via di Villa Ricotti. «I cittadini stranieri sono sempre stati garantiti - ha continuato Cosi, sceso in strada tra i manifestanti -. Finora non ci è arrivata alcuna segnalazione riguardante medici che si sono rifiutati di curare un immigrato senza permesso di soggiorno o di segnalarlo alle forze dell'ordine. Al momento, se venissimo a conoscenza di fatti del genere, faremmo partire subito un'istanza disciplinare. Debbo aggiungere però che se passerà la legge che obbliga i medici a segnalare gli immigrati non in regola, a quel punto anche noi avremmo difficoltà a prendere qualsiasi provvedimento». Il presidio è terminato, i manifestanti hanno staccato il loro lungo striscione appeso sotto la sede dell'Ordine che recitava. «Alle nostre identità non serve il permesso di nessuno. No pacchetto sicurezza. No G8. Our identities don't need your permission». |
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Idee per la sicurezza | Debora Serracchiani
Sarà un chiodo fisso, ma il primo parametro su cui giudico un politico che si definisce "di sinistra" è quello del rapporto con il tema della migrazione e della xenofobia.
Con Debora Serracchiani viene facile, mette in ordine le sue 4 idee e la prima è "idee per la sicurezza".
Già questa tassonomia delle idee, appiattita su quella della lega, con l'equazione tutta immaginaria
Poi leggendo il temino sull'idea della sicurezza ... si vede che:
- di idee non ce ne manco una ... ne sulla sicurezza ne sulle politiche migratorie
- che si riprendono, stancamente, i giudizi di Famiglia Cristiana o di Fini sul DdL sicurezza
si ribadisce invece il presupposto ideologico leghista:
la discriminazione tra
Se questo è il nuovo del Partito Democratico ...
| Da: le "mie idee" di Debora Serracchiani | Q uando parliamo di sicurezza, questa la quarta priorità, la mente corre all’immigrazione. La destra cerca di cavalcare le paure dei cittadini, le sollecita, le amplifica. Giusto dire che occorre fermare il lavoro nero e la tratta di uomini e donne che alimentano la criminalità. Si deve combattere l’immigrazione clandestina, sviluppando una politica europea di controllo dei confini dell’Unione. Ma nello stesso tempo occorre favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari. Quando la destra afferma che l’Italia non può essere multietnica, non solo nega una realtà, ma soprattutto lancia un messaggio xenofobo e razzista. Si parla molto dei respingimenti di chi si trova sui barconi o sui gommoni, ma anche tante altre misure, dall’allungamento del tempo di permanenza nei Cie alla tassa per gli immigrati, sono respingimenti. Misure tanto dure quanto inefficaci, come testimonia il fallimento della legge Bossi-Fini. Serve quindi un giusto equilibrio tra la fermezza nell’applicazione delle norme a tutela dell’ordine pubblico e politiche d’integrazione, nella consapevolezza che l’immigrazione è un tema che va affrontato a livello europeo, con scelte mirate e condivise tra i vari Paesi. |
| Oggi Fini a valle dell'incontro con Zapatero | Per Fini «è assolutamente indispensabile distinguere chi chiede asilo politico. I rifugiati non possono essere automaticamente equiparati al clandestino. La equiparazione automatica farebbe venir meno la dignità della persona umana». A tal proposito ha citato la norma sui pronto soccorso nel ddl sicurezza. «Non è accettabile - puntualizza - che venga messa in secondo piano la dignità della persona rispetto alla condizione di legalità o meno del proprio status. |
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MERCOLEDÌ 1 LUGLIO, DALLE 15:30, TUTTE E TUTTI SOTTO IL SENATO
RESPINGIAMO IL PACCHETTO SICUREZZA!Mercoledì 1 luglio, dalle 15:30, tutte e tutti sotto il Senato
Dopo mesi di discussioni, rinvii e voti di fiducia che hanno ignorato ogni forma di protesta, il governo Berlusconi si appresta ad approvare definitivamente in senato il disegno di legge 733, noto come "pacchetto sicurezza": una legge che nega i diritti fondamentali delle persone, siano esse migranti o native.
Il pacchetto introduce il reato d'ingresso e soggiorno illegale, che colpisce le persone migranti, cancellando il loro diritto a esistere, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e alla casa. Se il ddl sarà approvato, chi è senza permesso di soggiorno non potrà più ricevere cure mediche, riconoscere figlie e figli alla nascita, sposarsi o inviare i soldi a casa. Si introducono le ronde mentre in nome del "decoro urbano" continuano gli sgomberi e la ghettizzazione degli insediamenti rom e le aggressioni di stampo razzista e xenofobo. Le ordinanze dei sindaci limitano il diritto a incontrarsi nei parchi e nei luoghi pubblici o a manifestare per le strade e nelle università.
Prima ancora di essere approvato, il pacchetto sicurezza ha già ucciso: dalla donna incinta morta dissanguata a Bari per la paura di essere denunciata in ospedale, alle persone morte nei CIE (centri di identificazione ed espulsione) per le violenze, perché non ricevono un'assistenza sanitaria adeguata o per la disperazione di vedersi consegnare un decreto di espulsione, che significa essere rispedite/i in luoghi di conflitto o nelle carceri libiche, spesso dopo aver vissuto e lavorato duramente e senza diritti per molti anni nel nostro paese.
Ma c'è una parte della società che in questi mesi ha espresso nei modi più disparati il proprio dissenso: medici e insegnanti, migranti, rifugiati/e e richiedenti asilo, scuole d'italiano, donne, femministe e lesbiche, gay e trans, studenti e occupanti di casa, singoli/e e associazioni vogliono respingere al mittente il pacchetto sicurezza e le politiche razziste di questo governo. A Roma, come in molte altre città italiane, si sono moltiplicate le iniziative che hanno denunciato con forza le condizioni di vita nei CIE e la brutalità delle politiche dei respingimenti, protestando contro una legge che, dietro una falsa esigenza di sicurezza, nasconde la chiara volontà politica di gestire in maniera repressiva la crisi che stiamo vivendo.
Crediamo che sia necessario sentirsi tutte e tutti coinvolti in quanto sta accadendo, creare spazi di dibattito sempre più ampi e moltiplicare le iniziative di protesta in ogni città, a partire dalle giornate di discussione e approvazione del pacchetto sicurezza.
Vogliamo prendere la parola, per lottare insieme, italiane/i e migranti, a partire dai nostri territori, perché desideriamo una società aperta all'incontro tra tutte le differenze, perché l'unica sicurezza che vogliamo è libertà e diritti per tutte e tutti.
Respingiamo il pacchetto sicurezza!
Mercoledì 1° luglio, dalle ore 15:30 in poi,
tutte e tutti sotto il Senato
durante la discussione finale del ddl 733
RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

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Da napoletano non ho mai creduto alla storia di Napoli città tollerante ed accogliente.
Mi ricordo i foschi ultimi anni 70, seguiti alla stagione di ripresa del periodo Valenzi, con le ripetute violenze fasciste, e ricordo gli angosciosi anni di fuoco della violenza camorristica, un crescendo durato per tutti gli anni 80.
L'illusione di una Napoli piccolo borghese, falsamente bonaria e "filosofa", di saper galleggiare su un'altra Napoli viscerale, violenta, camorrista, sottoproletaria, ... "senza bagnarsi" ... è un mito antico, falso, coltivato nell'ipocrisia dei salotti.
Un'illusione pericolosa perché ha generato ed alimentato una "partecipe e calorosa indifferenza" tutta napoletana.
Napoli non è una città omertosa, è una città "ferita a morte" dall'indifferenza, soprattutto nella sua borghesia e nella classe dirigente.
«La vita è ciò che ci accade mentre ci occupiamo d’altro» e a Napoli in questi anni ci si è occupati d''altro mentre la vita era dominata dalla violenza della camorra, dalla violenza della disoccupazione e dell'assenza di prospettive, dall'annichilimento dell'economia industriale, turistica ed artigiana.
La parabola politica bassoliniana è figlia di questa indifferenza; indifferenza ben più antica di questo quindicennio ...
Napoli è vittima di quel "silenzio della ragione" che la Ortese già negli anni 50 raccontava facendo indignare gli intellettuali napoletani del dopo guerra ... quella classe dirigente che così presto ha abdicato ad un ruolo di guida, dimenticando l'iniziale tensione morale dell'antifascismo.
La povera Rosa Russo Jervolino, che con la malaugurata frase: «E allora ci penserà il prossimo sindaco fascista, che così vi prenderà più sul serio», pronunciata alla manifestazione di piazza Bellini, si è beccata una sostanziosa valanga di fischi, mi sembra la campionessa dell'attenzione postuma ... che è poi l'altra faccia dell'indifferenza di questa classe dirigente che ha scelto il potere per il potere quando avrebbe dovuto esercitare la guida morale della rinascita.
Gli effetti si vedono poi nel disastro sociale e morale ... a Ponticelli, Torregaveta, Pianura, Castel Volturno, il Duomo, Montesanto, a piazza Bellini... e cito solo a memoria senza neanche sfiorare le voragini della situazione del degrado politico e del potere della criminalità organizzata ...
in poco più di un anno un rosario di episodi in cui la violenza dell'indifferenza e l'indifferenza per la violenza hanno mostrato la faccia di un popolo campano tutt'altro che solidale e l'incapacità di una classe dirigente non dico ad amministrare ... ma a dare un indirizzo ...
Piazza Bellini non è un luogo qualsiasi, è circondato dai luoghi della cultura, musei, conservatorio, accademia di belle arti, università, è uno dei pochi luoghi d'incontro rimasti a Napoli. Il fatto che sia zona franca per quella violenza fascista, che si è impossessata della tifoseria, che è massa di manovra per disordini preordinati, che è contigua alla camorra è un fatto non nuovo e sempre più preoccupante.
Non è un fatto di ordine pubblico e ci vuole ben altro che un paio di telecamere e di una pizza da Bellini o all'antica pizzeria Port'Alba o da Lombardi (delle pizze elencate ammetto di avere una bruciante nostalgia) per cambiare il territorio e la rotta di una città che sta affondando nell'indifferenza.
La Napoli di Maurizio Valenzi fu la dimostrazione che qualcosa di diverso potrebbe essere. Lavorando sul tessuto sociale, sulla crescita e sullo sviluppo. Cercando strade nuove per lo sviluppo proprio nella cultura, nel terziario nel turismo.
In quei fischi, negli slogan dei collettivi femministi, nell'opposizione politica al fascismo, al sessismo, al razzismo alla omofobia ... nella centralità del rispetto della persona e dei diritti può esserci la rinascita di Napoli ... la sinistra Campana dovrebbe capirlo ...
Il racconto della manifestazione lo lascio a Giulio, che è un ragazzo in gamba e viene qui nominato sul campo corrispondente da Napoli di No(b)logo.
- Repubblica - Piazza Bellini, fiaccolata anti-violenza. "Ora le telecamere"
- Repubblica - Iervolino contestata alla fiaccolata
- Decidiamoinsieme -Pensieri del dopo-fiaccolata
- (ami) - Napoli, fiaccolata contro l'omofobia in piazza Bellini. Iervolino contestata
- Napoli Pride - SOTTOSCRIZIONE POPOLARE PER MEDAGLIA VALORE CIVILE PER RAGAZZA AGGREDITA A NAPOLI IN PIAZZA BELLINI, LANCIATA PETIZIONE
- Primo piano - Corteo, sfiorata la rissa - video
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Leggendo la recensione del libro "razzismo democratico" a cura di S. Palidda [su Progetto Melting Pot Europa - per la promozione dei diritti di cittadinanza, una delle organizzazioni più serie per la politica delle migrazioni]
ho scoperto che la copertina è stata realizzata con una mia foto.
Questo è uno dei casi in cui la diffusione virale delle foto è qualcosa che fa piacere:
- perché la pubblicazione, che non ha fini di lucro, è di elevatissimo valore politico e scientifico -
Mi sono fatto vivo alla casa editrice, dichiarandomi come autore, approvando l'utilizzo e chiedendo due copie del volume.
Mi ha risposto Paola, il grafico che ha curato la copertina (che a me piace moltissimo) chiarendomi che aveva trovato la foto sul sito dei Padri Comboniani, dove era stata pubblicata in modo anonimo.
Ho simpatia anche per i padri comboniani che proprio a Castel Volturno (CE) stanno lavorando, nell'ostilità di un territorio che è arrivato a votare una Leghista alle Europee, in maniera intelligente e coraggiosa a fianco dei migranti Ghanesi e Nigeriani sfruttati e discriminati.
Del resto la foto non è tanto mia quanto dei fratelli sans papier, fieri, coraggiosi e allegri che ho ritratto nella manifestazione del 4 ottobre.
Questo è il senso della circolazione copy left delle idee e delle immagini ... dare voce alle parole ed alle idee ... è una cosa, che nella drammatica tristezza dell'orrendo momento politico che viviamo, mi rende orgoglioso e felice.
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Il pacchetto sicurezza, con l'introduzione del "reato di ingresso e soggiorno illegale" crea una frattura sociale tra l'immigrato che è riuscito a districarsi tra la nostra giungla amministrativa e quello che non ha le carte in regola o ha perso con il lavoro il diritto al permesso di soggiorno.
Si stanno facendo campagne su singole tematiche, la sanità, l'anagrafe, ma la realtà è che la legge, costruita intorno ad un incostituzionale, inefficace, ingiusto ed inumano "reato di clandestinità", porta una parte della popolazione migrante in Italia, nella nebbia fitta dell'assenza dei diritti.
Peggio che espulsi condannati a vivere nello sfruttamento e nella arbitrarietà di una ipocrita apartheid non dichiarata.
A questa conclusione è arrivata un centro studi della destra cattolica come Magna Carta, alla stessa analisi è arrivato il Consiglio Superiore della Magistratura, ed i magistrati si rendono conto di essere, dopo i medici spia, i presidi spia, i funzionari dell'anagrafe, essi stessi strumenti di delazione quando sarebbero invece chiamati a giudicare in difesa dei diritti umani e civili dei migranti.
Ma la frattura oltre che sociale tende a diventare istituzionale, infatti si stanno approvando leggi regionali sull'immigrazione, nel Lazio, in Toscana, in Puglia ora nelle Marche decisamente più civili dello scenario delineato dal Disegno di Legge razzista e Xenofobo in approvazione al Senato.
Il consiglio regionale del Lazio se ne rende conto, e ieri, su iniziativa della brava ed attenta Anna Pizzo, ha approvato una mozione che evidenzia i guasti e le fratture che deriveranno dall'approvazione del DdL Sicurezza.
Guasti e frattura che impatteranno anche sulla stessa autonomia delle Regioni , in barba a tutto il fumo speso da questo governo su un finto Federalismo che sa parlare solo la lingua della mancanza si solidarietà.
| Carta | Lazio, mozione in Consiglio contro il pacchetto sicurezza “Contro le norme contenute nel pacchetto sicurezza che renderanno ancora più difficili le condizioni di vita dei cittadini migranti”. Con queste motivazioni la consigliera regionale Anna Pizzo [Sinistra e Libertà], ha depositato oggi in aula una mozione per sollecitare la Regione Lazio ad assumere tutte le iniziative necessarie per scongiurare gli effetti del Ddl sulla sicurezza la cui approvazione è prevista in Senato per il 30 giugno. “La Regione Lazio – ricorda la consigliera – ha approvato la legge sull’immigrazione che prevede il godimento dei diritti fondamentali per tutti i cittadini, anche se in attesa del permesso di soggiorno. Tenuto conto del nuovo regolamento e delle modifiche del Titolo V della Costituzione, riteniamo che il ddl verrebbe a creare un vero e proprio conflitto istituzionale tra la legge nazionale e quella regionale del Lazio. Per questo motivo chiediamo al presidente Marrazzo di valutare la possibilità di impugnare tale legge dinnanzi alla Corte Costituzionale e di richiedere,un incontro urgente con il Presidente della Repubblica”. La mozione, oltre che dalla prima firmataria Pizzo, è stata sottoscritta dal presidente di Sinistra e Libertà Enrico Fontana, dal presidente del Pd, Giuseppe Parroncini, dalla presidente della Commissione Sicurezza Luisa Laurelli e dai consiglieri Massimo Pineschi ed Enzo Foschi. |
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Era una Napoli molto bella quella di Valenzi. La ricordo con nostalgia.
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Giorgio è un ottimo organizzatore, la conferenza dibattito di Campus Rom ha perfino un verbale.Lo pubblico preceduto dal commento di Giorgio.
Relazione sul dibattito finale della mostra “Campus Rom”
Moderatore : Lanfranco Sbardella - Nella giornata conclusiva della mostra Campus Rom Sonopresenti i Ricercatori della facoltà studi urbani Roma 3 in collaborazione con Stalker/on che hanno affrontato l’argomento dell’auto rappresentazione e dei modi di abitare
Tentiamo di capire l’ universo Rom e Sinti e quale sia la simbologia del Campus Rom. -
Lorenzo Romito, Stalker : è stato un percorso di formazione, fatto grazie alla collaborazione di alcune comunità Rom con l’università Roma 3 che talvolta è dedita anche a progetti internazionali. Molti ragazzi dalle altre università europee vengono e si sono formati dandoci una mano. E’un percorso che parte dal basso,dalla condivisione,che ha trovato piccoli agganci con le istituzioni e che è nato in un momento in cui il modello istituzionale di gestione è in crisi, per parlare di una realtà che non si vuole affrontare in campo politico, nazionale ed urbanistico. No ai campi di solidarietà di Veltroni quindi ma esigenza di fare di questo percorso qualcosa di condiviso scoprendo un mondo lontano dagli stereotipi. La mostra è stata la prima occasione pubblica di sperimentare un modello di collaborazione con Roma Onlus e Casa dei diritti sociali e finalmente ho visto un modo di stare insieme tra Rom e gagè che per molto tempo si era ricercato.
Roberto de Angelis, professore: La presenza degli amici Rom che pretendono di esserci oggi, è importante e serve per parlare ed entrare nella politica dello stare insieme Al tavolo mancano le istituzioni perché al momento non sono in grado di dirci come intendono procedere.
Lanfranco Sbardella: parliamo ancora del tema della mostra cioè dell’auto rappresentazione e della simbologia che ne scaturisce a partire dagli scatti dei fotografi
Simona Caleo, Max Intrisano e del cineasta Giorgio de Finis
Simona: mi sono avvicinata a questa tematica tramite e- polis e il mio modo di scattare andava insieme a un problema non di estetica ma ad un problema conoscitivo; di spiegare cosa non andasse, di fare si cronaca, ma con umiltà.
Max: il mio approccio è stato casuale.Quando mi raccontarono del progetto poi ho sentito di dover continuare ad approfondire.
Come rappresenti?
Cerco di fissare degli scatti che vogliono raccontare o far parlare con un approccio non aggressivo ma quasi esterno. Scatto in occasioni di festa con una curiosità un po’ da safari, ma comunque resta per me importante scambiare prima due chiacchiere, perché è il contatto diretto che ricerco con i miei soggetti.
Giorgio, parlaci del documentario come altro modo di rappresentare.
Giorgio: Quando iniziò il progetto itinerante per i campi di Roma provenivo da una esperienza a da un esperienza all’estero a Mumbai,molto caotica. Poi con campus Rom e gli stalker mi sono lasciato prendere da questa storia .Io nasco antropologo ma mi è piaciuto l’approccio non propriamente antropologico degli studenti di architettura. Il documentario mi avvicina al linguaggio della poesia del viaggio che è un susseguirsi di successi e di fallimenti.
Per quanto riguarda la simbologia che cosa hai ricercato?
Non sono un esperto Rom, ho una conoscenza più letteraria di questo mondo ma girando ho potuto vedere quali fossero le difficoltà, che sono tante, e ho un po’ di pudore nel parlarne.
Come i fotografi rappresentano le minoranze etniche?
Tano d’Amico,fotografo
Per capire come i Rom sono stati rappresentati sono stato obbligato ad andare indietro. A scuola ci fanno vedere icone castrate avulse dal loro significato. E’ un quadro inquietante e misterioso. La sorpresa fu che i Rom sono insieme a noi da moltissimo tempo,almeno dal 1450. Ho voluto cogliere la drammaticità della loro storia. Nella mia ricerca ho avuto l’incontro con Antonio Solario in via Romana a Roma. Egli era allievo di Bellini insieme a Crivelli ed era Rom . Era un pittore bravo ma inaffidabile con la committenza perché si spostava sempre di luogo in luogo. Il gesto delle mani nella sua arte è un linguaggio molto importante che sia Crivelli che Solario ricercano. A mio parere gli zingari hanno avuto sempre i medesimi problemi e le stesse attitudini che hanno oggi. Il racconto dei lager e la caccia allo zingaro delle cronache del rinascimento sono racconti inquietanti delle persecuzioni; L’auto rappresentazione della nostra civiltà è stata fatta spesso da personaggi appartenenti a minoranze etniche come lo stesso Giorgione ch era un ebreo. Giorgione nella tempesta ritrae la zingara che simboleggia la terra, la natura.
Come si collegano le varie Realtà Rom in Italia?
Occorrerebbe fare qualche passo in avanti rispetto a questa mostra fotografica?
Nazareno Guarnieri, Presidente della Federazione Romanè:
C’è bisogno innanzitutto di aumentare la consapevolezza all’interno della comunità Rom per essere i protagonisti. Al congresso nazionale della federazione Rom e Sinti parte della federazione ora ci rappresenta a livello europeo. C’è un problema però di cattiva interpretazione si dovrebbero far emergere le cose positive, non solo la povertà della roulotte e del campo. La partecipazione positiva dei Rom contro la logica strumentale di adesso. Occorre fare forte informazione e un operazione di recupero dell’identità, non perdere i codici morali tipici di una comunità . Occorre una rappresentanza qualificata e di professionalità come modello di formazione perché ci sia consapevolezza e un rapporto vivo e partecipativo delle comunità e mi auguro che per il futuro le immagini miglioreranno e siano positive. Occorre recuperare ed è inutile continuarsi a chiudere all’interno della federazione.
Prof .Roberto de Angelis: discriminazione a parte, la fotografia è una forte presenza nella realtà e difende la realtà. I momenti di drammaticità esistono in una situazione di conflitto, ma la fotografia aiuta la ricerca a progredire e le fa da guardiana. Oltre al discorso dell’estetica essa deriva da una profonda conoscenza della situazione. A livello umano è una forma di resistenza che esprime la bellezza e la fierezza dell’esistere. I campi Rom sono una costruzione storica dei partiti di sinistra che negli anni ’80 concettualizzano con il multiculturalismo “all’italiana“ il diritto al nomadismo. Si tratta di una discriminazione positiva questo è un progetto che non é stato portato avanti e che si è tramutato in apartheid. C’è una separazione sul piano politico e culturale e le conseguenze sul piano giuridico si ripercuotono a livello di comunità più che individuale.
Si sono fatti passi avanti? La realtà è che si sono fatti pochi passi avanti.
Simona Caleo: viaggiando in Serbia e Macedonia ho visto realtà abitative diverse, in muratura, e sono queste che ho scelto di portare alla mostra, per poter far vedere la differenza.Tuttavia in Italia nell’immaginario comune non vedo questa volontà.
Nazareno Guarnieri : occorrerebbe dare un immagine di maggiore normalità.
Giorgio de Finis : il mercato non ha interesse per questo tipo di immagini.
Graziano Halìlovìc, Romà Onlus : la fotografia nella nostra cultura tradizionalmente ha un valore soprattutto se legato all’album di famiglia. Si deve aprire un dialogo tra culture. Siamo stati uno strumento politico ed economico ed ora ognuno deve fare la sua piccola parte e scavare nel negativo per trovare del positivo. Nelle foto del passato mio padre o mio nonno erano dei signori e oggi assomigliano invece sempre più a quello che voi vedete come zingaro. E’ in questa comunità Rom attualmente frammentata che cerchiamo di vivere e creare iniziative che uniscano e che facciano ripensare alle nostre origini.
Tony “Zingaro”: La foto è comunque un interpretazione più che un auto rappresentazione. Dipende da come siamo stati educati a guardare. Dovrebbe essere la dimostrazione delle condizioni attuali, ma non deve riassumere un caso unico.
Ci sono dei canali che le associazioni dovrebbero sfruttare, qual’è l’approccio di Casa dei Diritti Sociali?
Giorgio de Acutis, casa dei diritti sociali: le immagini del laboratorio romanè Chavè i sono di una normalità disarmante. C’è una voglia di restituire un immagine di normalità. Credo che il tema di oggi non sia tanto la correttezza della rappresentazione quanto il fornire strumenti di autorappresentazione. Questo è il successo del laboratorio e questo è l’approccio che la CDS ha voluto promuovere, cioè l’autonomia delle persone, avendo come partner l’associazionismo Rom, partner in un percorso di capacitazione reciproca al termine del quale speriamo di avere nell’associazionismo Rom dei concorrenti validi nell’accesso ai bandi ed alla progettazione
Come nasce il laboratorio?
Fulvio Pellegrini, fotografo,docente universitario: i temi sui quali i ragazzi sono stati chiamati a fotografare sono stati tre: il campo, la città, la natura. Gli abbiamo fornito delle macchine digitali con una discreta risoluzione di 7mega pixel. Il tema era il fare più che il raccontare. Con i sistema del briefing,attraverso l’ironia e la condivisione degli scatti, abbiamo introdotto i temi della foto. Sul piano relazionale è stato molto bello. La responsabilità delle generazioni passate è un modello inconfondibile dal quale ogni ragazzo sente di doversi slegare perciò hanno rappresentato in maniera logica senza essere spinti a rappresentare nessuna identità in particolare. La foto serve a raccontare. Essi sembrano poco interessati al mondo degli adulti. Tra noi si era comunque costruito un feeling e la omogeneità dei loro ritratti da me effettuati è il segno della costruzione riuscita di un gruppo di lavoro.
Eugenio Viceconte, fotografo: una cultura minoritaria conosce la cultura maggioritaria in maniera più profonda negli atteggiamenti e nei vizi, mentre la cultura maggioritaria non lo fa. Conosco poco la realtà dei campi ma la seguo a livello politico e gestisco un blog. Uso anch’io la macchina fotografica anche se a livello dilettantistico; mi serve come esercizio di disciplina individuale di obbligarmi a guardare.La società maggioritaria riesce a non vedere a non rendersi conto della realtà circostante. E’ un abitudine che diventa indifferenza e che diventa ostilità. Occorre insegnare alla società maggioritaria a guardare e non ad abituarsi alla normalità del male, e le foto servono proprio a questo rendersi conto. Le società minoritarie questo sanno già farlo.
Marta Paccara,
studentessa di Antropologia,
tirocinante presso la Casa dei Diritti Sociali.
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Il giorno 30 giugno 2009, presso la sede della Rivista Carta (Sala Pintor),
Viale Scalo S. Lorenzo, 67, Roma
l’Antica Sartoria Rom è lieta di invitarLa alla
presentazione della collezione 2009 dedicata principalmente alla linea bambina.
La Cooperativa, avendo lo scopo di perseguire l’interesse generale delle Comunità Romanì alla promozione umana e all’integrazione sociale, con particolare riferimento alla salvaguardia dei diritti delle donne appartenenti alle Comunità suddette, ha finora avviato una serie di interventi volti all’inserimento lavorativo delle Romnià nel settore della promozione e diffusione della loro cultura.
L’attività sartoriale rientra in questa serie di interventi.
Oggi la cooperativa si avvale di un suo laboratorio di ricerca, progettazione e sviluppo dei modelli, realizzati dalle donne di etnia Rom provenienti dai campi nomadi della capitale. In laboratorio vengono messe a punto tecniche specifiche per mantenere intatta la tradizione romanì tardo-ottocentesca, ed allo stesso tempo risolvere ogni esigenza della donna d’oggi.
La qualità dei capi viene garantita dalla cura nei singoli particolari e dall’utilizzo di tessuti tutti rigorosamente in fibra naturale.
Le novità lanciate ogni anno sul mercato, sono un motivo in più che spinge sempre più donne a diventare nostre clienti.
Venga a trovarci!
Un grazie particolare va a tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare questa iniziativa: Ebitemp, Casa dei Diritti Sociali, Associazione Romà Onlus.
Il Presidente del C. d A.
Prof. Marco Brazzoduro
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Difendere la "Razza" di Nicoletta Poidimani.
| DIFENDERE LA "RAZZA" | CULTURE RAZZISTE E POLITICHE SESSUALI DALL'IMPERO ALLA POSTCOLONIA |
![]() | In occasione dell'uscita del volume di Nicoletta Poidimani Difendere la "razza". Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini (ed. Sensibili alle Foglie, 2009) una riflessione sul riattivarsi odierno di nuovi stereotipi razzisti e sessisti a partire dalle analisi delle politiche sessuali e razziali applicate dal regime fascista nelle sue colonie africane a cura del Seminario itinerante antisessista e antirazzista Intervengono: Nicoletta Poidimani (autrice di Difendere la razza), Introducono: Liliana Ellena e Vincenza PerilliNajat Achak (Coordinamento migranti Bologna), Kaha Mohamed Aden (scrittrice) Al termine dell'incontro proiezione del documentario di Chiara Ronchini e Lucia Squeglia GOOD MORNING ABISSINIA |
SABATO 27 GIUGNO ORE 15.00 CENTRO INTERCULTURALE ZONARELLI via Sacco 14 - Bologna | |
Promuovono: Ass. Sopra i ponti, Anpi Bolognina, Progetto Interconnessi, Laboratorio femminista Kebedech Seyoum |
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L'analisi del linguaggio con cui viene data la notizia:
- delle agenzie di stampa, che miscelano le veline della questura con quelle politiche di regime che recitano la morale della storia
- della trasformazione delle agenzie negli articoli delle testate giornalistiche (che un approfondimento non lo fanno mai manco per sbaglio),
- ed infine la lettura dei commenti forcaioli dei lettori
Esaminiamo questa notizia come data da una delle agenzie:
(AGI) - Genova, 22 giu. - Nove arresti, 10 espulsioni e 18 ragazze liberate dal racket della prostituzione, tra cui anche una sedicenne.
Questo il bilancio della maxioperazione portata a termine dagli uomini della polfer di Genova insieme ai colleghi del nucleo di polizia giudiziaria del Tribunale genovese sotto il coordinamento dei pm Federico Panichi e Alberto Lari della Dda ligure.
L'operazione ha portato allo smantellamento di un'organizzazione che, caricando le ragazze su barconi in Libia, era dedita alla tratta delle prostitute.
Anche la frase "smantellamento dell'organizzazione" mistifica una situazione che magari si è protratta e tollerata per anni.
Ovviamente nell'agenzia non c'è alcun accenno all'ecosistema tutto Italiano che favorisce, richiede, alimenta questa economia dello sfruttamento. Nessun accenno agli "utilizzatori finali" ormai sdoganati dall'avvocato Ghedini e dal suo datore di lavoro. Al supporto territoriale della malavita organizzata nostrana, delle connivenze a tutti i livelli con lo sfruttamento.
Dieci delle ragazze, non in regola col permesso di soggiorno, sono state espulse. La minorenne ed i figli di alcune ragazze sono stati affidati ai servizi sociali.
Per di più alle donne, vittime della tratta, vengono sottratti i figli, affidati a quei servizi sociali che sono un buco nero della nostra assistenza.
Nessuno ci dice se i minori sottratti sono delle donne che saranno espulse, ho il forte timore che sia così.
I reati contestati sono associazione a delinquere finalizzata all'acquisto o alienazione di schiavi, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e, per quattro persone, spaccio di cocaina.
Sigilli sono stati appostati anche a tre bassi nei vicoli di Genova acquistati ed utilizzati per fare "lavorare" le ragazze.
L'ipocrisia del tutto a me risulta evidente, mi sembra chiarissimo che non c'è nessuna voglia di contrastare lo sfruttamento e la tratta degli esseri umani, e che invece questi slogan ad effetto vengano adoperati per tutt'altri scopi, politici, elettorali certo non umanitari o di giustizia.
______________________
(*)
Fabrizio de André
Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi
ha già troppi impegni per scaldar la gente d'altri paraggi,
una bimba canta la canzone antica della donnaccia
quello che ancor non sai tu lo imparerai solo qui tra le mie braccia.
E se alla sua età le difetterà la competenza
presto affinerà le capacità con l'esperienza
dove sono andati i tempi di una volta per Giunone
quando ci voleva per fare il mestiere anche un po' di vocazione.
Una gamba qua, una gamba là, gonfi di vino
quattro pensionati mezzo avvelenati al tavolino
li troverai là, col tempo che fa, estate e inverno
a stratracannare a stramaledire le donne, il tempo ed il governo.
Loro cercan là, la felicità dentro a un bicchiere
per dimenticare d'esser stati presi per il sedere
ci sarà allegria anche in agonia col vino forte
porteran sul viso l'ombra di un sorriso tra le braccia della morte.
Vecchio professore cosa vai cercando in quel portone
forse quella che sola ti può dare una lezione
quella che di giorno chiami con disprezzo pubblica moglie.
Quella che di notte stabilisce il prezzo alle tue voglie.
Tu la cercherai, tu la invocherai più di una notte
ti alzerai disfatto rimandando tutto al ventisette
quando incasserai delapiderai mezza pensione
diecimila lire per sentirti dire "micio bello e bamboccione".
Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli
In quell'aria spessa carica di sale, gonfia di odori
lì ci troverai i ladri gli assassini e il tipo strano
quello che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano.
Se tu penserai, se giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni più le spese
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo.
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la rete NOPACCHETTOSICUREZZA lancia la seguente iniziativa
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25/06 ASSEMBLEA IN PIAZZA DELLA MARRANELLA nopacchetto | 22 Giugno, 2009 03:18GIOVEDÌ 25 GIUGNO, ORE 18.00 ASSEMBLEA PUBBLICA IN PIAZZA DELLA MARRANELLA RESPINGIAMO IL PACCHETTO SICUREZZA! Dopo mesi di discussioni, rinvii e voti di fiducia che hanno ignorato ogni forma di protesta, il governo Berlusconi si appresta ad approvare definitivamente in senato il disegno di legge 733, noto come "pacchetto sicurezza": una legge che nega i diritti fondamentali delle persone, siano esse migranti che native. Il pacchetto introduce il reato d'ingresso e soggiorno illegale, che colpisce le persone migranti, cancellando il loro diritto a esistere, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e alla casa. Se il ddl sarà approvato, chi è senza permesso di soggiorno non potrà più ricevere cure mediche, riconoscere figlie e figli alla nascita, sposarsi o inviare i soldi a casa. Si introducono le ronde mentre in nome del "decoro urbano" continuano gli sgomberi e la ghettizzazione degli insediamenti rom e le aggressioni di stampo razzista e xenofobo. Le ordinanze dei sindaci limitano il diritto a incontrarsi nei parchi e nei luoghi pubblici o a manifestare per le strade e nelle università. Prima ancora di essere approvato, il pacchetto sicurezza ha già ucciso: dalla donna incinta morta dissanguata a Bari per la paura di essere denunciata in ospedale, alle persone morte nei CIE (centri di identificazione ed espulsione) per le violenze, perché non ricevono un'assistenza sanitaria adeguata o per la disperazione di vedersi consegnare un decreto di espulsione, che significa essere rispedite/i in luoghi di conflitto o nelle carceri libiche, spesso dopo aver vissuto e lavorato duramente e senza diritti per molti anni nel nostro paese. Ma c'è una parte della società che in questi mesi ha espresso nei modi più disparati il proprio dissenso: medici e insegnanti, migranti, rifugiati/e e richiedenti asilo, scuole d'italiano, donne, femministe e lesbiche, gay e trans, studenti e occupanti di casa, singoli/e e associazioni vogliono respingere al mittente il pacchetto sicurezza e le politiche razziste di questo governo. A Roma, come in molte altre città italiane, si sono moltiplicate le iniziative che hanno denunciato con forza le condizioni di vita nei CIE e la brutalità delle politiche dei respingimenti, protestando contro una legge che, dietro una falsa esigenza di sicurezza, nasconde la chiara volontà politica di gestire in maniera repressiva la crisi che stiamo vivendo. Crediamo che sia necessario sentirsi tutte e tutti coinvolti in quanto sta accadendo, creare spazi di dibattito sempre più ampi e moltiplicare le iniziative di protesta in ogni città, a partire dalle giornate di discussione e approvazione del pacchetto sicurezza. Vogliamo prendere la parola, per lottare insieme, italiane/i e migranti, a partire dai nostri territori, perché desideriamo una società aperta all'incontro tra tutte le differenze, perché l'unica sicurezza che vogliamo è libertà e diritti per tutte e tutti! * Per coordinarci e organizzare momenti di denuncia pubblica sulle norme razziste del pacchetto sicurezza, nella giornata di martedì 30 giugno, nelle modalità che ognuna/o deciderà di mettere in pratica; * per dire che noi non siamo spie, che noi non denunciamo, che l'unica cosa che respingiamo è il pacchetto sicurezza e che saremo davanti al senato mercoledì 1° luglio, durante la discussione del ddl 733, per gridare forte la nostra rabbia; * per costruire insieme una mobilitazione nazionale contro i lager che chiamano CIE e il razzismo di Stato nel prossimo autunno; la Rete contro il pacchetto sicurezza invita tutte e tutti a partecipare a un momento di incontro pubblico: giovedì 25 giugno, alle ore 18.00, in piazza della Marranella, nel quartiere di Torpignattara, dove convivono tanti/e cittadini/e del mondo e dove il razzismo istituzionale sta tentando di alimentare l'odio per la diversità e la guerra tra poveri/e. RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA http://nopacchettosicurezza.noblogs.org pacchettosicurezza@anche.no nopacchettosicurezza | 25/06 ASSEMBLEA IN PIAZZA DELLA MARRANELLA |
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Neda
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