Home
NO(b)LOGO
non scrivo blog, osservo i blogger
Recent Entries 
16th-May-2008 01:47 pm - I castelli della legalità
Da una rapida scorsa ai Blog ed alle News mi sembra che oggi si parli parecchio del battibecco Travaglio - Castelli di ieri ad annozero  (continuo ad esprimere stima  e solidarietà a Travaglio per il fuoco incrociato a cui è sottoposto invece non c'è accenno alle  affermazioni di Castelli  in  tema di migranti e lavoro.
Affermazioni che mi sono sembrate molto, ma molto più, preoccupanti dei minuetti sulle pendenze giudiziarie.

[Dal blog di annozero: Gli extracomunitari sono un costo, non una risorsa" - ha affermato Roberto Castelli. ]

Nel corso della trasmissione, commentando le statistiche che ci dicono che i "clandestini" in grandissima parte lavorano, accollandosi lavori ormai lasciati deserti da noi italiani, l'ineffabile Castelli ha tirato fuori l'equazione:

- se il clandestino lavora  vuol dire che lavora al nero -
 - il lavoro nero è illegale e quindi l'immigrato è nell'illegalità -
- l'illegalità non può essere tollerata ed il lavoratore va espulso -

Su questo concetto c'è stata esclusivamente la reazione di un lavoratore di colore che, estremamente e giustamente indignato, è stato zittito alla fine perfino da Santoro quando ha provato ad argomentare (applicando una logica simmetrica) : se Castelli difende una condizione che spinge nelle mani della delinquenza gli immigrati è un delinquente a sua volta.

Vedo nel sillogismo dell'ing. Castelli il cuore della questione della situazione socio-politica italiana.
Lo vedo anche nella risposte di Santoro che, spero scherzando, invita la sinistra ad andare a scuola dalla Lega per imparare nuovamente ad avere il polso della società e della gente.

Non sono mai stato un marxista osservante ma una affermazione come quella di Castelli mi fa saltare sulla sedia e non mi fa dormire tutta la notte.

Infatti ,ammesso e non concesso, che si possa far prevalere la LEGALITA' sulla SOLIDARIETA' e sulla tolleranza .... è possibile che nessuno in quella stanza si prenda la briga di spiegare al padrone delle ferriere Castelli che:
- se c'è un lavoratore disposto ad accettare un lavoro in nero
- c'è sicuramente un datore di lavoro che quel lavoro offre
All'ex  ministro della giustizia qualcuno vuole spiegare che la Giustizia (quella con la G maiuscola) ci suggerisce, in un paese la cui costituzione si fonda sul Lavoro,  che l'illegalità dello sfruttato, ricattato perché clandestino, privato dei diritti, vittima predestinata degli incidenti sul lavoro, merce per caporali, bersaglio dell'intolleranza
è ben poca cosa rispetto all'ILLEGALITA' di chi quel lavoro sfrutta?

A questo punto sia TOLLERANZA ZERO ma lo sia in primo luogo su chi lucra sul lavoro dei clandestini, su chi evade il fisco utilizzando il lavoro nero.

Sfruttati e sfruttatori ... non è che ci siano molte altre categorie, non c'è niente da rincorrere nella lega, bisogna stare dalla parte degli sfruttati rendendosi conto, che gli sfruttati, quelli che  vengono dal mare  ... gli "Ali dagli occhi azzurri" di pasoliniana memoria ... SONO LA CLASSE OPERAIA!
... se ci deve essere un'opposizione di sinistra, di vera sinistra, anche se minoritaria e scomoda deve ripartire da questo ... dagli ultimi ... dai lavoratori migranti!

Lasciamo all'opposizione liberal e legalitaria, i Travaglio, i Di Pietro, la sacrosanta battaglia sulle regole del vivere civile, ma rendiamoci conto che una sinistra che sia SINISTRA deve fare in più una scelta di campo.

La sinistra non può inseguire i deliri della base elettorale della lega, la sinistra deve educarsi ed educare a stare dalla parte degli ultimi  ...
La bussola è sempre quella:  eguaglianza - solidarietà - giustizia sociale - internazionalismoA
15th-May-2008 12:29 pm - ANSA (con ansia) Manifestazione di solidarieta' a Napoli
Manifestazione di solidarieta' a Napoli NAPOLI - Una manifestazione di solidarietà con il popolo rom è in corso a Napoli, davanti a Palazzo San Giacomo,  - cut -  l'iniziativa "vuole anche denunciare il fallimento delle politiche sociali del Comune e ricordare che ci sono bambini ai quali è stata negata per sempre la possibilità di andare a scuola". - cut -.
15th-May-2008 08:36 am - Ritratto antropologico
Un articolo del corriere della sera letto di prima mattina per "darsi una sferzata di ottimismo".

Abbiamo una politica che è lo specchio di una società profondamente marcia ... marcia in un contesto come quello dell'hinterland partenopeo, io sono napoletano anche se vivo a Roma, dominato dalla malavita, ma marcia anche negli ipocriti salotti piccolo borghesi e medio borghesi,
come ad esempio il "Movimento Società Civile" - Chiaia per Napoli che è bacino elettorale della PdL.

La politica che lo specchio di una società "civile" (sic) che vede il degrado e l'illegalità nel campo nomadi e non nella camorra che presidia il territorio e prende tangenti dai Rrom e li impiega nello smaltimento dei rifiuti tossici salvo poi a metterli sotto il il tiro della pulizia etnica quando il momento politico lo richiede.


Leggo le dichiarazioni di Taglialatela per cui la presenza delle istituzioni ed il rispetto della legalità sia la risposta alle proteste  per la presenza tutt'altro che rassicurante dei campi rom abusivi.

La sinistra a Napoli ha operato male, Bassolino doveva dimettersi mesi fa, ma si preparano tempi ancora più duri per Napoli.

L'esperienza Bassoliniana non è stata un fallimento per la mancata soluzione dei problemi strutturali, come i rifiuti, quello è solo un effetto, ma per l'incapacità di dare un cambiamento profondo al tessuto politico, antropologico e sociale del Napoletano.

Il degrado di Napoli è nelle coscienze è nel tessuto sociale.
14th-May-2008 07:46 pm - Gli interventi del nuovo governo in termini di sicurezza
Dice Stefania, a proposito dell'idea di introdurre il reato di immigrazione clandestina, dei poteri che a Milano e Rpma si vogliono dare ai prefetti per "combattere l'emergenza immigrazione"  e con la creazione di  un commisario straordinario per i Rom e di Alemanno che ringhia "prima la legalità, poi la solidarietà" :
" tutto questo fa pensare a intolleranza nemmeno troppo mascherata.
fa pensare a un'idea di legalità che si accanisce contro un gruppo etnico-culturale minoritario, e già per questo debole, fa pensare alla cattiva fede, fa pensare che è facile costruire pericoli immaginari, e infine che il modo migliore per avere controllo è generare paura e farla crescere e indicare poi i responsabili [altri da sé] di quella paura.
"


Mmax  e Bak  hanno realizzato il bannerino qui di fianco che faccio mio, insieme alla bandiera delle etnie Rrom e Sinta, in solidarietà delle comunità "zingare" italiane, francesi, balcaniche, romene, polacche presenti sul territorio italiano, a volte stanziali ma più spesso costrette al nomadismo.




Ricordo che oltre ai proclami del governo e dei sindaci, oltre ai manifesti pubblicati dal PD di Ponticelli stanno volando le Molotov ed i sassi,  a Ponticelli come a Novara.

Non fa male dare un occhiata ai volti dei mostri "zingari" ad esempio in questo video.

E fa non male sapere che il quasi pogrom di Ponticelli, in cui si comincia a vedere una regia Camorrista, ha visto la dispersione di una comunità con un elevatissimo numero di bambini  interrompendo un lavoro di anni delle associazioni umanitarie che si stavano sforzando di fare opera di scolarizzazione e di inclusione sociale.
13th-May-2008 02:30 pm - Sicurezza, rapimenti Rrom e Camorra

Osservo da qualche giorno quello che succede a Ponticelli, periferia di Napoli.


La stampa ha dato grande risalto ad un episodio di presunto rapimento di una bimba da parte di una ragazzina Rrom.

Per chi segua con un minimo di attenzione la situazione Rrom e Sinti in Italia l'episodio appare alquanto anomalo.
La legenda metropolitana dei "rapimenti di bambini da parte degli zingari" non ha infatti nessun fondamento ... non esiste una casistica del genere nelle statistiche giudiziarie (esclusivamente situazioni di sottrazioni di minori all'interno della comunità rrom ed a causa di dissapori familiari, esattamente come nelle famiglie italiane quando si sfasciano).

La storia di Ponticelli è strana, strana la dinamica dei fatti, strana la non riconducibilità della ragazzina sbandata rrom ad una qualsivoglia comunità,  strana perfino la madre della bambina, così fotogenica  e così adatta ad essere sopraesposta nei talk show prossimi venturi.

Ho la convinzione che gli accertamenti giudiziari sgonfieranno il caso ... non credo per niente alla storia del rapimento e spero che la furia mediatica sia solo un semplice equivoco dovuto alla sovreccitazione  xenofoba che fa diventare una ragazzina sbandata che voleva fare un piccolo furto una pericolosa emissaria della tratta degli infanti.

Spero …  ma temo altro ...

temo, nella migliore delle ipotesi, che ci sia la voglia da parte della famiglia di Ponticelli di approfittare della situazione montata da mesi sulla stampa per darsi visibilità mediatica ...

temo, nella peggiore delle ipotesi, che ci sia ben altro dietro …

Infatti mi viene fare facile fare qualche collegamento con l'episodio di qualche giorno prima accaduto sempre a Ponticelli ...Napoli, anche i rom pagano il pizzo "Alla camorra 50 euro a baracca".

E’ stato un episodio poco illuminato dalla stampa nazionale ma molto ripreso dalla rete, a guardare bene esiste una gran quantità di blog fortemente xenofobi, e ripreso dalla piccola stampa online che è arrivata a produrre titoli “geniali” come: PAGAVANO PER OCCUPARE BARACCHE ABUSIVE, DENUNCIATI 20 ROM.

 

Sospetta la sequenza:

campagna politico xenofoba a livello nazionale

individuazione di un controllo della camorra sulla permanenza e sulle attività delle comunità Rrom ed impiego dei Rrom per attività connesse al riciclo dei materiali tossici

episodio mediatico del presunto rapimento della bimba

e per finire oggi il tentativo di Pogrom a Ponticelli

 

In un territorio controllato dalla camorra la sequenza fa pensare.

 

Aggiungo alle mie considerazioni queste di Sarah Di Nella su www.carta.org; e queste di Nadia Marino che riprende un comunicato dell'Opera Nomadi.

Interessante discussione qui.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Poi per ricordare che i cosidetti nomadi ... non sono sempre rumeni, non sono tutti Rrom, non sono sempre nomadi, e non rubano bambini ... La storia di una Madre, italiana, di etnia Sinti, residente a Chiari (BS), che non è nomade ma che ha visto la sua precaria abitazione distrutta dalle ruspe ed a cui è stata sottratto un  figlio.
Leggere la realtà dal punto di vista Rrom e Sinti è estremamente istruttivo.

10th-May-2008 08:38 am - La Rete, la comunicazione, la realtà
Alla fine degli anni 60 la rete non esisteva, non esisteva la telefonia mobile, non esisteva il Fax, la xerox aveva appena inventato la fotocopia ma era un fatto per gli uffici del pentagono, in Italia la televisione era la RAI delle due reti del democristiano Bernabei, e non c'erano neanche le radio libere.
Negli anni 60 c'era la cortina di ferro e la minaccia nucleare, c'era l'azione pesante della CIA, c'erano i colonnelli in grecia, c'era il tintinnare di sciabole in italia ... la guerra in Vietnam aveva abbondantemente superato la fase dell'escalation.


Negli anni 60' culture diverse sono confluite, da Trenton a Cicago a Berkley, da Parigi a Roma a Praga, libertà civili, pacifismo, anti razzismo, rivoluzione sessuale, femminismo, ecologismo ... musica e cinema ... una rivoluzione nelle coscienze prima ancora che nella società.



Oggi la rete c'è, c'è da 15 anni,
i ragazzi di 15 anni, sono nati insieme a Mosaic; sono  cresciuti con un cellulare nel palmo della mano ed il cicalino di messanger a fargli compagnia nella stanza chiusa a chiave.
Un italiano su venti ha provato ad esporre il suo pensiero con un blog o una pagina su Myspace. I ragazzi molto di più ... e la TV non la guardano quasi, al massimo MTV ed i canali FOX e SKY di varia (dis)umanità ... quelli a cui si aggiunge Current .... ed usano e guardano  Youtube ...

Io avevo 15 anni nel 68 ed avevo una percezione del mondo infinitamente più ricca di quella che ha oggi mio figlio ed i suoi amici, che i giornali e la televisione controllati dal potere non guardano e non hanno mai guardato!

Ed Al Gore ci racconta del potere salvifico dei Media Partecipativi, il modo di comunicare che farà la rivoluzione ... che fermerà il potere della comunicazione controllata ... Ad ascoltarlo un pubblico eccitato e plaudente di Blogger. Un pubblico per cui la bandiera della libertà informativa sembra solo Beppe Grillo ...

Parlo del rito celebrato giovedì all’Ambra Jovinelli, dove Al Gore ha presentato ai blogger italiani Current con una sfarzosa sponsorizzazione di SKY.

Manifestazione ben riuscita, un’atmosfera elettrizzata nel popolo dei blogger titillato sul suo punto più debole, l'autoreferenzialità .

Lo slogan di Current, ripetuto in maniera martellante, stampato sulle magliette, ripreso sui trailer e soprattutto ribadito da Al Gore, ha fatto presa sulla voglia di protagonismo dei blogger italiani.

“Ora hai voce anche tu”

Eccitati i blogger, sia gli entusiasti (molti di matrice ecologista) sia i prudenti, che hanno fatto domande, ingenue, sull’effettiva libertà di parola offerta da Current (che almeno in Italia, si mette all’ombra di Rupert Murdoch).

Nessuno che metta in discussione il concetto venduto da Current e SKY :  l’informazione diffusa è la panacea per garantire democrazia e libertà d’informazione.

NON E' COSI' - anzi l'illusione di poter comunicare, avere voce, allontana dal capire e soprattutto dall'agire.


Tutti rivoluzionari quando Al Gore fa riferimento alla guerra in Iraq ed alle bugie politico/medianiche, alla situazione Italiana.
Al GorePendodeliribloggercurrentcurrent Tvblog guru


E' indicativo che le domande, gli umori del pubblico, non facciano che ribadire la centralità dell’hai voce anche tu;
alla fine mi sorge il dubbio che, in un contesto popolato da blogger, motivato e fomentato da un trascinatore come Marco Montemagno, coltivato con il meccanismo dell’accreditamento “feudale” per gerarchia di visibilità, pompato dall’approdo in broadcasting su Sky24, si stia facendo l’apologia dell’ economia dello status.

Una transazione tra l'illusione di poter avere voce, e quindi riconoscimento, e la sostanziale passività verso il mondo e la politica.
--- Continua ---
This page was loaded May 17th 2008, 11:17 pm GMT.